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120 anni di lotta del popolo iraniano per la libertà – La conferenza dell’opposizione iraniana, MEK, in Albania

Ashraf-3, sede dell’opposizione democratica iraniana in Albania, sta ospitando la seconda di una serie di conferenze sull’Iran e l’esistenza di un’alternativa al regime dei mullah. La conferenza di oggi ( Venerdi 12 luglio ) s’intitola: “120 anni di lotta del popolo iraniano per la libertà”.

Diverse migliaia di membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (Mujahedin-e Khalq, PMOI o MEK) risiedono ad Ashraf-3. 

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La conferenza di oggi sull’Iran vedrà diversi interventi per la discussione di argomenti tra cui:
• Le proteste in Iran
• Il ruolo del MEK nelle proteste iraniane
• Il terrorismo e il cyber-terrorismo del regime iraniano
• I diritti umani in Iran sotto il regime dei mullah
• Il massacro dei prigionieri politici del 1988
• Gli anni di perseveranza del MEK a Campo Ashraf e Camp Liberty sotto i continui attacchi del regime iraniano e i massacri compiuti dai suoi complici in Iraq

 

Illustri personalità di tutto il mondo si sono riunite ad Ashraf 3, sede dei membri del gruppo di opposizione iraniano dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), per partecipare ad una conferenza sulla lotta ultra-centenaria del popolo iraniano per la libertà.
La presidente dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi, capo del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), è l’oratore principale all’evento. Gli altri oratori sono:
• Rudy Giuliani, ex-Sindaco di New York
• Ingrid Betancourt, ex-Senatrice colombiana e candidata alle elezioni presidenziali
• MichèleAlliot-Marie, Ministro degli Esteri, della Difesa, della Giustizia e dell’Interno francese
• Joe Lieberman, ex-Senatore degli Stati Uniti
• Matthew Offord, membro del Parlamento del Regno Unito
Tutti stanno partecipando alla conferenza e terranno i loro discorsi per onorare l’incessante resistenza del popolo iraniano per il ristabilimento della democrazia e dei diritti umani in Iran .
Prima della conferenza Maryam Rajavi e gli illustri ospiti prenderanno parte ad una cerimonia in onore dei martiri della Resistenza Iraniana presso il Memorial Wall di Ashraf 3.

Si vedono arrivare personalità giunte da tutto il mondo nella sala conferenze del complesso di Ashraf 3, salutati dalla banda e sventolando bandiere iraniane. L’atmosfera è piena di speranza e tutti sorridono nonostante gli argomenti tetri che dovranno discutere.
Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, arriva alla mostra del MEK sui 120 anni di lotta del popolo iraniano per la libertà e la democrazia. Commemora i membri del MEK caduti, che hanno sacrificato la loro vita per la libertà in Iran.
Maryam Rajavi saluta gli oratori alla mostra sulla Resistenza Iraniana ed esprime loro la sua gratitudine perché sono qui a difendere il diritto del popolo iraniano di conquistare la libertà dalla tirannia religiosa. Il gruppo fa il giro della mostra con una guida esperta di storia del MEK, che spiega chi sono i martiri e cosa è accaduto.
Maryam Rajavi depone dei fiori davanti alle foto di alcuni martiri del MEK, ma naturalmente, visto il gran numero, non può farlo per tutti. Per non parlare del fatto che molti omicidi di membri del MEK sono stati insabbiati dal regime, così neanche i genitori sanno dove siano i loro cari.
Maryam Rajavi parla alle personalità internazionali mentre si avvicinano alla parte della mostra dedicata a Campo Ashraf e Camp Liberty in Iraq, dove i membri del MEK avrebbero dovuto essere al sicuro grazie al loro status di Persone Protette secondo la Convenzione di Ginevra, ma dove sono stati invece attaccati dal regime iraniano e dai suoi complici in Iraq.
Il gruppo raggiunge una parte della mostra intitolata “Il prezzo della libertà”, dove si trovano tutti i nomi conosciuti dei membri del MEK assassinati dal regime iraniano. Sono visibili molte foto di membri del MEK martirizzati.

