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La Resistenza iraniana rivela un documento dell’ONU su Camp Liberty e chiede un’indagine imparziale

• Un documento datato 19 gennaio 2012: l’ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) non può certificare o verificare che Camp Liberty corrisponda agli standard umanitari
• Kobler il 31gennaio 2012: Le infrastrutture e i servizi di Camp Liberty rispettano gli standard internazionali
• Appello agli Stati Unitie all’ONU per un’indagine immediata e imparziale sulle attività criminali di Martin Kobler nel privare i residenti di Ashraf delle loro abitazioni e inviarli alla prigione Camp Liberty sotto le insegne delle Nazioni  Unite e dell’Alto Commissario per i Rifugiati

Un documento scioccante ottenuto dalla Resistenza iraniana rivela nuove dimensioni del complotto criminale di Martin Kobler per realizzare gli ordini del regime iraniano e del governo iracheno di privare i residenti di Ashraf delle loro abitazioni e inviarli alla prigione Camp Liberty. Tale documento datato 19 gennaio 2012, stampato su carta intestata UNHCR (ACNUR), include una valutazione tecnica di Camp Liberty preparata dall’esperto di alloggiamenti dell’ACNUR Martin Zirn. È intitolato “Localizzazione Temporanea di Transito per ex residenti di Ashraf a Camp Liberty”.
Martin Kobler, che era ben consapevole della situazionea Camp Liberty, cercò fin dall’inizio di rendere l’ACNUR complice nel suo sforzo di privare i residenti di Ashraf delle loro abitazioni e inviarli alla prigione Camp Liberty; a questo fine prese un esperto di alloggiamenti dell’ACNUR con sé a Baghdad per farlo partecipare all’emissione di un certificato di adeguatezza per Camp Liberty.
Sebbene questo documento non sia firmato, esso è stato scritto su una carta intestata dell’ACNUR in Etiopia, dove Martin Zirn aveva lavorato fino a poche settimane prima.
Il documento è stato preparato “sulla base della Valutazione Tecnica del Settore 1 [di Camp Liberty] mercoledì 18 gennaio [2012]”. Quel giorno, oltre a Martin Zirn, a Martin Kobler e al suo vice György Busztin, visitarono Camp Liberty il dottor Syed Jaffar Hussain, rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Claire Bourgeois, rappresentante dell’ACNUR in Iraq, e altri funzionari dell’UNAMI.
La bozza di rapporto mostra chiaramente che Camp Liberty era lontano dagli standard umanitari e dei diritti umani e che le sue infrastrutture erano così inefficienti  che non potevano essere rapidamente completate e riparate. La bozzaconferma:
“Dal punto di vista tecnico, l’ACNUR non può certificare o verificare che tale localizzazione corrisponda agli standard umanitari secondo i numerosi libri sugli standard esistenti, quali i manuali dell’ACNUR, di SPHERE, dell’OMS e altri, considerando che essi sono intesi per rifugiati in casi di emergenza.
L’ACNUR non può certificare o verificare la funzionalità di infrastrutture o servizi che sono sepolti.
L’ACNUR non può certificare o verificare la funzionalità di infrastrutture quali:
Generatori
Pompe idriche
Approvvigionamento idrico
Serbatoi d’acqua
Smaltimento acque reflue (tubazioni, serbatoi e pompe)
Fornitura e distribuzione di elettricità,rete informatica etc.”
Il documento specifica: “È essenziale che il governo dell’Iraq permetta ai contraenti di Ashraf di entrare nella TTL (Localizzazione Temporanea di Transito) 3-5 giorni prima del trasferimento.”
Nonostante il rapporto, tuttavia, dopo la visita del 18 gennaio, Martin Kobler inviò una serie di fotografie al rappresentante dei residenti per presentare un’eccellente immagine di Camp Liberty contraria alla valutazionedell’esperto dell’ACNUR. Questo era chiaramente finalizzato a ingannare i residenti perché andassero a Liberty; quelle fotografie si rivelarono presto selettive e ritoccate.
Il 31 gennaio, dodici giorni dopo, e in contrasto con il rapporto del 19 gennaio, Martin Kobler rilasciò un comunicato in cui diceva: “L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) e l’Ufficio per i Diritti Umani dell’UNAMI hanno ora confermato che le infrastrutture e i servizi a Camp Liberty rispettano gli standard internazionali umanitari stipulati nel MoU[Memorandum of Understanding].”
