giovedì, Dicembre 1, 2022
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La fine del regime iraniano sta arrivando

a cura dello staff del CNRI

CNRI – La cosiddetta Assemblea degli Esperti iraniana, di recente ha espresso la sua preoccupazione per il diffondersi delle proteste in Iran durante un incontro del suo consiglio direttivo.

Durante questo incontro, il capo dell’assemblea Ahmad Jannati e il portavoce Ahmad Khatami, hanno messo in luce tre crisi che il regime deve affrontare in risposta alle proteste: la legittimità delle richieste del popolo, il contraccolpo che il regime sta subendo a livello internazionale a causa della sua repressione delle proteste e il fallimento del tentativo del regime di censurare e controllare internet.

La verità è che il regime non era preparato alle proteste del popolo iraniano, il quale chiede ovviamente un cambio di regime, e non era neanche preparato al vasto supporto che la comunità internazionale ha dato al popolo iraniano.

Mehdi Abrishamchi, Presidente della Commissione della Pace della coalizione dell’opposizione iraniana, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha detto: “Queste proteste hanno colto di sorpresa sia il regime che molti analisti stranieri, in un momento in cui la Resistenza Iraniana aveva più volte sottolineato, nel corso degli ultimi anni, quanto l’atmosfera in Iran fosse pronta per sviluppi significativi ed enormi rivolte. Passo dopo passo i comunicati e i discorsi della Presidente del CNRI Maryam Rajavi, avevano spiegato in maniera molto specifica, quanto le condizioni per il rovesciamento di questo regime fossero favorevoli e a portata di mano”.

Infatti, meno di due settimane prima che iniziassero le proteste, Maryam Rajavi si era rivolta ad una conferenza a Parigi dicendo: “Ci siamo ancora una volta riuniti per portare al mondo la voce del popolo sofferente dell’Iran. Per dire che il popolo iraniano e la Resistenza sono pronti a rovesciare la dittatura religiosa dei mullah e a rimpiazzarla con un governo basato sulla libertà, l’uguaglianza e la democrazia”.

E’ davvero strano: com’è possibile che nessuno si sia accorto di questo?

I manifestanti hanno attaccato moltissimi palazzi del regime, tra cui anche gli uffici dei rappresentanti del leader supremo iraniano Ali Khamenei, che ha orchestrato la repressione contro i dimostranti. Non c’è stato neanche un caso in cui i manifestanti abbiano attaccato proprietà private. Questo non è un mob disorganizzato. Questa è una popolazione altamente organizzata che dice chiaramente di essere infelice con questo regime, mentre grida “A morte Khamenei!”.

Risulta chiaro da tutto questo che il popolo iraniano vede il regime come la vera causa dei suoi problemi e sa che l’unica soluzione è il cambio di regime.

Per anni il regime ha presentato un dibattito tra moderati e intransigenti per inquinare le acque ed impedire ai governi internazionali di intervenire. Il popolo iraniano ha dichiarato a gran voce che questo è falso ed ha chiarito che non ci sono moderati nel regime. Questo dimostra ancora una volta che l’unica opzione è un cambio di regime.

Il membro del CNRI Shahriar Kia sul Riyadh Daily ha scritto: “Negli ultimi 36 anni, il fattore che ha impedito a questa dittatura fondamentalista e religiosa, nota come velayat-e faqih, di creare un vasto impero estremista in Iran e in tutto il Medio Oriente, mettendo così in pericolo la pace e la stabilità in tutto il mondo, è stata la presenza di un’alternativa attiva che ha pagato un prezzo altissimo a questo riguardo. Il CNRI e l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), sono le entità che stanno dietro a questi continui sforzi. Il MEK, che ha profonde radici nella storia iraniana e un vasto appoggio interno e internazionale, è riuscito a mettere in guardia il mondo sul programma nucleare clandestino di Teheran e i complotti terroristici all’estero. Il MEK non ha permesso che l’Iran dei mullah divenisse una potenza nucleare e che tenesse l’intero Medio Oriente sotto il suo controllo”.

La comunità internazionale deve opporsi al regime iraniano, sostenere il popolo iraniano e la sua Resistenza organizzata.

Maryam Rajavi ha detto: “Esorto il Consiglio d’Europa, l’Unione Europea, i suoi stati membri e le Nazioni Unite a schierarsi al fianco del popolo dell’Iran e non a quello del regime teocratico dei mullah. Il regime deve capire che dovrà pagare un prezzo altissimo per aver aperto il fuoco contro i dimostranti e per averli uccisi sotto tortura”.

Il regime potrà aver sedato l’attuale ondata di proteste, ma un’altra sta arrivando e presto il regime verrà rovesciato.

 

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