mercoledì, Febbraio 8, 2023
HomeNotizieResistenza IranianaLa Resistenza Iraniana avverte agli Stati Uniti e l'ONU dei complotti di...

La Resistenza Iraniana avverte agli Stati Uniti e l’ONU dei complotti di Maliki per sfuggire alle conseguenze di un crimine contro l’umanità ed aprire la via al massacro dei residenti di Camp Liberty

Massacro ed esecuzioni di massa ad Ashraf – No. 97

La Resistenza Iraniana mette in guardia contro i piani del primo ministro iracheno Maliki per sfuggire alle conseguenze di un crimine contro l’umanità ed aprire la via al compimento di ulteriori massacri a Camp Liberty e ribadisce la piena responsabilità degli Stati Uniti e dell’ONU riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei residenti di Camp Liberty.

 

Maliki, che prende ordini dal fascismo religioso al potere in Iran, ha detto a Sky news martedi sera 19 Novembre che “questa organizzazione si trova sul suolo iracheno senza documenti legali. Non sono né rifugiati né cittadini iracheni, né hanno una residenza…. vengono perseguiti dal popolo dell’Iraq… la nostra costituzione dice che l’Iraq non è una base o una via per nessuna organizzazione terroristica o per qualsiasi gruppo che cerchi di danneggiare la sicurezza di una nazione vicina… per 120 di queste persone sono stati emessi mandati di arresto”.

Queste dichiarazioni, rese allo stesso modo da Maliki alla al-Hurra TV l’8 Novembre, non solo tradiscono la sua intenzione di perpetrare ulteriori massacri con falsi pretesti di una presenza illegale sul suolo iracheno e mandati di arresto illegittimi, ma ammettono la partecipazione ai cinque massacri di Ashraf e Camp Liberty, in particolare quell’enorme crimine contro l’umanità del 1° Settembre che è stato il massacro, l’esecuzione di massa ed il rapimento di rifugiati indifesi residenti ad Ashraf.

Contrariamente a quanto affermato con queste solite bugie, i residenti di Camp Liberty si trovano legalmente in Iraq sin dal 1986 essendo stati considerati rifugiati in base alle leggi del paese e, dal 2004 sono tutti persone protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra. Come esplicitamente precisato dalle Nazioni Unite e dall’Alto Commissario per i Rifugiati, nell’ambito della Convenzione di Ginevra del 1951, essi sono tutti considerati rifugiati o richiedenti asilo dal 2011. Secondo i risultati di sedici mesi di indagini da parte di nove angenzie americane, a nessuno di loro sono state mosse accuse. Nonostate il ricorso a qualunque pretesto e alla falsificazione dei dossiers da parte di elementi del regime in Iraq, e a dispetto dell’insistenza e dei complotti di Maliki, per un decennio e fino al suo scioglimento, la Corte Penale Suprema dell’Iraq non è riuscita a formulare alcuna accusa contro i residenti di Ashraf.

Il governo americano, le Nazioni Unite ed il suo Segretario Generale hanno la totale responsabilità della sicurezza ed incolumità dei residenti, sia per le responsabilità derivanti dalle convenzioni internazionali, che per i loro ripetuti impegni scritti, in particolare quelli presi negli ultimi due anni. Con l’accordo quadripartito del 16 Agosto 2012 sul trasferimento di tutti i residenti, esclusi cento, da Ashraf a Camp Liberty, il governo americano si è “impegnato a garantire la sicurezza e l’incolumità dei residenti fino a che l’ultimo di essi non avrà lasciato l’Iraq”.

Il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale, nella sua lettera del 28 Dicembre 2011 ai residenti di Ashraf aveva scritto: “Le Nazioni Unite condurranno monitoraggi del campo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 fino a che l’ultimo residente non avrà lasciato l’Iraq”.

Il 29 Agosto, dopo il trasferimento del sesto gruppo di residenti a Camp Liberty, il portavoce del Dipartimento di Stato americano aveva annunciato: “Gli Stati Uniti ribadiscono anche il loro impegno a garantire la sicurezza e l’incolumità dei residenti durante tutto il processo della loro risistemazione fuori dall’Iraq”.

Queste rassicurazioni sono continuate anche dopo il massacro del 1° Settembre e nel piano congiunto di UNAMI e ambasciata americana in Iraq del 5 Settembre 2013 per il trasferimento dei 42 sopravvissuti al massacro di Ashraf, entrambi hanno nuovamente ribadito la “sicurezza e l’incolumità dei residenti di Camp Liberty” ed hanno indicato che “Il GOI accetta di installare i muri a T e di consentire l’arrivo di altri sacchetti di sabbia per la protezione dei residenti di Camp Liberty, a seguito di una raccomandazione dell’ONU sulla sicurezza”.

Il 6 Settembre Elizabeth Jones, assistente del Segretario di Stato per gli Affari del Vicino Oriente, ha scritto a Maryam Rajavi: “Le Nazioni Unite contribuiranno a favorire la salvaguardia delle proprietà ad Ashraf mediante una ditta locale per la sicurezza di vostra fiducia che manterrete sul posto. L’ambasciata americana farà di tutto per sostenere questi sforzi. Abbiamo finalmente appreso dell’accordo del Governo dell’Iraq con l’UNAMI per l’installazione dei muri a T a seguito di un piano per la sicurezza fornito dall’UNAMI e di altre misure aggiuntive. Queste misure verranno prese contemporaneamente al trasferimento, sicuro e protetto, da Ashraf con la supervisione dell’UNAMI e noi faremo di tutto per sostenere questo processo. Moltiplicheremo inoltre i nostri sforzi per trovare luoghi sicuri di ricollocamento fuori dall’Iraq.”

A due mesi e mezzo da quella data, nessuna di queste promesse è stata mantenuta e i residenti devono affrontare gravi pericoli: le loro proprietà sono oggetto di saccheggio da parte delle forze irachene e non c’è alcun segno di ricollocamento. Perciò, ancora una volta, la Resistenza Iraniana esorta gli Stati Uniti e le Nazioni Unite a far fronte alle loro responsabilità riguardo alla sicurezza e l’incolumità dei residenti di Camp Liberty e ribadisce che il loro silenzio è colpevole e apre la via ad ulteriori massacri.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

20 Novembre 2013

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,942FollowersFollow