“Sono grato all’ACNUR e alla squadra dei Diritti Umani per la loro perizia. Questo ci porta un passo avanti nell’assicurare che vi siano condizioni adeguate per il trasferimento volontario dei residenti a Camp New Iraq”, disse.
Un giorno prima, il 30 gennaio 2012, la signora Claire Bourgeois, Rappresentante dell’ACNUR in Iraq, in un rapporto intitolato “Valutazione tecnica della Localizzazione Temporanea di Transito (TTL) per gli ex residenti di Ashraf a Camp Liberty”,aveva presentato un’immagine che era assolutamente differente dalla bozza del 19 gennaio. Dopo una serie di spiegazioni, questo rapporto concludeva: “Dal punto di vista tecnico e in osservanza dei noti standard per alloggiamenti e campi, quali quelli di SPHERE e ACNUR, la TTL-Camp Liberty può essere considerata idonea ad ospitare i residenti.”
Secondo documenti disponibili, questo rapporto tecnico, che sarebbe dovuto essere preparato professionalmente e imparzialmente, fu corretto ecompletato da Martin Kobler, mentre Kobler aveva sostenuto che non avrebbe interferito nel lavoro professionale di Martin Zirn.
Con il passare del tempo, non restano dubbi sul fatto che la dichiarazione di Kobler del 31 gennaio e la valutazione tecnica del 30 gennaio erano assolutamente irrealistiche. E tuttora, dopo un anno, nonostanti enormi spese da parte dei residenti (inclusi 4 milioni di dollari per combustibile e 2,5 milioni di dollari per acqua), la situazione delle infrastrutture del campo rimane critica, e dopo la pioggia del 25 dicembre Camp Liberty è inabitabile. Acque reflue e piovane hanno allagato tutto il campo. La scorsa settimana i residenti hanno drenato 18 milioni di litri d’acqua conattrezzature elementari come autobotti, ma l’ambiente rimane contaminato per l’acqua e per il fango e i movimenti sono ostacolati.
Il documento del 19 gennaio cheKobler ha tenuto segreto finora rivela che egli ha consapevolmente e deliberatamente diffuso un rapporto delle Nazioni Unite e dell’ACNUR falsificato per ingannare i residenti. Questo è unevidente tradimento dei diritti umani, del sacro principio dell’asilo e dei valori sui quali le Nazioni Unite sono state fondate.
Non è chiaro come in soli 11 giorni Camp Liberty sarebbe potuto giungere ad avere tutti i requisitiche mancavano.  Riferimenti al rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanitàe al manuale dell’OMS contenuti nella bozza del 19 gennaio sono stati cancellati e la necessità che i contraenti di Ashraf visitassero Camp Liberty prima del trasferimento dei residenti è stata rimossa? Tali questioni si rivelano più gravi se si considera che erano state sollevate numerose volte fra il dicembre 2011 e il gennaio e febbraio 2012 dai rappresentanti dei residenti, dai loro avvocati, da gruppi parlamentari e da personalità politiche, ma Kobler non rispose ad alcuno di loroe semplicemente coprì la verità. Questo è un atto criminale.
La Resistenza iraniana chiede al governo degli Stati Uniti, al Segretario Generale dell’ONU e all’Alto  Commissario per i Rifugiati – che sono responsabili per la sicurezza, la protezione e I diritti dei residenti di Ashraf e di Camp Liberty come persone protette ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra e chiedenti asilo che hanno diritto alla protezione internazionale – di condurre un’indagine immediata e imparzialesugli atti criminali di Martin Kobler, particolarmente sotto le insegne delle Nazioni Unite e dell’ACNUR. Tali atti includono l’espulsione dei residenti di Ashraf e il loro invio alla prigione Camp Liberty.
La Resistenza iraniana chiede inoltre al governo degli Stati Uniti e al Segretario Generale dell’ONU di garantire la sicurezza, la protezionee i diritti dei residenti  di Ashraf e di Camp Liberty, incluso il diritto alle loro proprietà.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 gennaio 2013

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