mercoledì, Novembre 30, 2022
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Il discorso dell’On. Struan Stevenson sulla violazione dei diritti umani in Iran al senato italiano

Sig. Presidente, Onorevoli Senatori, Signore e Signori,

Vi ringrazio molto per avermi invitato a questa importante conferenza al Senato italiano, organizzata dal Comitato Italiano per un Iran Libero.

Come sapete sono stato, per oltre 10 anni, co-Presidente dell’intergruppo “Friends of a Free Iran” al Parlamento Europeo, che ha lottato con successo per la rimozione del PMOI dalla lista nera terroristica dell’UE e per i diritti dei suoi membri a Campo Ashraf e ora a Camp Liberty.

L’Iran è un paese profondamente corrotto. La sua leadership fascista prospera nell’oppressione. Il suo primo prodotto di esportazione è il terrorismo. Un esempio lampante di questa leadership di morte e distruzione è l’osceno attacco terroristico contro dei civili disarmati, i rifugiati a Camp Liberty, nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, avvenuto giovedì 29 Ottobre. Più di 80 missili sono piovuti sui rifugiati che dormivano, uccidendone 24 e ferendone in maniera orribile molti altri. C’è stata distruzione ovunque. I missili sono stati lanciati da una posizione scelta attentamente all’interno della ristretta zona di sicurezza che circonda il campo e l’aeroporto.

Ci siamo lamentati per settimane per il fatto che le autorità irachene fossero colluse con gli agenti del regime iraniano per fotografare e fare giri di ricognizione del campo, per  preparare questo massacro, che doveva liquidare i 2.200 membri della Resistenza Iraniana del PMOI, intrappolati in questo campo di sterminio da tre anni. I nostri avvertimenti sono stati ignorati. L’attacco del 29 Ottobre è stato il sesto massacro subito dai residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty, che finora hanno provocato la morte di 140 persone e il ferimento di altre centinaia.

In questa occasione persino John Kerry è stato pronto ad emettere un comunicato stampa per condannare l’attacco, nonostante John Kerry non sia riuscito ad offrire rifugio neanche ad un singolo residente di Camp Liberty, abbandonando queste persone ad essere massacrate attacco dopo attacco. Federica Mogherini, l’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri è caduta nella stessa trappola, compiangendo la sorte delle guardie irachene che, secondo lei, sarebbero rimaste uccise nell’attacco. In realtà neanche un iracheno è stato colpito.

E dopo l’attacco e dopo tutte le preoccupazioni espressione da molti leaders politici di tutto il mondo, il governo iracheno non solo ha continuato ad opprimere i rifugiati a Camp Liberty, ma ha stretto ancora di più la morsa, negando loro l’accesso ai camion di cibo, alle cisterne settiche, a quelle del carburante e ai camion pieni di materiali essenziali per riparare le centinaia di rifugi e di containers danneggiati.

I 2.200 residenti sopravvissuti al massacro ora subiscono abusi, maltrattamenti e umiliazioni persino peggiori e ancora l’ONU, gli Stati Uniti e l’UE non sentono niente, non dicono niente e non fanno niente, come le TRE SCIMMIE SAGGE. E’ una tragedia quella che si sta svolgendo e permettere che avvenga sotto i nostri nasi, sotto i nostri occhi e sapendo chiaramente quale sarà l’inevitabile fine, rende ciascuno di noi complice di omicidio. Getta infamia e vergogna su Europa, America e Nazioni Unite. Che queste scegliessero di starsene in disparte a guardare il brutale assassinio di rifugiati innocenti è qualcosa cui non avrei mai creduto di assistere nella mia vita. Sono esterrefatto.

Ho emesso un comunicato stampa la scorsa settimana nel quale ho detto: “Gli Stati Uniti devono fornire copertura aerea a Camp Liberty per impedire ulteriori attacchi. I muri a T di protezione, i caschi e i giubbotti protettivi dei residenti devono essere riportati seduta stante. Faleh al-Fayad e i suoi uomini, che hanno la gestione quotidiana di Camp Liberty devono essere immediatamente sostituiti da persone non affiliate o legate al regime iraniano o ai suoi complici”.

Naturalmente chiunque, come il PMOI, parli male del regime iraniano rischia l’arresto, la tortura e la morte. E gli oppositori politici non sono le sole vittime dei mullah fascisti, l’Iran possiede molte minoranze etniche e religiose. Fino all’arrivo di Khomenei, nel 1979, queste comunità avevano vissuto pacificamente e fraternamente in Iran per secoli. Ci sono rappresentanti di queste minoranze etniche e religiose nel CNRI, che lottano insieme per un Iran libero. Ma queste minoranze sono vittime di costanti persecuzioni. Subiscono detenzioni arbitrarie, torture, processi ingiusti ed esecuzioni extragiudiziali, insieme alla distruzione dei loro cimiteri e dei luoghi sacri.

