lunedì, Febbraio 6, 2023
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La maggioranza dei parlamentari italiani appoggia il piano di Maryam Rajavi per il futuro dell’Iran

La maggioranza dei membri del Parlamento Italiano ha sottoscritto un appello bipartisan per sollecitare il Governo Italiano, l’Unione Europea, gli Stati Uniti e l’ONU a fare tutto ciò che è in loro potere per incitare il Governo dell’Iraq a rilasciare i sette dissidenti iraniani tenuti in ostaggio in Iraq. Questi dissidenti risiedevano a Campo Ashraf e sono stati rapiti durante un raid delle forze irachene il 1° Settembre. Durante questo raid 52 rifugiati, tutti membri della principale opposizione iraniana, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), sono stati massacrati.

 

Nel loro appello bipartisan, i parlamentari italiani hanno anche chiesto azioni immediate per garantire la sicurezza e l’incolumità dei 3000 dissidenti iraniani che si trovano a Camp Liberty, vicino Baghdad. Camp Liberty negli ultimi mesi ha subito diversi attacchi missilistici da parte degli agenti iraniani, che hanno portato alla morte di 10 dissidenti e al ferimento di moltissimi altri. 

I dissidenti iraniani in Iraq sono persone protette secondo le convenzioni di Ginevra e sono sotto la protezione internazionale.

Questa iniziativa della maggioranza dei membri del Parlamento Italiano è coincisa con la visita di Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, nella capitale italiana.

Secondo un comunicato della Commissione Diritti Umani del Senato Italiano, Maryam Rajavi ha partecipato alla sessione ufficiale di questo Comitato del Senato Italiano il 18 Dicembre. Lo stesso giorno ha anche partecipato ad un incontro al Parlamento Italiano al quale hanno partecipato moltissimi parlamentari e senatori di diversi gruppi politici.

I politici italiani hanno sottolineato che, tre mesi dopo il massacro ad Ashraf “…non è stata condotta nessuna indagine indipendente e pochissimi provvedimenti sono stati presi per garantire la sicurezza di Camp Liberty. E questo ci preoccupa”.

Secondo i parlamentari italiani, la situazione dei diritti umani in Iran resta spaventosa e le violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare il numero delle esecuzioni, è aumentato da quando Hassan Rouhani si è insediato come presidente.

I legislatori italiani di tutti i gruppi politici hanno anche espresso il loro appoggio al “piano in 10 punti di Maryam Rajavi per il ristabilimento di un governo democratico e secolare in Iran”.

Appello e’ stato firmato da 319 deputati da tutti gruppi politici. 

Ecco il testo dell’appello: 

Appello dei parlamentari italiani sul massacro dei residenti del campo Ashraf

Sono passati più di due mesi dal genocidio dei residenti di Ashraf, membri della Resistenza Iraniana: 52 sono stati trucidati  e 7 rapiti, di cui 6 donne. Tuttora non vi è stata alcuna indagine indipendente che abbia fatto luce su questo crimine abnorme. I 7 ostaggi non sono stati liberati e non è stato messo in atto  alcun provvedimento per garantire la sicurezza dei residenti del Camp Liberty in Iraq. Tutto questo ci preoccupa fortemente. Le Nazioni Unite più volte hanno affermato la necessità di tutelare l’incolumità dei residenti di Liberty, che risultano essere tutti richiedenti asilo sotto la protezione internazionale e “persone protette” dalla IV Convenzione di Ginevra.  

Sono passati più di 21 mesi dallo spostamento dei residenti al Camp Liberty ma non c’è alcuna prospettiva per il trasferimento promesso nei paesi terzi. Nel 2013 i residenti del Camp Liberty hanno avuto una vita alquanto difficile e per tre volte sono stati oggetto di attacchi con razzi che hanno provocato  decine morti e centinaia feriti. La sanzione sanitaria su Camp Liberty, che si è intensificata soprattutto dopo il genocidio del 1° settembre, ha causata già 15 morti tra i degenti di Ashraf e Liberty. 

Vista la drammatica situazione dei rifugiati iraniani in Iraq noi chiediamo al Governo italiano, al’UE, agli USA e all’ONU di intraprendere  iniziative adeguate affinché:

•vengano liberati i 7 ostaggi in Iraq;

•si provveda a garantire la sicurezza dei residenti del Camp Liberty finché resteranno in Iraq;

•ci sia uno stazionamento permanente dei Caschi blu dell’ONU al Camp Liberty

Esprimiamo anche le nostre  preoccupazioni sul fatto che dopo le ultime elezioni presidenziali e a 100 giorni dal governo di Rouhani non ci sono cambiamenti sensibili del regime iraniano. Anzi, in questo periodo sono state impiccate almeno 320 persone e la situazione dei diritti umani in Iran è peggiorata, così come sono aumentate le ingerenze del regime iraniano nella regione e,  secondo le dichiarazione del’AIEA, i progetti nucleari in Iran procedono con celerità.

Perciò noi sosteniamo la piattaforma in 10 punti annunciata dalla signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana,  per un Iran democratico e secolare .

 

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