Comunicato Stampa: Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”*
Bruxelles- 27 Maggio 2013
Durante il periodo dal 2003 al 2008, quando la protezione dei residenti di Ashraf era nelle mani delle forze U.S.A., noi, i firmatari di questo comunicato, abbiamo visitato questo campo in più di un’occasione e parlato diffusamente per diversi giorni con i residenti.
Questo comunicato si occupa dell’atteggiamento dell’inviato dell’ONU Martin Kobler, a capo la Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq (UNAMI), riguardo a Camp Liberty.
Abbiamo seguito molto da vicino la situazione a Camp Liberty nei diciotto mesi passati e siamo arrivati a questa amara conclusione: il vero mandato di Martin Kobler è sempre stato quello di chiudere Campo Ashraf a qualunque prezzo e smantellare l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK), la principale opposizione organizzata al regime totalitario al potere in Iran.
All’udienza del Congresso degli Stati Uniti del 13 Settembre 2012, Tahar Boumedra, un ex-funzionario ONU in servizio in Iraq, ha rivelato sotto giuramento che le decisioni dell’UNAMI su Ashraf vengono prese dal primo ministro iracheno e dall’ambasciata del governo iraniano.
Secondo quanto riportato dai media internazionali, proprio tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, Martin Kobler si incontrò cinque volte con l’ambasciatore iraniano in Iraq Hassan Daifar, noto comandante della Forza Quds, per discutere di Ashraf.
Dopo questi incontri Kobler ha sgomberato con la forza i residenti da Ashraf, la loro casa per 26 anni, e li ha ammassati nella prigione di Liberty. Aveva promesso ai residenti che sarebbero stati velocemente risistemati in paesi terzi, che sarebbero stati al sicuro a Liberty e che Liberty era conforme agli standards umanitari. Sfortunatamente queste si sono presto rivelate delle assolute bugie.
In vari incontri ed interviste, Martin Kobler aveva affermato che metà dei residenti sarebbero ritornati in Iran dopo il loro trasferimento a Liberty. Quando ciò non è accaduto, ha iniziato con una politica volta a tormentare i residenti. Facendo uso del suo staff sotto le spoglie di osservatori dell’UNAMI, ha raddoppiato la pressione sui residenti per cui gli osservatori, che in origine dovevano proteggere i diritti dei residenti dalle trasgressioni delle forze irachene, sono stati purtroppo impegati come collaboratori delle guardie carcerarie per torturare psicologicamente i residenti. Uno di questi è un afgano di nome Massoud Dorrani, arrivato con Kobler in Iraq dall’Afghanistan. Né il suo ruolo amministrativo, né il suo passato lo qualificano per occupare questa posizione.
Alcune delle misure prese dagli agenti speciali di Kobler sono le seguenti:
• Trasmettere ai residenti messaggi degli agenti dell’intelligence iraniano che hanno causato massicce proteste e lamentele dei residenti stessi. Di questo abbiamo scritto al Segretario Generale dell’ONU.
• Insultare i residenti con atti provocatori per istigarli agli scontri. Il rappresentante dei residenti in una lettera al Segretario Generale dell’ONU il 15 Marzo 2013 ha scritto: “I residenti di Liberty …. per impedire qualunque provocazione intenzionale, non parleranno più con questa persona (Dorrani).”
• Continue irruzioni senza preavviso nei luoghi di riposo delle donne e degli uomini durante le ore notturne.
• Continue irruzioni senza preavviso nelle camere da letto dei disabili, cosa che non può essere spiegata in nessun altro modo se non l’intento di torturarli psicologicamente.
• Incoraggiare i residenti a rinunciare alla loro opposizione al regime iraniano, ad abbandonare le fila dell’OMPI e a ritornare in Iran o ad andare in alcuni hotels di Baghdad sotto il controllo del Ministero dell’Intelligence iraniano.
• Scattare foto o fare riprese di luoghi e della vita privata dei residenti senza il loro consenso.
• Creare false accuse e dossiers contro i residenti.
Martin Kobler scrive settimanalmente delle lettere ai rappresentanti dei residenti, inviandone copia a numerose personalità statunitensi ed europee affermando che ai suoi osservatori non è consentito di visitare il campo dappertutto o di parlare in privato con le persone, che vengono umiliati e boicottati dai residenti. Nelle sue lettere afferma di essere preoccupato che i diritti dei residenti vengano violati dall’OMPI e dalla leadership del campo!
La nostra conoscenza personale dei residenti di Liberty, le conversazioni telefoniche avute con loro, l’esame giornaliero dei Rapporti Quotidiani di Liberty ed il comportamento abituale di Martin Kobler, ci costringono a concludere che, con tutta probabilità, egli non stia nei fatti attuando gli obbiettivi dell’ONU, ma stia piuttosto facendo il gioco di funzionari e regimi che hanno tutta l’intenzione di liquidare gli abitanti di Liberty.
Alla luce dei suddetti punti, sottolineiamo ciò che segue:
1.Approvando i contenuti della lettera del Presidente di ISJ al Segretatio di Stato U.S.A. del 3 Maggio 2013, ribadiamo:
“I residenti di Liberty sono la parte più valorosa della società iraniana, con una considerevole esperienza politica e molti anni di esperienza nella lotta contro il regime dei mullah. Il loro solo scopo è liberare la loro patria ed è naturale che non accetteranno di sciogliere o distruggere la loro organizzazione a nessun prezzo. Qualunqe sarà la svolta degli eventi, loro sono una forza affidabile che può essere il fattore determinante per far avanzare l’Iran verso la democrazia e la stabilità, impedendo estremismi e guerre interne. Questo è proprio l’elemento la cui assenza nel mondo arabo ha portato la Primavera Araba a deviare dalle sue origini democratiche. Non vi sono alternative al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) che affonda le sue radici nella lotta per la libertà del popolo iraniano iniziata agli inizi del XX secolo.”
