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L’arma più potente che Obama può impiegare contro l’Iran

FoxNews.com – di: Tom Ridge, Generale Hugh Shelton, Patrick Kennedy – 16 Aprile, 2012
Credere che la ripresa dei negoziati ad Istanbul possa – o potrà mai – impedire l’exploit nucleare iraniano ed una possibile deflagrazione del Medio Oriente, significa credere nel trionfo della speranza sull’esperienza. E quando ciò deriva dalle intenzioni dei mullah, noi crediamo comunque,  che il passato possa essere ben visto come un prologo. Considerate che alla vigilia di questi nuovi negoziati, Mahmoud Ahmadinejad si è spudoratamente fatto beffe dell’ “ultima possibilità” offerta dal Presidente Obama ai mullah, dichiarando che le sanzioni sono state un fallimento perché l’Iran ha ammassato abbastanza valuta da poter sopravvivere per anni senza vendere petrolio.
Vero o no, rimane il fatto che i cosiddetti “P5+1” (Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia e Germania), hanno iniziato i loro primi colloqui con l’Iran più di 15 mesi dopo un primo round di negoziati finito senza un accordo nel Gennaio 2011.
E’ davvero sorprendente per noi che così poco di sostanziale sia stato discusso e che neanche si sia arrivati a nessuna proposta concreta o a misure per ristabilire la fiducia.
Dopotutto, dieci anni di sforzi diplomatici hanno solo incoraggiato il regime terrorista dei mullah. Questi ultimi colloqui consentono al regime di Tehran di acquistare solo tempo per realizzare il loro programma sulle armi nucleari.
Ma l’amministrazione Obama ha un’altra opzione a sua disposizione che vale la pena di provare.
Il Segretario di Stato Clinton lo ha capito perfettamente quando ha focalizzato l’attenzione del mondo sulla fondamentale distinzione tra il popolo dell’Iran ed il regime repressivo e terrorista dei mullah.
Dopo la conferenza del 1° Aprile sulla Siria, il Segretario Clinton ha detto giustamente: “Negli ultimi sei, otto mesi abbiamo avuto dei complotti iraniani che hanno sconvolto dalla Tailandia alla Georgia al Messico e molti dei paesi nel mezzo. Questo è un Paese, non un gruppo terrorista …. questo popolo merita di meglio che vivere sotto un regime che esporta il terrorismo”.
Visto che il Presidente Obama lotta per trovare una soluzione alle crescenti, minacciose ambizioni nucleari dell’Iran, dovrebbe rendersi conto che l’arma più potente che gli Stati Uniti possano impiegare ora non sono le sanzioni della diplomazia o i missili da guerra, ma il sostegno al cambiamento di regime in Iran.
I partiti di opposizione in Iran vengono brutalmente soppressi e la più vitale resistenza organizzata del Paese – i Mujahedin e-Khalq (MEK) sono stati esiliati e perseguitati senza sosta dai mullah per più di trent’anni.
Il regime in Iran vede il MEK come una minaccia esistenziale, perché il MEK lotta per sostituire un regime teocratico non-eletto con una democrazia liberale che difenda un futuro Iran non-nuclearizzato, uguali diritti per le donne e le minoranze e una stampa libera. Ma la maggiore opposizione ai mullah viene impedita di realizzare questi sogni di libertà per il popolo iraniano, perché sia l’Iran che gli Stati Uniti li hanno designati come una organizzazione terroristica.
Il MEK è il movimento  che incarna il vero spirito della Primavera Araba. Togliendo al MEK questa ingiusta denominazione, l’Amministrazione Obama può creare una nuova dinamica politica – in grado di scalzare efficacemente lo stato che è il maggiore sponsor del terrorismo.
L’Amministrazione Clinton inizialmente aggiunse il MEK alla lista nera del Dipartimento di Stato nel 1997 come parte di una strategia politica fallimentare per compiacere l’Iran  – erroneamente ritenuto all’epoca in marcia verso la moderazione. I mullah chiesero che il gruppo venisse messo nella lista come prerequisito per eventuali negoziati con gli Stati Uniti. Quei negoziati non si sono materializzati allora – e non funzioneranno neanche ora.
E ancora l’Amministrazione Obama ritarda esageratamente la rimozione del MEK , un alleato democratico dichiarato che ha fornito inestimabili informazioni sulla localizzazione di siti nucleari chiave iraniani, dalla sua lista delle “Organizzazioni Terroristiche Straniere” (FTO) nonostante non rientrino in nessuno dei suoi criteri legali.
