mercoledì, Dicembre 7, 2022
HomeNotizieTerrorismoLa Francia dice ai diplomatici di non recarsi in Iran

La Francia dice ai diplomatici di non recarsi in Iran

La Francia ha detto a tutti i suoi diplomatici e ufficiali del ministero degli esteri di rimandare a data da definirsi i viaggi non essenziali con destinazione l’Iran, a causa del tentato attentato del regime iraniano ad un raduno della resistenza a Parigi nel mese di Giugno, e per l’aumentata aggressività iraniana contro la Francia, in un comunicato visto da Reuters.

Il comunicato riporta che l’attacco terroristico, fortunatamente sventato dalle autorità europee prima che qualcuno potesse esserne danneggiato, sarebbe stato un segnale dell’aumenta aggressività dell’Iran nei confronti della Francia.
Maurice Gourdault-Montagne, segretario generale del ministro, ha scritto: “Il comportamento delle autorità iraniane suggerisce un irrigidimento della loro posizione nei confronti del nostro paese, così come nei confronti di alcuni dei nostri alleati. Dati i noti rischi relativi alla sicurezza…tutti gli ufficiali del dipartimento, sia coloro che lavorano nella sede centrale sia quelli che si trovano nelle sedi oltremare, devono rinviare fino ad ulteriore avviso, fatta eccezione per i lavori urgenti, qualsiasi piano di viaggio in Iran.”
Si tratta della cosa giusta da fare per la Francia, ma il governo dovrebbe spingersi oltre e troncare del tutto i rapporti con questo stato corrotto.
L’attacco terroristico
Il 30 Giugno il gruppo di opposizione iraniano, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha tenuto il suo annuale raduno “Iran Libero”, in cui si sono riuniti più di 100.000 attivisti, politici e dignitari provenienti da tutto il mondo per chiedere la fine del regime dei mullah in Iran e supportare la Resistenza, guidata da Maryam Rajavi, come il vero governo dell’Iran.
Il regime, indebolito da mesi di proteste guidate dalla Resistenza, ha pianificato di far esplodere una bomba durante l’evento per eliminare le forze di opposizione. Il piano era stato approvato dai più alti esponenti del regime, inclusi il Presidente Hassan Rouhani ed il Leader Supremo Ali Khamenei, sebbene essi abbiano ovviamente negato ogni forma di coinvolgimento ed abbiano cercato di addossare la responsabilità dell’accaduto alla Resistenza stessa.
Il regime aveva incaricato uno dei suoi diplomatici a Vienna, Assadollah Assadi, di ingaggiare gli aspiranti terroristi (una coppia belga di origini iraniane) e di fornire loro l’esplosivo necessario a causare un numero indicibile di danni e di morti al raduno.
Fortunatamente la coppia è stata arrestata in Belgio, assieme agli esplosivi (che erano nella macchina), prima che potesse portare avanti l’attacco. Assadi è stato arrestato in Germania, dove non gode dell’immunità diplomatica, e sta aspettando l’estradizione in Belgio per affrontare il processo.
Attacchi all’opposizione
Questa non è la prima volta che il Regime Iraniano cerca di liberarsi della sua opposizione organizzata. Quest’Agosto ricorre il trentesimo anniversario del massacro, attuato dal regime nel 1988, di 30.000 prigionieri politici, principalmente membri del gruppo di opposizione Mojahedin del Popolo Iraniano; un terribile crimine contro l’umanità per cui l’Iran non è ancora stato punito.

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,634FollowersFollow
40,474FollowersFollow