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La protesta degli insegnanti dilaga in tutto l’Iran nonostante le minacce e le misure repressive di Khamenei

CNRI – La protesta degli insegnanti – N°1

Da giovedì mattina 7 Maggio, sono iniziate le manifestazioni dei generosi insegnanti e degli impiegati del sistema scolastico, per protestare contro le difficoltà quotidiane loro e delle loro famiglie, a Tehran ed in molte altre città di tutta la nazione, come Mashhad, Esfahan, Tabriz, Zanjan, Sanandaj, Hamedan, Qazvin, Shahr-e Kord, Sabzevar, Damghan, Shiraz, Sari, Kermanshah, Ahwaz, Babol, Marivan, Ardebil, Qom, Bushehr e Gatvand.

A Tehran 6000 insegnanti si sono radunati di fronte al parlamento del regime. La manifestazione è iniziata alle 09:30 nonostante le forze di sicurezza e gli agenti dell’intelligence fossero stati dispiegati nella zona sin dal mattino presto, tentando di impedire qualunque assembramento di insegnanti con vari metodi.

I manifestanti avevano cartelli con scritto “Io griderò, qualunque cosa accada”, “Liberate il professor Rasoul Bodaqi dal carcere”, “Un insegnante è vigile e detesta il pregiudizio”, “Chiediamo assunzioni negli asili e contratti per gli insegnanti”, “Un’istruzione libera e paritaria è un diritto di ogni bambino di questa nazione”, “Gli insegnanti protestano, i media censurano” e “Basta privatizzare le scuole e trasformare l’istruzione in un business”.

Le proteste degli insegnanti sono avvenute nonostante ieri il leader supremo del regime dei mullah, Khamenei, avesse sottolineato che “gli insegnanti sono consapevoli dei complotti contro il sistema islamico di nemici e di persone vendicative che inventano slogans politici, sediziosi e strategici con la scusa della condizione degli insegnanti, per creare problemi al sistema”, dando così il via libera ai suoi agenti per impedire le manifestazioni e iniziare la repressione degli insegnanti.

Nel frattempo gli agenti dell’intelligence sono ricorsi ad ogni tipo di minaccia e all’arresto per stroncare queste manifestazioni di protesta. Mercoledì sera, 6 Maggio, agenti del Ministero dell’Intelligence hanno minacciato il Segretario Generale e il portavoce del Sindacato degli Insegnanti iraniano di condannarli rispettivamente a 10 e 9 anni di prigione, costringendoli a dimettersi dai loro incarichi e ad annunciare che non avrebbero preso parte alle manifestazioni.

Inoltre molti attivisti per i diritti degli insegnanti di Tehran e di altre città sono stati convocati e minacciati dagli agenti dell’intelligence oppure hanno ricevuto telefonate che gli intimavano di non partecipare alle manifestazioni di giovedì.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Maggio 2015

 

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