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La grande conferenza della Resistenza Iraniana a Parigi: “Avanti con la Resistenza Iraniana. Un cambio di regime è possibile”

Insieme a centinaia di personaggi politici, delegazioni parlamentari e personalità provenienti da cinque continenti

Il gran raduno degli iraniani e dei sostenitori della Resistenza Iraniana si è tenuto a Parigi sabato 1° Luglio, con la partecipazione di centinaia di illustri politici internazionali e statisti, nonché di delegazioni parlamentari e personalità provenienti da oltre 50 paesi dei cinque continenti.

• Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza, durante l’incontro ha ribadito che l’unica via per salvare il popolo iraniano da queste tirannia religiosa e l’unica via per ristabilire la pace e la tranquillità nella regione è rovesciare il sistema del velayat-e faqih. Ha poi sottolineato che rovesciare questo regime indispensabile, è fattibile e possibile e che esiste un’alternativa democratica, una resistenza organizzata in grado di abbatterlo. La richiesta principale di questa alternativa democratica è la libertà e la democrazia per l’Iran. Ciò risponde alle differenze esistenti tra i vari gruppi etnici. Risponde alle discordie e alle divisioni tra sciiti e sunniti. E risponde anche alle tensioni esistenti tra l’Iran e i paesi della regione.

• Migliaia di membri del PMOI, che ora si trovano in Albania, hanno partecipato alla grande conferenza della Resistenza Iraniana via satellite.

• Decine di personaggi politici hanno parlato all’evento:

• Gilbert Mitterrand, Presidente della Fondazione France Libertés, ha dato il benvenuto a tutti i partecipanti dicendo: “La vostra vasta presenza qui è come un referendum contro il regime teocratico e dimostra la capacità di questa resistenza di realizzare un cambiamento democratico in Iran. Devo anche porgere agli organizzatori di questa conferenza il messaggio di gratitudine del presidente francese François Hollande (2012-2017), il quale ha detto che continuerà a prestare attenzione alla situazione dei diritti umani in Iran dopo l’invito che avete fatto di partecipare a questa conferenza”.

• Rudy Giuliani, ex-Sindaco di New York, ha detto: “Finalmente posso dire, e probabilmente lo posso dire con una buone dose di autorità, che il Governo degli Stati Uniti vi appoggia. Noi siamo con voi. Noi concordiamo con i vostri valori… Il regime è il male e se ne deve andare. Iran Libero. … Abbiamo un’alternativa e quell’alternativa siete voi. E’ un’alternativa democratica. E’ una forza per il cambiamento. E’ ben organizzata. Ha il sostegno popolare. Ed ha una vasta rete di sostenitori”.

• Newt Gingrich, ex-portavoce della Camera dei Rappresentanti americana, ha detto: “L’Iran deve essere libero. Questa dittatura deve essere distrutta. Il contenimento è accondiscendenza e l’accondiscendenza è resa. L’unico obbiettivo concreto è appoggiare un movimento per liberare l’Iran. Qualunque altro obbiettivo darà modo a questa dittatura di trovare una via per aggirare qualunque accordo e mentire su tutto”..”

• Il Principe Turki Al Faisal dell’Arabia Saudita:

“Questa conferenza è il luogo in cui si riuniscono tutti gli iraniani che hanno lasciato l’Iran a causa dell’oppressione del regime del velayat-e faqih, insieme ai rappresentanti di molti paesi del mondo che hanno subito il terrorismo di questo regime, un regime che è il maggiore sponsor del terrorismo. Il regime del velayat-e faqih ha bisogno di esportare la crisi per sopravvivere, ma la prima vittima di Khomeini e dei suoi seguaci, è il popolo iraniano. I vostri sforzi per combattere questo regime sono legittimi e la vostra lotta mira alla liberazione del popolo iraniano in tutto il suo complesso, dagli arabi ai curdi, ai baluci, agli azeri e ai persiani, dall’oppressione del velayat-e faqih”.

