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Le acque reflue e piovane hanno coperto tutto il terreno di Camp Liberty, I residenti chiedono di tornare ad Ashraf

Camp Liberty – Comunicato n. 62
In seguito ad abbondanti piogge, acque reflue e piovane hanno coperto tutto il terreno di Camp Liberty rendendo quasi impossibile spostarsi all’interno del campo. I liquami hanno dilagato inquinando l’intero campo ed esponendo i residenti a varie malattie e infezioni.
L’innalzamento del livello dell’acqua piovana sul suolo del campo e la fuoriuscita dei liquami sono dovuti a due fattori. In primo luogo, l’inefficienza delle infrastrutture: problema che i residenti hanno sollevato fin dal primo giorno con i funzionari delle Nazioni Unite e con il Rappresentante Speciale del Segretario Generale numerose volte, ma nessuna delle promesse scritte e verbali date da Martin Kobler è stata mantenuta. Kobler dichiarò il 31 gennaio che Camp Liberty rispondeva agli standard umanitari e che le sue infrastrutture erano adeguate per ospitare i residenti di Ashraf. Questa è stata una grande menzogna usata per il loro trasferimento forzato.

In secondo luogo, gli alti muri di cemento armato a T rovesciata che circondano l’intero campo, rendendolo una prigione, hanno causato la stagnazione dell’acqua piovana.
Il governo dell’Iraq non ha consentito il trasferimento dei veicoli da lavoro, rendendo così assolutamente impossibile drenare l’acqua dall’area del campo, né il trasferimento dei veicoli per passeggeri, impedendo così gli spostamenti nel campo in tali condizioni.
Inoltre, ai residenti è stato permesso di trasferire a Camp Liberty solo pochi dei loro caloriferi elettrici e generatori. Questo ha reso le condizioni di vita anche più difficili.

I residenti di Camp Liberty esprimono la più forte protesta contro l’espulsione da Ashraf da loro subita e chiedono di fare ritorno immediatamente ad Ashraf, poiché i problemi fondamentali delle infrastrutture rendono Camp Liberty un luogo assolutamente inadatto per vivere.

La Resistenza iraniana chiede al Segretario Generale dell’ONU di agire immediatamente per il trasferimento dei residenti ad Ashraf al fine di prevenire l’insorgere di malattie e di migliorare le loro condizioni di vita, come è stato evidenziato nella dichiarazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati del 13 dicembre 2012.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran.
26 dicembre 2012

 

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