venerdì, Gennaio 27, 2023
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Il Bahrein dichiara di aver smantellato una cellula terroristica legata alle Guardie Rivoluzionarie del regime iraniano

Il Bahrein ha dichiarato giovedì di aver smantellato una cellula filo-iraniana che stava progettando attentanti sul suo territorio e di aver arrestato cinque sospetti dopo aver rinvenuto materiali per la fabbricazione di bombe, fucili e coltelli nella loro casa, ha riferito la Reuters.

La polizia ha detto che i cinque avevano ricevuto addestramento militare in Iran e Iraq, secondo quanto dichiarato dal Ministero dell’Interno del Bahrein. 

Asharq Al-Awsat ha riportato venerdì che i cinque arrestati erano membri di una cellula terroristica legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche del regime iraniano e ai cosiddetti Hezbollah iracheni.

Le forze di sicurezza hanno detto che i sospetti avevano ricevuto un addestramento militare intensivo nella fabbricazione di bombe e l’organizzazione di attentati terroristici, nei campi dell’IRGC e degli Hezbollah iracheni.

Le forze di sicurezza del Bahrein hanno smantellato la rete terroristica due settimane fa, durante un’operazione preventiva.

Una fonte del Ministero dell’Interno ha confermato al quotidiano Asharq Al-Awsat la notizia che la cellula è legata ad alcune persone in Iran e ai sospetti arrestati nel Bahrein.

“E’ stato sventato un complotto terroristico segreto coadiuvato dalle cosiddette Guardie Rivoluzionarie iraniane e dall’organizzazione terroristica Hezbollah”, ha detto il ministero.

“Avevano intenzione di minacciare la sicurezza del regno del Bahrein progettando di portare a termine una serie di pericolosi attentati”, ha aggiunto.

Il ministero ha annunciato che le sue forze di sicurezza hanno sequestrato elementi che si sospettano essere esplosivi e li hanno trasferiti in un luogo sicuro, lontano dalla zona residenziale in cui erano nascosti.

Le forze di sicurezza hanno scoperto molte armi, dispositivi per le comunicazioni e apparecchi utilizzati per far esplodere le bombe. La polizia ha anche sequestrato pugnali, coltelli ricoperti di custodie di poliuretano e diversa valuta.

Le indagini e le testimonianze dei cinque membri della cellula, hanno rivelato tutta una serie di informazioni importanti per la sicurezza.

I cinque membri sono:

Mohammed Abduljalil Mahdi Jassim Abdullah, 28 anni, impiegato in un’azienda privata, che ha ricevuto addestramento militare in Iran sull’uso di pistole ed armi automatiche come Kalashnikov e PKG. È stato anche addestrato alla fabbricazione e all’assemblaggio di bombe e all’utilizzo di esplosivi come il TNT e il C4. Ali Ahmed al-Musawi, abitante in Iran, ha coordinato l’addestramento ed ha fornito a Mohammed il supporto logistico. Le indagini hanno rivelato che quando Mohammed è ritornato nel Bahrein, ha deciso con gli altri di utilizzare un’officina di Hamad Town per conservare i materiali per le bombe e le armi. Il gruppo ha costruito una stanza segreta per nascondere la merce contrabbandata. Oltre all’addestramento sulle armi e gli esplosivi che ha ricevuto all’estero nel 2013, il sospettato ha anche visionato filmati sugli attentati condotti dalle brigate di Hezbollah in Iraq.

Mahmood Jassim Marhoon Mohammed Marhoom, 26 anni, impiegato in un’azienda privata, che ha ricevuto addestramento militare dall’IRGC in Iran e in Iraq dalle brigate di Hezbollah.

Jassim Mansoor Jassim Shamloh, 25 anni, impiegato in un’azienda privata, che ha confessato di aver ricevuto batterie dal primo sospettato, che dovevano essere utilizzate per la fabbricazione di bombe e di telecomandi a distanza. Ha nascosto tutto nella casa di suo padre ad Hamad Town fino a che il primo sospettato non gliele ha richieste.

Ahmed Mohammed Ali Yousif, 23 anni, che ha confessato di aver fornito assistenza al terzo sospettato per trasferire le batterie, i telecomandi a distanza e i cavi per la fabbricazione delle bombe nel suo appartamento, pur essendo pienamente a conoscenza della loro natura e del loro scopo.

Khalil Hassan Khalil Ibrahim Saeed, 20 anni, studente, ha ricevuto molte batterie e telecomandi per il controllo dei detonatori delle bombe dal primo sospettato, che gli ha chiesto di nasconderli a casa sua. Aveva piena conoscenza della natura e dello scopo che avevano quegli oggetti.

Le indagini anti-terroristiche del Ministero dell’Interno continuano nell’ambito delle operazioni di sicurezza nazionale in corso. Il ministero ha chiesto a ogni cittadino che 

 

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