2.Le misure prese da Martin Kobler e il suo staff a Liberty sono criminali e devono essere oggetto di indagine per un tribunale competente per far sì che simili crimini non si ripetano a Liberty, ad Ashraf o in qualunque altro luogo, sotto il nome delle Nazioni Unite. Considerando la nostra conoscenza dell’OMPI, dei residenti di Ashraf e Liberty, le gesta di Kobler, la situazione dei governi iracheno e iraniano, noi siamo pronti a testimoniare di fronte a qualunque autorità legale internazionale.
3.Tutti i segnali dimostrano che c’è una reale differenza tra le azioni di Martin Kobler ed altri errori commessi dall’ONU in questioni come il Ruanda, Srebrenica e lo Sri-Lanka. Di solito in questi casi, la negligenza o la paura di un alto funzionario dell’ONU ha contribuito al verificarsi di una catastrofe. Ma nel caso di Ashraf e Martin Kobler, la questione va ben oltre la paura o la negligenza, è una chiara collusione con i responsabili di massacro, repressione e assedio.
4.Il Governo degli Stati Uniti ha un ruolo significativo nella questione di Ashraf e Liberty. Questo è stato il governo che ha disarmato i residenti di Ashraf nel 2003, riconosciuto il loro status di Persone Protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra nel Luglio 2004 e, violando proprio di questa convenzione, ha trasferito la responsabilità della loro protezione alle forze irachene nel 2009. Nell’ultimo anno e mezzo il governo statunitense, attraverso i suoi più alti funzionari, ha specificato il suo appoggio per la sicurezza e l’incolumità dei residenti di Liberty ed ha chiesto il trasferimento dei residenti da Ashraf a Liberty. Di conseguenza, il Governo degli Stati Uniti sarà più responsabile di prima riguardo a qualunque spargimento del sangue dei residenti.
5.Noi esortiamo il Presidente Obama, il Segretario Kerry, il Segretario Generale Ban Ki-moon, l’Alto Commissario António Guterres e l’Alto Commissario Navi Pillay:
Primo – A togliere l’incarico a Martin Kobler del caso di Ashraf e Liberty e di trasferire la responsabilità di questi due campi dalle Nazioni Unite all’UNHCR;
Secondo – I residenti dovranno essere riportati immediatamente ad Ashraf per far sì che godano di una relativa sicurezza e vengano risistemati gradualmente da lì verso paesi terzi;
Terzo – Chiediamo una delegazione internazionale d’inchiesta, di comune accordo, per indagare sulle azioni di Martin Kobler e del suo staff nei confronti dei residenti di Ashraf e Liberty. Le loro indagini dovranno essere rese pubbliche.
Firmatari:
Alejo Vidal-Quadras, Vice-Presidente del Parlamento Europeo, Presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”
Raymond Tanter, Ex-membro dello Staff del Consiglio per la Sicurezza Nazione U.S.A.
Yves Bonnet, Ex-Direttore dell’Ufficio per la Sorveglianza Territoriale francese (DST)
Tunne Kelam, Membro del Parlamento Europeo – Estonia
Morten Hoglund, Membro del Parlamento Norvegese, Capo delle Relazioni Estere del Partito Progressista
Paulo Casaca, Membro del Parlamento Europeo (1999-2009) – Portogallo
André Brie, Membro del Parlamento Europeo (1999-2009) – Germania
Mogens Camre, Membro del Parlamento Europeo (1999-2009) – Ex-Membro del Parlamento Danese
Lars Rise, Ex-Membro del Parlamento Norvegese
Senatore Marco Perduca, ex-Segretario della Commisione sui Diritti Umani del Senato Italiano
Francois Serres, Direttore Esecutivo del Comitato Internazionale dei Giuristi in Difesa di Ashraf
Kenneth Lewis, Avvocato Forense, Capo della “Lewis Law Firm”, Svezia
Vidar Raugland, Avvocato Forense, Capo della “ Raugland Law Firm”, Norvegia
Gilles Paruelle, Presidente della Associazione Forense della Val d’Oise, Francia
Signe Rise, Avvocato, Norvegia
Antonio Stango, Segretario-Generale del Comitato Italiano Helsinki per i Diritti Umani
Yuliya Vassilyeva, Membro del Comitato “Nessuno Tocchi Caino”
Giancarlo Boselli, ex-Vice Sindaco della città italiana di Cuneo (città gemellata con Ashraf)
*Il Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”:
Nel 2008, molti illustri Europarlamentari hanno creato il Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)” che ha riunito insieme eminenti politici e giuristi internazionali per combattere l’ingiusta presenza dell’OMPI nella blacklist terroristica in Europa. Abbiamo vinto nei tribunali di Regno Unito e Lussemburgo e giustizia è stata fatta per l’OMPI in Europa quando sono stati tolti sia dalla lista nera della Gran Bretagna che da quella dell’UE, rispettivamente nel 2008 e 2009. L’OMPI (MEK) è stato finalmente rimosso dalla black list U.S.A. il 28 Settembre 2012.
