lunedì, Dicembre 5, 2022
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La sanguinosa speculazione di Kobler alla Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo

Il tentativo di superare Goebbels nel demonizzare le vittime di tre precedenti bagni di sangue e l’invito al regime iracheno a commettere il quarto massacro

Continua l’azione giudiziaria contro Kobler da parte della Resistenza Iraniana e delle famiglie delle vittime per il suo ruolo criminale nello spargimento di sangue.

La Resistenza Iraniana esorta energicamente il Parlamento Europeo a inviare una missione umanitaria d’inchiesta ai campi Liberty e Ashraf e a pubblicarne le risultanze prima di un altro bagno di sangue.

Lo schema di invitare Martin Kobler, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Iraq, alla Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo con la sua catena di sfrontate bugie contro i rifugiati indifesi, nel pomeriggio di mercoledì 29 maggio, non poteva sfuggire all’odore di sangue.

Kobler è apparso al Parlamento Europeo prima della scadenza obbligatoria della sua missione in Iraq, allo scopo di eludere la questione urgente della sicurezza a Camp Liberty, offuscare la propria collaborazione con il regime iracheno e con il fascismo religioso al potere in Iran, incolpare le vittime e la leadership del campo, e baciare e lavare le mani macchiate di sangue del Primo Ministro iracheno Nouri al-Maliki nel modo più ripugnante possibile.

La sua testimonianza al Parlamento Europeo ha rivaleggiato con le tattiche di Josef Goebbels, dato che ha demonizzato e sfornato bugie contro le vittime e, nello stesso tempo, ha cercato di vendicarsi contro i difensori nel Parlamento Europeo dei diritti umani (inclusi i diritti dei rifugiati) dei residenti dei Campi Ashraf e Liberty: il capo della Delegazione per le Relazioni con l’Iraq, il presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ) e gli “Amici dell’Iran Libero”.

Kobler, la cui moglie è l’ambasciatore della Germania in Iraq, aveva precedentemente enfatizzato la necessità per il settore manifatturiero della Germania di investire in Iraq, cosa che è scandalosamente incompatibile con il suo mandato di Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU. Egli ha detto: “Gli imprenditori tedeschi sono pienamente incoraggiati a tenere in considerazione l’Iraq” (rivista “Iraqi-German Dialogue”, 3 settembre 2012).

Il 27 marzo 2013, Tahar Boumedra, ex Consigliere Speciale del Segretario Generale dell’ONU su Ashraf e incaricato della Sezione Diritti Umani dell’UNAMI, ha rivelato in una sessione del Parlamento Europeo che il principale obiettivo dietro il trasferimento dei residenti di Ashraf a Camp Liberty da parte di Kobler era “molto cinico”, aggiungendo: “cosa della quale come mio ex collega era ben consapevole. Il vero obiettivo era mettere i residenti di Camp Ashraf in una prigione chiamata Camp Liberty che noi facemmo apparire ottimale fornendo false informazioni”. Prima di questo, Boumedra aveva testimoniato sotto giuramento al Congresso degli Stati Uniti, dove aveva fornito dettagli sconvolgenti sulle menzogne e sugli inganni di Kobler. Nella riunione al Parlamento Europeo, Jim Higgins ha detto: “È un eufemismo dire che egli sia colpevole di tradimento. Chiunque concerti con le autorità iraniane è qualcuno che ha un’altra agenda e noi sappiamo che agenda è”. Tunne Kelam ha detto che le cose rivelate da Boumedra e dal colonnello Wesley Clark, un ex comandante del reparto per la protezione di Camp Ashraf da parte delle forze degli Stati Uniti, “sono una vergogna per le Nazioni Unite e per gli elevati princìpi che esse rappresentano”, aggiungendo: “La credibilità delle Nazioni Unite è stata gravemente danneggiata. Come di consueto, dobbiamo confrontarci con la cosiddetta ‘politica realistica’, dove calcoli politici tendono a dominare su destini e valori umani… una ‘politica realistica’ che ha entusiasmato alcune persone e alcuni Stati tanto da avere una quota nel settore del petrolio e del gas iracheni e quindi distogliere lo sguardo dalle autentiche tragedie per evitare qualsiasi problema con il regime iracheno, che è collegato al regime iraniano”.

