HomeNotizieResistenza IranianaL'ex-Ministro degli Esteri italiano: “Non prendete sotto gamba Rouhani”

L’ex-Ministro degli Esteri italiano: “Non prendete sotto gamba Rouhani”

I leaders italiani e francesi devono fare pressioni su Rouhani sul peggioramento della situazione dei diritti umani con la sua presidenza

The Wall Street Journal

OPINION di GIULIO MARIA TERZI

Il presidente iraniano Hassan Rouhani arriverà in Europa questo fine settimana, facendo scalo prima a Roma e dirigendosi poi a Parigi. Sarà la sua prima visita di Stato in Europa ed ha in programma di incontrare diversi importanti esponenti dei governi di entrambi i paesi.

Il problema è che la ricerca dell’Occidente di un coinvolgimento più stretto con il regime iraniano rivela una terribile ingenuità su Tehran. Sarebbe diverso se Rouhani fosse impegnato nel miglioramento della situazione interna in Iran, come alcuni leaders occidentali vorrebbero farci credere. Ma la verità è esattamente all’opposto.

La situazione dei diritti umani in Iran è pessima, anzi la peggiore da quando i mullah sono saliti al potere 36 anni fa. Dall’elezione di Rouhani nel 2013, più di 2000 persone sono state giustiziate. Più che durante qualunque altro periodo degli ultimi 25 anni.

L’Iran guida anche da lungo tempo la classifica mondiale del numero di esecuzioni pro-capite, una statistica inquietante che sta solo peggiorando. Ma il regime ha anche aumentato gli arresti e gli abusi giudiziari, colpendo gli attivisti, i dissidenti, le minoranze e così via.

Molti leaders occidentali si sono convinti che la disponibilità di Tehran a negoziare un accordo sul nucleare, in cambio di un alleggerimento di sanzioni economiche paralizzanti, significhi che sia anche pronto a migliorare il suo comportamento complessivo. Invece l’accordo sul nucleare ha aggiunto nuovi motivi di repressione sulla società civile iraniana, mentre tiene alla larga l’influenza occidentale. Il leader supremo Khamenei ha persino vietato ai suoi sottoposti di intraprendere ulteriori negoziati con Washington. Il suo atteggiamento verso l’Europa è leggermente migliore.

Accogliendo Rouhani, l’Europa sta dando l’impressione di essere disposta a parlare di accordi sul petrolio e di relazioni commerciali, anche se questo significa ignorare deliberatamente il peggioramento della situazione dei diritti umani in Iran, la sua sponsorizzazione al terrorismo e le attività destabilizzanti in Medio Oriente. Tali accordi, insieme all’alleggerimento delle sanzioni economiche, forniranno al regime il denaro necessario a continuare a finanziare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, l’avventurismo dell’Iran nella regione e il suo apparato repressivo interno.

Il budget nazionale dell’amministrazione Rouhani riflette queste priorità, aumentare i finanziamenti all’IRGC di circa un terzo mentre permette che i salari degli insegnanti della scuola iraniana precipitino al di sotto dalla soglia di povertà. Questo non è il comportamento di un regime che si sta muovendo verso la moderazione. L’IRGC è il principale autore della repressione interna e lo strumento dei mullah per l’esportazione della Rivoluzione Islamica all’estero.

Non è troppo tardi per sovvertire la situazione. L’Italia, la Francia e l’Unione Europea devono impegnarsi a sfruttare la visita di Rouhani non solo per esplorare nuove opportunità di investimento, ma anche nuove opportunità per affrontarlo sulla situazione dei diritti umani nel suo paese.

Le uniche ragioni che i paesi occidentali dovrebbero avere per incontrare il presidente iraniano, sono: sfidare le sue politiche interne ed estere e fargli sapere che gli investimenti occidentali e l’alleggerimento delle sanzioni verranno revocati se Tehran non rilascerà i suoi prigionieri politici e non salvaguarderà i diritti dei suoi cittadini.

Roma e Parigi dovrebbero anche sottolineare alla leadership iraniana che ci si aspetta da loro un urgente cambio di politica. La propaganda dell’odio, dell’incitamento alla violenza e le minacce contro altri paesi della regione e le dichiarazioni razziste e intolleranti degli esponenti iraniani devono cessare completamente

Se Rouhani attraverserà l’Europa con appena un accenno di critica al suo governo per la situazione dei diritti umani, Tehran sarà solo incoraggiata a ritenere di essere ancora libera di reprimere il dissenso e consolidare il suo potere entro i suoi confini, fintantoché l’Europa vedrà una prospettiva di grassi profitti. Ciò sarebbe sia immorale che politicamente sbagliato.

Giulio Maria Terzi è stato il Ministro degli Esteri italiano 

Fonte: http://www.wsj.com/articles/dont-give-irans-president-a-pass-1447361003