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Khamenei: “I limiti del regime sul nucleare dovranno essere rispettati. Non indietreggiate neanche di un passo”

Gli inganni e le manovre per aggirare le sanzioni e continuare con il progetto delle armi atomiche

Ore prima dell’inizio del nuovo giro di negoziati sul nucleare di Ginevra, il Vali-e faqi del regime dei mullah, Khamenei, mentre esprimeva il suo sostegno ai “funzionari incaricati di condurre i negoziati”, diceva: “I limiti posti alla questione del nucleare dovranno essere rispettati e non un passo indietro dovrà essere fatto di fronte ai diritti del popolo (cioè ai diritti dei mullah)”.

 

Khamenei, parlando ad un raduno delle forze Basij ha detto: “Interpretare ‘l’eroica flessibilità’ come una ritirata va contro la realtà ed è un fraintendimento. Flessibilità eroica vuol dire utilizzare manovre artistiche e tutta una varietà di metodi per conquistare vari obbiettivi ed ideali del sistema islamico”.

Mentre i leaders del regime teocratico stanno evidentemente supplicando in mille modi per l’alleggerimento delle sanzioni, Khamenei demagogicamente ha affermato: “Le sanzioni non funzioneranno… a differenza delle illusioni che si fa il nemico, queste pressioni sono per noi un’opportunità di rimuovere le nostre debolezze”. Mostrando i suoi muscoli da “tigre di carta” ha detto: “Lo scontro tra il popolo iraniano e l’aggressore si dimostrerà molto spiacevole per lui e riceverà un tale schiaffo in faccia che non lo dimenticherà mai”.

Contemporaneamente, il portavoce del parlamento dei mullah Larijani, ha sottolineato che gli americani soffrono di “debolezza, inadeguadezza ed opportunismo nei negoziati” ed ha precisato che il regime dell’Iran “continuerà a difendere il suo pieno diritto ad un nucleare pacifico”.

Queste affermazioni dimostrano ancora una volta che il regime teocratico sta cercando, attraverso l’inganno e manovre artificiose, di perseguire il progetto delle armi atomiche e, allo stesso tempo, far alleggerire le sanzioni internazionali. L’obbiettivo dei siti nucleari clandestini, due dei quali recentemente rivelati dalla Resistenza Iraniana,  serve al regime per avere la possibilità di espandere i progetti nucleari e, allo stesso tempo, usare questi siti in sostituzione di quelli noti in caso di gravi circostanze.

L’acquisizione di armi nucleari è parte integrante della strategia dei mullah per salvare il loro regno dalla inevitabile caduta e non la abbandoneranno fintantoché potranno migliorarla.

Come Maryam Rajavi ha dichiarato la scorsa settimana: “Arrivare ad un accordo con il regime senza una piena attuazione delle sei risoluzioni del Consiglio di Sicurezza non è altro che un inganno del fascismo religioso al potere in Iran, mettere in pericolo la pace e la sicurezza regionale e mondiale e rafforzare l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo”.

Maryam Rajavi ha affermato che qualunque accordo tra la comunità internazionale e il regime teocratico senza: un totale stop all’arricchimento dell’uranio, stop alla produzione e alla installazione di centrifughe, totale chiusura del sito di Arak per la produzione di acqua pesante, l’accettazione del Protocollo Integrativo e il libero accesso dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica a tutti i siti e agli esperti del regime vietati all’AIEA per anni, non fanno altro che offrire ulteriori opportunità a questo regime di acquisire la capacità di costruire armi nucleari.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistena Iraniana

20 Novembre 2013

 

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