Il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria ha dichiarato in due opinioni emanate nell’ultimo anno che Camp Liberty è una prigione. In seguito all’attacco con razzi su Camp Liberty, che lasciò otto residenti uccisi e più di cento feriti, l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Obama, James Jones, ha dichiarato alla CNN il 12 marzo 2013: “Ho detto prima, e confermo ora, che i residenti di Camp Liberty sono in una situazione peggiore di coloro che sono a Guantanamo”.

L’obiettivo della catena di bugie di Kobler contro i residenti di Camp Liberty e contro la leadership del campo pronunciate davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo era precisamente di nascondere questo fatto. Si è trattato di un’azione preventiva totalmente disperata e certo “incredibilmente ipocrita”, come otto membri del Parlamento Europeo gli hanno detto. Questi parlamentari hanno anche chiesto il suo licenziamento.

Al fine di fornire a Kobler la migliore opportunità di lanciare il suo attacco unilaterale, lo schema progettato per calunniare e demonizzare i residenti ha privato il loro rappresentante, i loro avvocati e i loro consulenti legali della possibilità di rispondere. Ovviamente, le menzogne di Kobler non erano niente di nuovo e sono già state denunciate in decine di comunicati emessi dal Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran, incluso quello del 14 aprile 2013 su “sette gravi menzogne di Kobler e la necessità che rappresentanti degli Stati Uniti e dell’ACNUR accompagnino i collaboratori di Kobler a Camp Liberty”.

Ciò che è nuovo è l’invito estremamente sfrontato da parte di Kobler al regime iracheno ad attuare un quarto massacro ad Ashraf. Egli ha detto: “ci sarà un’ordinanza giudiziaria nei prossimi giorni per sgomberare i restanti 100 poiché il conflitto sta durando troppo e anche per nominare un comitato che valuti le proprietà, per fare un inventario, e si richiede ai residenti di Ashraf anche di nominare i loro avvocati e mandarli a questo comitato”.

Questo mentre Kobler è pienamente consapevole della lettera del 18 maggio 2013 da parte del senatore Robert Torricelli, legale rappresentante dei residenti, indirizzata ai 100 residenti che stanno presidiando le proprietà a Camp Ashraf. In questa lettera (copie della quale sono state inviate a Jeffrey Feltman, Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Politici, all’ambasciatore Robert Beecroft, all’ambasciatore Brett McGurk, a Walker Turk, funzionario della Protezione Internazionale dell’ACNUR, e a George Bakus, consigliere di Maliki incaricato delle questioni dei campi Liberty e Ashraf), il senatore Torricelli dichiara: “Sono stato informato l’11 maggio 2013 dall’ambasciatore Kobler che il governo dell’Iraq ‘è in possesso di un’ordinanza di sgombero emanata da una corte’. Voi siete, quindi, avvisati che se in un qualsiasi momento qualcuno vi si avvicina con tale procedura giudiziaria questa dovrebbe essere affidata a me come vostro consulente legale. Sia il governo dell’Iraq che l’UNAMI sono stati informati nel gennaio 2013 che Steven Schneebaum ed io siamo stati incaricati della rappresentanza legale dei residenti di Camp Ashraf e Camp Liberty. Essi sono anche stati informati che un avvocato locale è stato incaricato di coadiuvarci ed io attendo conferma scritta dal governo dell’Iraq dei termini dell’impegno.

Come custodi delle proprietà, voi non avete alcuna autorità di accettare un procedimento o impegnarvi in negoziati per conto dei legittimi proprietari dei beni di Camp Ashraf. Come legali, il signor Schneebaum ed io abbiamo proposto di incontrarci e discutere la soluzione di tutte le questioni di proprietà immobiliare e personale con il governo dell’Iraq”.

