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Le antenne di sorveglianza e le torrette per le intercettazioni a Camp Liberty devono essere smantellate

I residenti a Liberty e la Resistenza Iraniana protestano energicamente contro le azioni oppressive e di polizia che mirano alla distruzione dell’opposizione su richiesta del regime iraniano

Campo Liberty – N. 9

CNRI  –  La scandalosa conversione di Camp Liberty in una prigione sta divenendo sempre più chiara giorno dopo giorno. Ora è praticamene chiaro perché il governo iracheno non ha acconsentito alle richieste di 23 generali, ministri, ex-governatori ed eminenti personalità americane, come Rudy Giuliani, che volevano visitare il campo a loro spese, prima di trasferire i 400 residenti di Ashraf a Liberty. 1. Nel rapporto tecnico dell’esperto in accoglienza datato 30 Gennaio, si dichiarava che l’area di Camp Liberty era di 683.000 metri quadrati. In ogni caso, la costruzione delle mura all’interno del campo ha ridotto l’area di 83.000 metri quadrati, facendo sì che molte delle costruzioni utili, delle quali erano state precedentemente realizzate delle immagini di propaganda, rimanessero fuori dalle mura e non fossero qundi utilizzabili dai residenti.

2. Non c’è acqua potabile né acqua per le pulizie. Martedi 21 Febbraio, i residenti sono riusciti a riempire un recipiente a 12 kilometri di distanza e portarlo al campo. Stranamente, non viene fornito carburante per tali sforzi.

3. Ci si rifiuta di svuotare le fosse settiche e l’innalzamento del livello dei liquami, che si trovano all’aperto nell’area del campo, ha portato ad un ambiente ad elevatissimo rischio sanitario.

4. La parte irachena si rifiuta ancora di portare via la spazzatura che si era accumulata nel campo e che i residenti ieri hanno raccolto e messo nei camion della spazzatura.

5. Della mancanza di corrente elettrica e della rottura dei generatori sono stati incolpati, con una detestabile menzogna, i residenti che ne avrebbero rubato dei componenti.

6. Il 21 Febbraio, non si è potuto andare ad un appuntamento con un medico specialista preso per una paziente malata di cancro residente a Liberty, perché i funzionari iracheni hanno ritardato diverse ore, nonostante il fatto che l’appuntamento fosse stato preso precedentemente e che i funzionari iracheni fossero stati informati per tempo. Si sono presentati Mercoledi 22 per prendere la paziente. Era una visita specialistica e la paziente non poteva esservi condotta senza una preparazione preventiva. La paziente malata di cancro ha scritto i dettagli della situazione direttamente al Segretario Generale delle Nazioni Unite poiché è stata falsamente accusata di essersi rifiutata di andare all’appuntamento con il medico.

7. Nelle 24 ore intercorse dalle 12:00 di Martedi 20 Febbraio alle 12:00 di Mercoledi, le forze di sicurezza irachene armate con mitragliatrici B.K.C., Kalashnicovs e armi da fuoco, hanno marciato più di 39 volte a 20 metri dalle roulottes dei residenti. Disturbano la traquillità dei residenti, in particolare delle donne. In totale, sono stati piazzate 150 militari armati con mitragliatrici per 400 residenti che sono circondati da mura di cemento armato alte 3,6 metri (una media di più di un militare armato ogni 3 residenti).

8. Telecamere di sorveglianza e alte torrette per le intercettazioni sono sintonizzate sulle conversazioni che avvengono dentro le roulottes. Chiaramente le conversazioni vengono immediatamente girate al regime teocratico che governa l’Iran per permettergli di usarle per arrestare e giustiziare i membri delle famiglie dei residenti che si trovano in Iran. Le antenne di sorveglianza e le torrette per le intercettazioni sono state installate a 30 metri di distanza dalle roulottes dei residenti. Questo è un esempio lampante delle azioni oppressive e di polizia che mirano alla distruzione dell’opposizione su richiesta del regime iraniano. (v. foto allegate)

Il sommarsi di tutte queste azioni oltraggiose e detestabili, hanno spinto i residenti a scrivere una petizione al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Il mese scorso il Segretario Generale ha dichiarato il 2012 “Anno della Prevenzione”, riferendosi al principio della protezione (R to P – Responsibility to Protect).

Nella loro lettera al Segretario Generale, i membri del PMOI a Liberty hanno chiesto di ritornare immediatamente ad Ashraf.

In un simposio a New York riguardante la protezione dei residenti di Ashraf che si è tenuto l’11 Febbraio, il Giudice Michael Mukasey, l’ex-Procuratore Generale americano, ha detto che non tollera ciò che è stato detto sulla conformità di Liberty agli standards umanitari e dei Diritti Umani, neanche per definire una “prigione”. Ha detto:

“Una prigione, per quanto sia un luogo duro, è almeno un luogo in cui, sia i prigionieri che le guardie, sono legati a delle regole. Una prigione è un luogo dove noi mandiamo le persone come punizione, non per la punizione. Ma c’è un altro tipo di posto al quale Camp Liberty può essere paragonato, un luogo che persino il nome ironico, Camp Liberty, lo fa ricordare, ed è un campo di concentramento. Un luogo dove la gente viene mandata per essere spezzata nel corpo  e spezzata nello spirito”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
22 Febbraio 2012
  

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