• Ed Rendell, ex-Presidente del Partito Democratico americano e Governatore della Pennsylvania, ha detto:”Ora il prossimo passo è liberare l’Iran. Voi tutti sapete benissimo che il cambio di regime spetta al popolo dell’Iran, vale a dire a voi. Vale a dire alle persone che sono in Albania. Vale a dire a tutti i dissidenti iraniani in tutto il mondo e vale a dire ai dissidenti iraniani in Iran, a Teheran e in tutte le altre città. Ma gli Stati Uniti devono essere decisi e sostenere questo movimento. E credo che lo faranno”.

• Joseph Lieberman, ex-Senatore americano e candidato alla vice-presidenza, ha detto: “Sin dal 1979 la capitale del terrorismo e dell’estremismo islamico è stata Teheran con il suo regime estremista ed ecco perché se ne deve andare… Anche solo parlare di ciò che accadde ai 30.000 iraniani, perlopiù membri del MEK, massacrati nel 1988, sventolare l’immagine di Maryam Rajavi nei luoghi pubblici, è un segno della ribellione del popolo e della crescente fiducia del popolo che un cambiamento è vicino… E’ ora che l’America, e speriamo anche qualche nostro alleato in Europa, dia tutto il supporto possibile a coloro che stanno combattendo per la libertà in Iran”.

• Bernard Kouchner, ex-Ministro degli Esteri francese: “Il cambiamento in Iran aprirà la via alla fine dell’estremismo, quell’estremismo nato in nome dell’Islam in tutta la regione. E questo non perché l’Islam sia terreno fertile per il terrorismo, ma perché si sta usando l’Islam come uno strumento per praticare l’estremismo e l’omicidio. Perciò il vostro ruolo non è necessario solo per cambiare l’Iran, ma cambiare l’Iran è certamente l’inizio di un vero cambiamento verso la democrazia in tutta la regione”.

• Giulio Terzi, ex-Ministro degli Esteri italiano: “I leaders e gli imprenditori europei stanno correndo, mal consigliati e a proprio rischio e pericolo, verso il mercato iraniano, come se Rouhani ne avesse fatto il nuovo Eldorado. Ma troppo spesso i loro partners sono legati all’IRGC.

I leaders mondiali devono guardare al popolo iraniano, alla comunità espatriata. Devono stare al loro fianco, devono sostenere la Resistenza Iraniana e la libertà e i diritti umani a cui aspirano. Il messaggio per i mullah deve essere: ‘E’ ora che ve ne andiate’”.

• Tom Ridge, ex-Segretario per la Sicurezza Interna e Governatore della Pennsylvania, ha detto: “Noi ci uniamo a voi in solidarietà per esprimere il nostro appoggio ad un Iran libero, ad un cambio di regime e certamente alla leadership forte e ispiratrice di Madame Rajavi. … C’è solo un’organizzazione popolare, organizzata, magnificamente guidata che possa fornire un’alternativa democratica a questo regime. Solo un gruppo con una leadership collaudata. Solo un gruppo con una visione chiara ed entusiasmante per il futuro dell’Iran. Un gruppo guidato da una donna musulmana ispiratrice, che rispecchia le aspirazioni del popolo iraniano, che vuole una repubblica laica con la parità tra i sessi, la separazione tra chiesa e stato, il rispetto dei diritti umani ed una pacifica coesistenza con i suoi vicini. Un nuovo Iran, una forza per il bene, per i diritti umani, per la stabilità e per la pace”.

• John Bolton, ex-ambasciatore americano all’ONU, ha detto: “Il fatto è che il regime di Teheran è il problema centrale in Medio Oriente. … C’è un’opposizione praticabile al governo degli ayatollah e questa opposizione è riunita in questa sala oggi. … Vado dicendo da più di dieci anni, sin dall’inizio di questi eventi, che la politica dichiarata degli Stati Uniti deve incentrarsi sul rovesciamento del regime dei mullah a Teheran. Il comportamento e gli obbiettivi di questo regime non cambieranno e perciò l’unica soluzione è cambiare il regime stesso. Ecco perché prima del 2019 festeggeremo a Teheran”.