Questa follia ha dato all’Iran e ai suoi collaborazionisti in Iraq la licenza di uccidere migliaia di membri del MEK, come nel massacro dell’8 Aprile dell’anno scorso dove ne hanno uccisi 47 comprese otto donne; o di ferire centinaia dissidenti del MEK esuli a Campo Ashraf in Iraq completamente inermi – a ciascuno dei quali fu data garanzia scritta di protezione da parte del Governo degli Stati Uniti.
Ora che le truppe statunitensi hano lasciato l’Iraq, l’Iran è determinato ad estendere la sua influenza nella regione ed è votato allo sterminio degli uomini e delle donne inermi a Campo Ashraf. I residenti di Campo Ashraf sono stati tutti interrogati dall’FBI e da altre sette agenzie americane e non c’è mai stata uno straccio di prova che qualcuno in quel campo fosse motivato a, interessato a, o capace di condurre atti di terrorismo.
In una iniziativa bi-partisan, circa 100 membri del Congresso, compresi Presidenti delle Commissioni di Intelligence e delle Forze Armate della Camera, così come delle Commissioni  Riforma e Supervisione del Governo, hanno richiesto che il MEK venga tolto dalla lista.
 Togliendo al MEK questa ingiusta denominazione, l’Amministrazione Obama può creare una nuova dinamica politica – in grado di scalzare efficacemente lo stato che è il maggiore sponsor del terrorismo. – Gen. Hugh Shelton (in congedo), Tom Ridge e Patrick Kennedy
Questa infondata designazione del MEK serve solo come licenza di uccidere sia per le forze irachene che per i tribunali fantoccio in Iran, che regolarmente arrestano, torturano e assassinano le persone a causa della loro appartenenza al MEK. Ciò disonora questo processo di designazione del Dipartimento di Stato che ha erroneamente mantenuto questa lista nera  per incaute ragioni politiche e impedisce la sicura risistemazione dei residenti di Campo Ashraf in altri paesi, inclusi gli Stati Uniti dove molti cittadini irano-americani attendono di essere riuniti ai loro familiari esiliati.
Circa due anni dopo che la Corte di Appello degli Stati Uniti scoprì che il Dipartimento di Stato aveva violato il diritto del MEK al giusto processo, e ordinò una rivalutazione del caso, il Segretario di Stato Clinton sta ancora “rivedendo” questa inappropriata e illegale designazione.
Secondo l’accordo stipulato dalla Missione di Assistenza per l’Iraq delle Nazioni Unite (UNAMI), i residenti di Ashraf sono in corso di trasferimento presso il sito di una ex-base militare americana abbandonata nota come Camp Liberty, a Baghdad. Nonostante le sue condizioni invivibili e i frequenti assalti della polizia irachena, il Segretario Clinton ha detto al Congresso che la collaborazione dei residenti nel trasferimento da quella che è stata la loro casa per 26 anni a Camp Liberty, sarebbe un prerequisito per togliere il MEK dalla lista.
Fino ad ora 1600 residenti sono stati trasferiti a Camp Liberty e questo “processo” è costato una vita ed ha portato ad un attacco non provocato da parte della polizia irachena (agli ordini dell’Iran) che ha lasciato sul campo 29 feriti la scorsa settimana.
I membri del MEK hanno mostrato una notevole collaborazione e controllo e sono stati estremamente tolleranti e pacifici nell’affrontare i maltrattamenti iracheni. E ancora il Dipartimento di Stato continua a rimanere bloccato sulla rimozione dalla lista del MEK, il che spiega perché gli sia stato ordinato di comparire di fronte alla Corte Federale di Appello di Washington, D.C. l’8 Maggio per spiegare pubblicamente le ragioni della sua inazione su questa vitale questione  dalle gravi conseguenze umanitarie.
Nel frattempo si può solo sperare che il Segretario Clinton sia sincera quando dice che il popolo iraniano merita di essere libero dai mullah. Liberare il maggiore movimento di opposizione iraniano da una ingiustificata presenza nella lista nera del Dipartimento di Stato ed onorare le promesse degli Stati Uniti di garantire la salvezza dei dissidenti iraniani esiliati, sarebbe certamente un buon modo di cominciare.
Il Generale Hugh Shelton è stato il 14° Capo dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti.
L’ex-Governatore della Pennsylvania Tom Ridge è stato il primo Segretario per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti.
Patrick Kennedy ha rappresentato il 1° Distretto del Rhode Island alla Camera dei Rappresentanti dal 1995 al 2011.

 

 

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