La mostra si sposta poi sul Massacro del 1988, nel quale 30.000 membri del MEK vennero assassinati in un’estate dal regime iraniano, con uno sterminio organizzato, spesso definito il più grosso massacro di prigionieri politici dalla Seconda Guerra Mondiale. Di nuovo vediamo le foto e i nomi dei membri del MEK caduti insieme ai retroscena del massacro. Maryam Rajavi appare visibilmente scossa durante questa parte della mostra, mentre accende una candela per i caduti, di fronte al muro coperto di papaveri, con la frase “Hanno cercato di seppellirci. Non sapevano che eravamo semi”. A questo punto c’è un’orchestra che suona sullo sfondo e il gruppo si avvia verso un salone alto 3,5 m ricoperto da cima a fondo di foto di coloro che hanno perso la vita nella lotta per la libertà. In fondo al salone, Maryam Rajavi depone un nastro giallo su un cuscino di rose rosse.
Poi la mostra prende una svolta drammatica, mostrando dei manichini di prigionieri dietro il filo spinato del carcere di Evin, e arriva ad un soffitto pieno di cappi per dimostrare quanto grande fu quel massacro.
Il pubblico applaude mentre arriva Maryam Rajavi stringendo la mano ai partecipanti. La standing ovation in suo onore dura più di due minuti.
La presidente del CNRI Maryam Rajavi è stata la prima a parlare alla conferenza. Ha iniziato il suo discorso dando il benvenuto agli onorevoli ospiti ad Ashraf 3, ringraziando i sostenitori e i politici per i loro “sforzi a sostegno degli abitanti di Ashraf e della Resistenza Iraniana” che hanno portato alla “collettiva e sicura sistemazione” dei membri del PMOI in Albania.

“Oggi ad Ashraf 3 abbiamo visitato una mostra sui 120 anni di lotta del popolo iraniano per la libertà. Una lotta con tantissimi momenti buoni e non, con molte sconfitte e trionfi, animati da lacrime e sorrisi di una nazione in catene oppressa da due dittature, la monarchia precedente e poi un regime religioso tirannico. Ma noi andiamo avanti sul cammino verso la vittoria certa”, ha detto Maryam Rajavi.

Suda, un membro del MEK ad Ashraf-3

Suda, un membro del MEK ad Ashraf-3 ha parlato alla conferenza dicendo: “Sono cresciuto in Svezia e stavo per andare in Francia per studiare, ma un video che avevo visto non poteva uscirmi dalla testa. Il video di qualcuno lapidato a morte in Iran. Mi sono trovato ad un bivio. Potevo vivere la mia vita e realizzare i miei sogni o potevo mettere da parte tutto e realizzare i sogni del mio popolo. Ecco perché mi sono unito al MEK, per vivere per gli altri. Vi ringrazio tutti per essere qui con noi”. Suda ha poi invitato sul palco l’ex-senatrice colombiana Ingrid Betancourt.

Ingrid Betancourt

Ingrid Betancourt, ex-senatrice colombiana e candidata alle elezioni presidenziali ha detto alla conferenza: “Sono fiera di ciò che avete fatto finora e di quello che avete conquistato qui ad Ashraf 3, per il prezzo che avete pagato e il sacrificio che avete fatto, che oggi sta dando i suoi frutti. Ora siamo insieme in un momento storico in cui tutto è cambiato”.
Sono con il vostro movimento da molti anni e sono colpita dal vostro sostegno e dalla vostra saggezza politica. Come donna, sono molto fiera di essere al vostro fianco, dato che in tutto il mondo non c’è un’organizzazione come il MEK che dia alle donne questo potere.
Con l’aiuto di cosi tante personalità” ha detto la Sen. Betancourt “Noi oggi stiamo facendo la storia. La vostra vittoria è la nostra vittoria e noi saremo presto con voi a Teheran”, ha concluso.