• Nasr al-Hariri, capo della squadra dei negoziatori sulla Siria: “Chiunque voglia veramente fare la guerra al terrorismo, deve prendere la sua posizione su Teheran e rovesciare questo regime fascista. Questo regime deve essere messo sotto pressione a livello internazionale e alle Nazioni Unite, condannato per i suoi crimini di guerra e per i crimini contro l’umanità e deve essere espulso dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica”.

• Il Giudice Ted Poe, rappresentante al Congresso americano: “Ci sono stati tantissimi attacchi contro Campo Ashraf e Camp Liberty. L’IRGC era dietro a tutti questi attacchi ed io ho presentato una legge alla Camera dei Rappresentanti per designare l’IRGC come un’organizzazione terroristica. E lo faremo, ve lo posso assicurare”. Ed ha aggiunto: “Circa trent’anni fa Khomeini ha ucciso 30.000 persone perché erano dissidenti politici. Loro volevano un cambio di regime. E’ ora che arrivi il giorno del giudizio per quelli che hanno ucciso quelle persone”.

• Sir David Amess, membro del parlamento inglese: “Il regime iraniano è stato gravemente indebolito. I mullah sono molto isolati, sia internamente che esternamente. In Iran la società si trova in una situazione esplosiva. La gente grida al cambiamento nelle strade. L’opposizione ufficiale del paese, la Resistenza Iraniana, sta espandendo le sue attività all’interno del paese. A livello internazionale è emersa come l’unica alternativa democratica al regime teocratico. Oggi non vogliamo parlare della condanna dei crimini dei mullah, vogliamo parlare di un cambio di regime, che è abbondantemente alla nostra portata. Vogliamo parlare di un futuro Iran con il piano in dieci punti di Maryam Rajavi. Un piano che da’ libertà e diritti umani a tutto il popolo dell’Iran”.

• John Baird, ex-Ministro degli Esteri del Canada, ha detto: “Invece dell’impegno, dell’accomodamento e dell’accondiscendenza, c’è una via migliore. E’ arrivato il momento per il popolo iraniano di prendersi la responsabilità del proprio futuro. E’ arrivato il momento per un cambio di regime in Iran. La folla presente a questa conferenza oggi, è l’indicazione migliore del desiderio del popolo iraniano di cercare un nuovo cammino… Vorrei dare il giusto riconoscimento alla coraggiosa leadership di tutti voi in questa sala oggi, ed in particolare alla coraggiosa leadership di Madame Rajavi”.

• Sono stati trasmessi video e immagini della vasta campagna dei giovani e dei sostenitori del PMOI e della Resistenza Iraniana in diverse zone di Teheran e in almeno 50 città di tutto il paese, a sostegno della Grande Conferenza della Resistenza di Parigi, con slogan come: “Libertà e Parità con Maryam Rajavi”, “A morte Khamenei! Viva Rajavi!”, “A morte il principio del velayat-e faqih! Lunga vita all’Esercito di Liberazione Nazionale!”, “No alla pena di morte!”, “Viva l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano!”, “Parità per tutte le etnie e per i seguaci di tutte le religioni con Maryam Rajavi!”, che sono stati accolti con entusiasmo dal pubblico. La Resistenza Iraniana ha ricevuto almeno 500 videoclip e centinaia di fotografie di queste attività, comprese le foto di Maryam Rajavi e del suo piano in 10 punti per il futuro dell’Iran.