Impegnarsi in argomentazioni fallaci, menzogne e bluff ingannevoli, imputare le vittime e prendere credito per il lavoro di altri (incluse le discussioni fra il Segretario di Stato Clinton, la vice Assistente Segretario di Stato Barbara Leaf, l’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati e i rappresentanti della Resistenza Iraniana con il governo albanese) sono elementi costitutivi del famigerato modus operandi di Kobler. Egli ha imparato bene che maggiore è la menzogna, più essa sarà credibile. Il suo problema, tuttavia, è che nessuno crede alle sue menzogne grossolane, che hanno incluso affermazioni come queste: i residenti, fra l’altro, si sarebbero scartavetrati le dita per rimuovere i dermatoglifi e non lasciare impronte digitali, avrebbero sparso rifiuti per tutto il campo, perforato i serbatoi delle acque reflue e rotto i muri di protezione a ‘T’.

La Resistenza Iraniana ha per un anno, fino all’attacco del 9 febbraio 2013, denunciato una per una tutte le menzogne di Kobler in oltre 1.000 lettere, messaggi e-mail, comunicati e rapporti quotidiani da Ashraf e Liberty, che potrebbero essere presentati come prove a qualsiasi corte.

L’azione giudiziaria da parte della Resistenza Iraniana e delle famiglie delle vittime contro Kobler, per il suo ruolo criminale nello spargimento di sangue, continuerà. Il suo ruolo estremamente sospetto nel privare i residenti dei loro diritti di proprietà è indicativo della sua collusione nel furto dei loro beni.

In un comunicato del 16 maggio 2013, la Resistenza Iraniana ha attratto “l’attenzione dei portavoce del Dipartimento di Stato sulla lettera del rappresentante dei residenti di Ashraf e Liberty al Segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, del 5 maggio riguardante i dettagli del trasferimento, la cooperazione del MEK e l’immediata necessità di protezione a Camp Liberty, così come le menzogne di Kobler e il ruolo dei suoi agenti speciali nelle persecuzioni e nelle molestie dei residenti. La Resistenza Iraniana rivolge un appello al Segretario di Stato Kerry perché invii una delegazione che conduca un’indagine conoscitiva a Camp Liberty, con la partecipazione di personalità e generali degli Stati Uniti che avevano precedentemente richiesto di visitare il campo, e renda di pubblico dominio il loro rapporto”.

Il 27 maggio 18 personalità politiche europee e americane, che avevano visitato Ashraf negli scorsi anni, hanno dichiarato: “Le azioni condotte da Mr. Kobler e dal suo staff a Camp Liberty sono criminali e devono essere investigate in una corte competente così che tali crimini non siano ripetuti a Camp Liberty o in Ashraf o in qualsiasi altro luogo nel nome delle Nazioni Unite. Considerando la nostra conoscenza dell’OMPI, dei residenti di Ashraf e di Liberty, gli atti di Mr. Kobler, la situazione dei governi iracheno e iraniano, noi siamo pronti a testimoniare davanti a qualsiasi autorità legale internazionale…. Chiediamo che una delegazione internazionale d’indagine, di comune accordo, esamini le azioni di Mr. Martin Kobler e del suo staff contro i residenti di Ashraf e Liberty. Le risultanze delle loro indagini dovrebbero essere rese pubbliche”.

La Resistenza Iraniana esorta energicamente la Presidenza del Parlamento Europeo e il capo della Delegazione per le Relazioni con l’Iraq a inviare una missione umanitaria d’inchiesta, insieme con un rappresentante dei residenti e due dei loro avvocati, ai campi Liberty e Ashraf e a pubblicare le risultanze dell’inchiesta, a beneficio del pubblico, prima che un altro spargimento di sangue abbia luogo. L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) è impegnata ad estendere la massima cooperazione con questa missione di accertamento dei fatti. Tuttavia, se qualcuno si oppone a questo viaggio e tenta di coprire i fatti in modo da permettere che la catena di menzogne di Kobler contro i residenti indifesi continui, il Parlamento Europeo dovrebbe annunciare, senza alcuna riserva politica, che si oppone a tale missione e spiegare le ragioni della propria opposizione.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran

30 maggio 2013

 

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