domenica, Dicembre 4, 2022
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La maggioranza dei senatori italiani dice che le relazioni con l’Iran devono essere basate sul rispetto dei diritti umani

CNRI – Alla vigilia della visita a Roma del presidente del regime iraniano Hassan Rouhani, la maggioranza dei senatori italiani ha dichiarato in un comunicato giovedì di esortare il governo italiano ad anteporre i diritti umani alle relazioni economiche con l’Iran.

Durante una conferenza tenutasi al Senato italiano i legislatori hanno anche condannato l’attacco missilistico del 29 Ottobre contro migliaia di membri del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK) ora a Camp Liberty, in Iraq. Ventiquattro dissidenti iraniani sono stati uccisi e molti di più feriti nell’attacco terroristico lanciato contro il campo dagli agenti del regime fondamentalista iraniano.

Tra gli oratori alla conferenza di giovedì c’erano l’ex-Ministro degli Esteri Giulio Terzi, il Senatore Lucio Malan, la Senatrice Stefania Pezzopane, la Senatrice Silvana Amati, il Senatore Luigi Compagna, l’ex-deputata Elisabetta Zamparutti e l’ex-parlamentare europeo Struan Stevenson. Alla conferenza è stato letto un messaggio di Maryam Rajavi, Presidente-eletta della Resistenza Iraniana. Shaqayeq Azimi, giovane membro del PMOI, ha dato la sua testimonianza sull’arresto dei suoi genitori avvenuto il mese scorso in Iran a causa del loro sostegno al PMOI.

La dichiarazione, firmata dalla maggioranza dei senatori italiani, precisa che la situazione dei diritti umani è nettamente peggiorata nei due anni di presidenza Rouhani, durante i quali si sono registrate almeno 2000 esecuzioni in Iran.

L’Iran ha il più alto tasso di esecuzioni pro-capite del mondo, hanno detto i senatori, aggiungendo che qualunque relazione economica con il regime iraniano deve essere basata sulla fine delle esecuzioni e il rispetto dei diritti umani.

Nella dichiarazione si esortano inoltre le Nazioni Unite e gli Stati Uniti a rispettare il loro obbligo a proteggere i residenti di Camp Liberty e costringere il governo iracheno a rimuovere il suo blocco al campo.

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