L’ex-Sindaco di New York City Rudy Giuliani

L’ex-Sindaco di New York City Rudy Giuliani ha parlato alla conferenza di oggi sull’Iran ad Ashraf-3, Albania:

“Sono molto onorato di essere qui e sono molto commosso dopo aver visto quelle fotografie bellissime e scioccanti”, ha detto il Sindaco Giuliani degli eroi e delle vittime cadute in decenni di lotta della Resistenza Iraniana per la libertà e la democrazia.
Riferendosi alle atrocità del regime iraniano, il Sindaco Giuliani ha detto che alcune di quelle persone sono state assassinate meno di un anno fa.
“Non siamo riusciti ad arrivare al mondo, compresi gli Stati Uniti, per mostrare quanto buona ed eroica sia questa organizzazione. Durante la Primavera Araba, non avevano un’alternativa praticabile per quei paesi”, ha aggiunto “ma non è questo il caso. Quanti americani non si sarebbero commossi camminando in quel museo?
Esiste un’alternativa alla teocrazia e alla dittatura in Iran. È un governo in esilio che ci assicura che se lo aiuteremo a rovesciare il regime iraniano, ci sarà prosperità e democrazia in Iran.
Il regime iraniano minaccia di uccidere persone negli Stati Uniti. Lo scorso anno ha cercato di farci saltare in aria qui a Tirana. Come trasmettiamo il messaggio là fuori che esiste un’organizzazione che è un’alternativa praticabile al regime iraniano?
Ringrazio Maryam Rajavi per avermi reso parte di tutto questo, qualcosa di cui sono fiero e di cui probabilmente i miei figli saranno fieri. Vorrei tenere questo incontro a Teheran prima di morire.
Continui a provare e fallisci, continui a provare e fallisci e poi… il muro di Berlino viene giù. Succederà alla fine, ma facciamo che accada prima di altre 100.000 morti”, ha concluso il Sindaco Giuliani.

Il Senatore Joe Lieberman

Il Senatore Joe Lieberman, ex-Senatore degli Stati Uniti e candidato alla vice-presidenza ha parlato alla conferenza sulla lotta per la libertà del popolo iraniano ad Ashraf-3, Albania:
“Grazie mille Madam Rajavi, abitanti di Ashraf e illustri ospiti. Mia moglie Hadassah è figlia di sopravvissuti all’olocausto nazista in Germania e quando ha visto il museo di Ashraf 3, ha detto che questa è un’eco dell’Olocausto”, ha detto il Sen. Lieberman.
“Il MEK non permetterà che avvenga di nuovo ciò che è accaduto agli ebrei nella Germania nazista. Voi del CNRI ci avete dato l’opportunità di essere fedeli ai nostri principi nazionali. Quando sono qui, sento di rappresentare lo spirito del mio grande amico, il defunto Senatore John McCain, che fu avvertito dall’establishment di stare lontano da questa organizzazione, ma passò del tempo a documentarsi su di essa. Venne ad Ashraf 3 credendo in questa organizzazione e nella sua causa.
Ashraf 3 è diventato qualcosa di magnifico. Venire qui e vedere questa magnifica comunità che avete costruito è un miracolo. Ci insegna una lezione.
I cittadini di Ashraf non si sono mai arresi, nonostante le atrocità che hanno subito dal regime iraniano.
Questa mostra, nonostante il dolore, è un’ispirazione. E tutta la storia degli abitanti di Ashraf è un’ispirazione.
Con il tipo di leadership che il MEK e Maryam Rajavi stanno dando e daranno all’Iran, con il sostegno dei popoli di tutto il mondo che sono rappresentati qui e con la resistenza del popolo iraniano in Iran, noi faremo una conferenza un giorno in Iran e verremo tutti per fare una grande festa”, ha concluso il Sen. Lieberman.

Michèle Alliot-Marie

Michèle Alliot-Marie, parlamentare ed ex-Ministro degli Esteri, della Difesa, della Giustizia e dell’Interno di Francia, oggi alla conferenza sull’Iran ad Ashraf-3 ha detto:
“Devo dire che sono molto commossa. Che contrasto con le immagini drammatiche e terribili che abbiamo visto qualche minuto fa! Essere in contatto con uomini e donne che hanno dato la loro vita per una tale causa. Vedere cosa siete riusciti a conquistare. Voi desiderate dare così tanto al popolo iraniano”, ha detto Michèle Alliot-Marie.
“Voi avete persone che sono state torturate, ma ancora preparate la via per la libertà. Questa visita ad Ashraf 3 è molto commovente per noi.
Io ho il privilegio di poter parlare e pensare liberamente. Ma so anche che oggi questa libertà non è concessa ovunque nel mondo. Noi abbiamo anche un obbligo verso tutte quelle persone che sono soggiogate dai dittatori nel mondo e in Iran. Noi siamo qui oggi, Mme. Rajavi, per dirvi che non siete soli”, ha aggiunto.
“Noi dobbiamo dare al popolo iraniano il coraggio e l’aiuto di cui ha bisogno, così potrà riprendersi il suo futuro”, ha concluso Michèle Alliot-Marie.

