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La Resistenza Iraniana chiede un’azione urgente per salvare la vita dei prigionieri politici malati e in sciopero della fame

La Resistenza Iraniana chiede a tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani, in particolare al Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e agli inviati speciali sulla Tortura e il Diritto alla Vita, di intervenire immediatamente per garantire il rilascio senza condizioni dei prigionieri politici in gravi condizioni a causa dello sciopero della fame o che soffrono di malattie croniche.

Il fascismo religioso al potere in Iran ha aumentato le pressioni sui prigionieri politici privandoli dei loro più fondamentali diritti, come il diritto a telefonare ai loro familiari, a seguire i loro procedimenti giudiziari e ad un giusto processo, alle cure e ai trattamenti medici, tutti diritti riconosciuti persino dalle stesse leggi del regime.

Il prigioniero politico Rasoul Hardani, malato di sclerosi multipla, è in gravi condizioni dopo aver praticato lo sciopero della fame per 20 giorni. Ma il criminale direttore del carcere di Gohardasht sta impedendo il suo ricovero in ospedale. Hardani sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro le autorità che stanno impedendo il suo rilascio. Hardani aveva solo 17 anni quando è stato arrestato nel 2000. Nei 15 anni che ha passato in prigionia ha dovuto sopportare le durissime condizioni delle carceri del regime. La sua pena è scaduta il 21 Agosto del 2015, ma ancora i suoi aguzzini si rifiutano di rilasciarlo, nonostante l’ufficio del medico legale abbia emesso un’ordinanza dichiarando che non è in grado di tollerare le condizioni carcerarie. I suoi compagni di cella della sezione 12 del carcere di Gohardasht hanno inviato una lettera alle organizzazioni per i diritti umani e a varie istituzioni avvertendo dello stato di salute di questo prigioniero e chiedendo un’azione urgente per salvargli la vita.

Maryam (Nasim) Naghash Zargaran è una cristiana convertita detenuta nel famigerato carcere di Evin a Teheran. Le sue condizioni di salute sono diventate gravissime al 17° giorno di sciopero della fame. Sta protestando per la sua ingiustificata condanna e per ottenere il suo rilascio senza condizioni. Naghash Zargaran ha già subito un intervento chirurgico al cuore ed attualmente soffre di dolori, insensibilità cronica alla spina dorsale e alle giunture, di mal di testa, vertigini e di varie altre malattie.

Le condizioni fisiche del prigioniero politico Alireza Golipour, il quale soffre di cancro ai polmoni e al sistema linfatico e di problemi cardiaci e respiratori, sono gravissime. Gli agenti del ministero dell’intelligence si rifiutano di ricoverarlo in ospedale nonostante il suo appuntamento per la chemioterapia sia saltato e che l’ufficio del medico legale il 13 Luglio abbia emesso il suo ordine di scarcerazione.

Golipour è continuamente tormentato dal MOIS perché si penta e partecipi ad alcune interviste televisive. Il 10 Luglio, a seguito del suo sostegno alla grande manifestazione della Resistenza Iraniana che si è tenuta a Parigi, i suoi aguzzini lo hanno convocato di nuovo e tormentato perché si pentisse. I tribunali farsa del regime hanno condannato Golipour per il reato di insulti al leader supremo del regime, sostegno al PMOI/MeK e con la falsa accusa di spionaggio. È stato condannato a 39 anni e 9 mesi di carcere.

Le autorità il 12 Luglio hanno trasferito il prigioniero politico Massoud Arab Choubdar, già sofferente per un cancro intestinale ed attualmente in condizioni croniche, nella sezione 1 del carcere di Gohardasht. Questa è una sezione in cui sono detenuti delinquenti comuni.

“Chiunque scriva una lettera a sostegno del PMOI/MeK deve essere trasferito qui, nella sezione dei condannati all”occhio per occhio’. Faremo questo fino a che non ti sentirai ‘meglio’”, ha detto il rappresentante dell’ufficio del procuratore pubblico di Teheran a questo prigioniero. Choubdar è stato arrestato nel 2014 e condannato a 3 anni di carcere. Soffre di numerose malattie, tra cui gravi mal di testa e attacchi di epilessia, provocati dalle torture subite.

Le condizioni di salute del prigioniero politico Afshin Baimani sono gravissime e la sua vita è in pericolo. Baimani soffre di problemi cardiaci e polmonari. Dopo un’angiografia doveva essere operato d’urgenza, secondo i medici, ma le autorità il 19 Luglio lo hanno riportato in carcere dopo essere stato in ospedale senza aver ricevuto nessuna cura.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Luglio 2016

 

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