• I prigionieri politici di tutto il paese, correndo un tremendo rischio, hanno inviato i loro messaggi dal cuore delle carceri dei mullah, per esprimere la loro solidarietà alla Grande Conferenza degli Iraniani e ai sostenitori della Resistenza organizzata, per il rovesciamento del regime teocratico ed il ristabilimento della libertà e della democrazia in Iran.

• Alla presenza di molte madri dei martiri Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha posto una corona di fiori davanti al monumento ai 120.000 martiri per la libertà.

• Un altro evento interessante della Grande Conferenza degli Iraniani è stata l’esecuzione di un programma artistico con musica e spettacolo.

• Oltre alle decine di oratori di oltre 50 paesi (la lista è allegata), moltissimi senatori e rappresentanti del Congresso americano, hanno espresso la loro solidarietà inviando messaggi video alla conferenza annuale della Resistenza Iraniana. Tra questi: Robert Menendez, membro anziano del Comitato Esteri del Senato, Ed Royce, Presidente del Comitato Affari Esteri del Congresso, la democratica Nancy Pelosi, leader dei Democratici al Congresso americano, Lord Carlyle e Lord Clarke dal Regno Unito, i parlamentari italiani Sen. Lucio Malan, Sen. Paolo Corsini, Sen.Gianluca Castaldi, On. Fabio Lavagno, On. Antonio Placido e molti parlamentari europei, compreso il vice-Presidente del Parlamento Europeo Ryszard Czarnecki, insieme a personalità di molti altri paesi.

• Alla vigilia della conferenza, 29 illustri personaggi americani hanno annunciato, nelle loro dichiarazioni, la loro solidarietà agli obbiettivi della conferenza stessa affermando: “Con la leadership di Maryam Rajavi, una donna  musulmana che combatte per la parità tra i sessi, quale antidoto al fondamentalismo e all’estremismo islamico, il MEK sta lavorando ogni giorno per creare una repubblica iraniana tollerante e non-nuclearizzata, basata sulla separazione tra religione e stato che difenderà i diritti di tutti. Il Consiglio Nazionale della Resistenze Iraniana, che prosegue il suo lungo viaggio iniziato più di mezzo secolo fa, ha la visione, la leadership e il coraggio per aprire la via alla creazione di un nuovo Iran. L’obbligo di combattere contro questo regime corrotto e illegittimo e di dire “Basta!”, ricade solo sul popolo iraniano, ma la comunità internazionale deve far fronte alle proprie responsabilità condannando l’oppressione dei mullah e abbracciando le aspirazioni del popolo iraniano per un Iran libero e prospero, accettato e rispettato in tutto il mondo. Oggi noi ci uniamo a popolo iraniano e ai colleghi di molti altri paesi, nel promettere il nostro appoggio a questa grande causa”. Inoltre, parlamentari di diversi paesi e … hanno rilasciato alcune dichiarazioni alla vigilia della conferenza. Come: 

– La dichiarazione di 265 membri del Parlamento Europeo che condanna le violazioni dei diritti umani in Iran e chiede la designazione dell’IRGC come un’organizzazione terroristica.

– La dichiarazione di oltre 300 parlamentari della Camera dei Comuni e dei Lords d’Inghilterra e di 100 vescovi britannici, contro il massacro dei prigionieri politici del 1988 ed in favore di sanzioni esaustive contro il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC).

– La dichiarazione di 320 parlamentari italiani che condannano le violazioni dei diritti umani e il massacro dei prigionieri politici del 1988 e sottolineano la necessità di assicurare alla giustizia i responsabili di questi crimini.

– La dichiarazione di oltre 100 parlamentari polacchi contro le violazioni dei diritti umani e l’ondata di esecuzioni in Iran e che ribadisce la necessità di incriminare i responsabili.

– La dichiarazione della maggioranza del Parlamento di Malta e di un gran numero di rappresentanti del parlamento romeno.

– La dichiarazione di molti premi Nobel a sostegno degli obbiettivi della conferenza Free Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 Luglio 2017

 

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