Le donne vengono trattate come una specie inferiore, regolarmente abusate e represse dai mullah misogini. Molte giovani donne sono rimaste cieche e sfigurate a causa di aggressioni con l’acido, giustificate dallo stato, semplicemente perché avevano commesso il “reato” di non indossare il velo in maniera adeguata. Purtroppo l’Occidente, ed in particolare l’UE, hanno ignorato questi crimini.

E’ davvero straordinario come durante tutti i negoziati sul nucleare in Svizzera, non si sia fatta parola della spaventosa situazione dei diritti umani in Iran, dove oggi si giustizia più gente che in qualunque altro paese del mondo, a parte la Cina. Più di 2000 persone sono state impiccate sotto la guida cosiddetta “moderata” del Presidente Rouhani. 

Sembra che tutto quello che debba fare sia sorridere e l’Occidente ci casca. Ma mentre lui sorride avvengono ondate di omicidi di massa legalizzati compiuti senza pietà, progettati per creare un’atmosfera di paura in una popolazione sempre più sgomenta per i prezzi del cibo e della benzina, mentre i loro governanti fondamentalisti gettano miliardi in brutali guerre all’estero. Ci sono state diverse rivolte per il pane e manifestazioni di massa degli insegnanti e di altri lavoratori, che hanno provocato il panico tra i mullah al potere e hanno portato ad altre repressioni selvagge.

Ma niente di tutto questo sembra suscitare alcuna critica da parte dell’Occidente.

Questa è una manna per un regime il cui maggior prodotto di esportazione è il terrorismo. Un regime che finanzia Hezbollah in Libano, Bashar al-Assad in Siria, i ribelli Houthi nello  Yemen e le brutali milizie sciite in Iraq. E’ una manna per il programma nucleare dei mullah che, ben lungi dall’essere sospeso, verrà ora accelerato, ed è una manna per il programma, in continua espansione, sui missili balistici dell’Iran, che possiede missili intercontinentali in grado di trasportare testate nucleari e colpire obbiettivi in Israele, Arabia Saudita e persino in Europa. Ma la nota a piè di pagina di Obama nei libri di storia potrebbe non facilitarne la lettura.

L’impatto delle sanzioni sull’Iran, insieme al recente collasso dei ricavi del petrolio, ha paralizzato il regime teocratico. I sussidi assistenziali vengono selvaggiamente tagliati, i prezzi degli alimenti continuano a salire, il mercato nero è in espansione. Mentre la classe dirigente vive una vita di lussi, la rabbia cresce tra i poveri. La repressione aumenta, gli arresti di massa, le impiccagioni pubbliche e le fustigazioni sono state la risposta del regime, perché quello che temono più di tutto è che la rabbia popolare sfoci in una nuova rivoluzione, spazzando via dal potere gli ayatollah fascisti e i loro scagnozzi.

Infatti è l’ampliamento del programma di supporto alla sanguinosa guerra civile di Bashar al-Assad’s appoggiato da Iran, Iraq e Russia, che sta alla radice della crisi dei rifugiati che sta sommergendo l’UE.

Chiunque accetti la sfida di affrontare l’Iran deve essere sicuro di una cosa: esiste un movimento di opposizione credibile che aspetta dietro le quinte di togliere il potere ai malvagi mullah. Il PMOI e la sua leader ispiratrice Maryam Rajavi, è pronto a ristabilire la democrazia, la giustizia, il rispetto dei diritti umani e delle donne in Iran. Bandirà le armi nucleari, metterà fine alla pena di morte e separerà la chiesa dallo stato. Esiste una visione di emancipazione e libertà per i milioni di oppressi in Iran. E’ una visione per la quale loro hanno combattuto e sono morti.

Ho scritto un libro sui Mojahedin iraniani, ne ho portato alcune copie qui con me oggi.

Signore e Signori,

io credo fermamente che questo malvagio regime iraniano cadrà e che tutti i suoi atti militari e terroristici nella regione siano segni di debolezza. Il massiccio attacco missilistico contro Camp Liberty ha dimostrato al mondo dove si trovano i nemici più temuti dai mullah. Il mio consiglio ai leaders americani ed europei è quello di non investire in questa teocrazia morente. La compiacenza e il sacrificio dei valori umanitari ed europei non ci porteranno da nessuna parte.

Dobbiamo ricordare le famose parole di Winston Churchill sull’accondiscendenza: “Non c’è errore più grande che supporre che i convenevoli, le parole dolci e le politiche timide offrano una via verso la salvezza”.

Struan Stevenson

Struan Stevenson è stato parlamentare europeo conservatore e rappresentante della Scozia al Parlamento Europeo dal 1999 fino al suo ritiro nel 2014. E’ stato co-Presidente dell’Intergruppo “Friends of a Free Iran” al Parlamento Europeo e Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq dal 2009 al 2014. Ora è Presidente della European Iraqi Freedom Association (EIFA).

 

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