Matthew Offord

Matthew Offord, membro del Parlamento del Regno Unito, si è rivolto ai membri del MEK ad Ashraf-3:

“Salam Ashraf. Salam Madam Rajavi!
È un grande piacere stare qui di fronte a voi oggi e contribuire alla discussione sull’Iran. Questa è la seconda volta che ho il piacere di essere qui e questa volta spero di imparare di più su di voi”, ha detto il Dr. Offord.
“Voi siete la prova di una nazione fiera e coraggiosa che non soccomberà mai alle atrocità del regime. Noi abbiamo sempre obbiettato che svincolare le violazioni dei diritti umani dall’accordo sul nucleare è stato un errore”, ha aggiunto.
“Noi abbiamo ampiamente dimostrato che non c’è una fazione moderata all’interno del regime iraniano. Ci sono due questioni che continuiamo a sollevare nei nostri dibattiti:
1. Dobbiamo incriminare il regime iraniano per le sue atrocità durante il massacro dei prigionieri politici del 1988,
2. Il Governo del Regno Unito deve inserire nella lista nera le Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e tutti suoi affiliati come organizzazione terroristica.
Queste misure segnaleranno al popolo iraniano che non è stato dimenticato e che noi siamo al suo fianco. Io chiedo al mio governo e ai paesi dell’UE di abbandonare la politica di accondiscendenza”, ha proseguito il
Dr. Offord.
“Noi vogliamo riconoscere il diritto del popolo iraniano e della resistenza guidata da Maryam Rajavi a ristabilire una repubblica libera e democratica in Iran. Noi vediamo un movimento popolare guidato da Maryam Rajavi con il sostegno del popolo iraniano. Questo messaggio non è stato reso pubblico abbastanza bene in Occidente”, ha sottolineato.
“L’attuale regime iraniano non è solo una minaccia per il popolo iraniano ma per la pace di tutto il mondo.
Ecco perché noi vi sosterremo nella vostra lotta, finché l’Iran non sarà libero”, ha concluso il Dr. Offord.

Il Generale James Conway

Il Generale James Conway, ex-comandante del Corpo dei Marine americano ha parlato ai membri del MEK ad Ashraf-3, Albania:
“Ho partecipato ad una commissione politica ad Ashraf 3 e siamo stati invitati a cena dalle signore di Ashraf 3. Alcune di loro hanno condiviso con me le loro storie di sacrificio e sofferenza. Ciò che ho visto ieri sera in termini di capacità di sopportare una perdita e andare avanti, è stato il senso di unità, coesione e dedizione verso gli altri che è la stessa che si vede nell’esercito. Il senso della missione e la dedizione nel compierla”, ha detto il Generale Conway.
“Sono assolutamente fiducioso che con quelle signore voi renderete libero il vostro paese un giorno”, ha detto.

Mojgan Parsaie, ex-Segretario Generale del PMOI/MEK

Mojgan Parsaie, ex-Segretario Generale del PMOI/MEK, ha parlato oggi alla conferenza sull’Iran ad Ashraf-3, Albania:

“Benvenuti cari amici e illustri ospiti. Questa mostra che vedete qui è solo una piccola parte di un’immagine più grande del sacrificio fatto nel corso di decenni di lotta per la libertà e la democrazia”, ha detto Mojgan Parsaie.
“La storia dei sostenitori di Ashraf che hanno aiutato a soccorrere i membri del MEK è la storia di persone onorevoli. Il tempo ha dimostrato che voi siete dalla parte giusta della storia. Il futuro dimostrerà maggiore gratitudine”, ha aggiunto.
“Il sindaco Giuliani ha ragione nel dire che la soluzione per l’Iran non è l’accondiscendenza ma il cambio di regime. Nel corso della storia ci sono sempre tiranni che per un certo periodo sembrano invincibili. Ma alla fine cadono tutti. Sempre”, ha concluso Mojgan Parsaie.