mercoledì, Novembre 30, 2022
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La manifestazione di 5000 iraniani a Stoccolma

Maryam Rajavi: L’Unione Europea deve inserire l’Ufficio di Khamenei, il Corpo dei pasdaran e il ministero delle Informazioni e i centri principali dell’oppressione e del terrorismo nella black list e ed effettuargli una totale sanzione
Il 20 luglio 2019 oltre 5000 iraniani hanno partecipato ad una manifestazione a Stoccolma e chiesto l’adozione di una politica ferma e la sanzione totale contro il regime dei mullà e inserimento nella lista terroristica l’Ufficio di Khamenei, il Corpo dei pasdaran e il ministero delle Informazioni e soprattutto il ricuocimento del diritto del popolo iraniano alla resistenza per il rovesciamento della dittatura teocratica dei mullà.

I manifestanti hanno espresso il loro sostegno ai Mojahedin del popolo e alle unita’ della Resistenza di ribellione in Iran e alla signora Maryam Rajavi presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana e al suo piattaforma in 10 articoli per il futuro Iran libero e democratico. Questi hanno fermamente condannato ogni relazione o propaganda per il regime dei mullà e hanno chiesto ai governi occidentali di processare e punire e espellere i mercenari dell’intelligence iraniano e della Forza terroristica Qods.
I manifestanti iraniani radunati alla piazza Kungtärgården, hanno percorso le vie centrali della capitale svedese per ritornare alla stessa piazza Kungtärgården dove sentire gli oratori e il comunicato finale.

La signora Maryam Rajavi presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha definito i manifestanti la voce del ruggito dei focolai di ribellioni in Iran e dell’Esercito di liberazione nazionale in tutto il mondo che si ribellano per liberare il popolo iraniano dall’oppressione, miseria e ingiustizia. Maryam Rajavi ha dichiarato che: È terminato il tempo della politica di compiacimento con la dittatura iraniana, la perseveranza e la rivolta del popolo iraniano ha portato il regime a capo linea. Nel regime dei mullà non c’è alcun spazio per il rispetto dei Diritti Umani, libera espressione, giustizia, uguaglianza tra donne e uomini, autonomia e diritti per le minoranze. “Il miraggio della transustanziazione e l’illusione del riformismo e moderatismo del regime dei mullà non inganna più nessuno!”, ha aggiunto Rajavi.

La presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha continuato: “Non si può dire più che il regime non l’alternativa e fere propaganda nel dire che non nient’altro meglio di questo regime. Non serve più etichettare i Mojahedin del popolo e la Resistenza. Il popolo iraniano pretende che gli europei che nel secolo scorso ha subito la pena e l’enorme sofferenza del nazismo di Hitler, comprenda oggi la sofferenza del popolo iraniano e sostenga le loro istanze”.
La signora Rajavi ha chiesto all’Unione Europea sotto la guida della Finlandia di inserire nella black list i centri principali dell’oppressione e del terrorismo, quali l’Ufficio di Khamenei, il Corpo dei pasdaran e il ministero delle Informazioni e ed effettuargli una totale sanzione; di processare e punire e espellere i mercenari del regime e riconoscere il diritto del popolo iraniano alla resistenza per il rovesciamento della dittatura dei mullà per instaurare la democrazia e una repubblica basata sulla sovranità popolare. La signora Rajavi ha Chiesto dai paesi nordici di premere sull’Iran per poter visitare delle delegazioni indipendenti internazionali le carceri iraniane.

Alla manifestazione hanno preso parte alcune personalità tra cui Rama Yad già ministro dei Diritti Umani della Francia, Magnus Oscarsson già parlamentare svedese e il senatore della Repubblica Italiana Lucio Malan, il senatore irlandese Gerald Michael Horkan e John Perry, Edward Julius Solens già ministro dell’ambiente dell’Islanda e Kimmo Sasi già parlamentare finlandese.
Rama Yad nel suo intervento ha ricordato il raduno durato cinque giorno della Resistenza ad Ashraf 3 e ha detto che: Ciò che io ho visto era una parte della volontà e la capacità invincibile della Resistenza Iraniana per la liberazione dell’Iran. Loro non soltanto un’opposizione, bensì sono un’alternativa e realmente un governo in grado di ricostruire l’Iran devastato dalla dittatura religiosa. Io ad Ashraf 3 ho conosciuto donne e uomini che hanno dato tutto per la libertà del loro popolo.

Il senatore della Repubblica Lucio Malan ha detto che: Io domando ai governanti europei qual punto chiaro vedano nella politica interna e estera della dittatura al potere in Iran per insistere sulla politica di appeasement. Dove sono i valori europei? Perché perseverate nella politica di compiacimento con un regime che ha la pagella nera in 40 anni di governo? Oggi questo è scommettere su un cavallo deceduto. Il regime dei mullà è alla soglia di crollo. Se noi pensiamo ai nostri interessi, dobbiamo sostenere l’alternativa forte del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. Questo non soltanto cambia il futuro dell’Iran, bensì cambia il futuro della Regione e garantisce pace e stabilità non soltanto in Medio Oriente.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
20 luglio 2019

Thousands of MEK supporters in Sweden urge EU to cut ties with Iran’s regime

 

 

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