mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Il regime iraniano cerca di controllare il popolo con le restrizioni su internet

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Il regime iraniano cerca di tenere sotto controllo il più possibile il popolo. Molti ambiti della vita delle persone sono sottoposti a repressione e a controlli. Uno di questi è il mondo di internet.

L’Iran ha una numerosa popolazione giovane e, come in qualunque altro posto nel mondo, dire giovani equivale a dire persone interessate ed esperte di tecnologia.

Le proteste iniziate in Iran il mese scorso si sono propagate in tutta la nazione come un incendio. E questo in parte grazie all’uso dei social media e delle applicazioni di messaging. Il popolo iraniano usa un’applicazione chiamata Telegram Messenger. Questo è un servizio che gli consente di inviare video, messaggi e foto ed è utilizzato da milioni di iraniani.

Il regime iraniano sa che il malcontento popolare spesso viene espresso su internet e in passato ha cercato in molte occasioni di mettere un freno a tutto questo bloccando alcuni servizi.

Ma il regime iraniano si è dato la zappa sui piedi da solo. Infatti ha incoraggiato il popolo ad usare internet nel tentativo di rivitalizzare un’economia che ha un disperato bisogno di entrare a fare parte del 21° secolo e ci è riuscito. Così oggi quasi la metà degli iraniani possiede uno smartphone.

Lo smartphone ci permette di acquistare online, di fare operazioni bancarie online ecc., ecc. Ma permette anche al popolo iraniano di connettersi al mondo e di accedere alle informazioni, ai video e alle immagini di qualunque cosa vogliano vedere.

Così questa si è rivelata un’arma a doppio taglio per il regime iraniano. Non può controllare ogni mossa di tutti nel paese, ma ci sta provando. Una nuova soluzione che le autorità stanno tentando, prevede il controllo locale di internet, cosicché la popolazione venga limitata in ciò che può vedere.

Per quasi quattro decenni, il controllo del regime sui mass media ha portato a restrizioni sempre più rigide. Ad esempio, le trasmissioni radio e TV vengono diffuse da organi ufficiali. Anche i giornalisti sono pesantemente limitati in ciò che gli è consentito riferire. Le parabole satellitari sono vietate, ma tanta gente le possiede e c’è ben poco che le autorità possano fare, tranne che cercare di distruggerle di tanto in tanto.

L’Iran sta anche usando la rete come un’arma. Uno dei più grossi attacchi informatici in cui è stato coinvolto, è il virus Shamoon che ha colpito la RasGas e la Saudi Arabian Oil Co. Gli hard disk sono stati cancellati e l’immagine di una bandiera americana in fiamme si è visualizzata sugli schermi dei computers infettati.

I nuovi piani per limitare l’accesso in Iran sono simili al Grande Firewall della Cina. Il regime è disperato e vuole soffocare qualunque voce di opposizione che il popolo in Iran potrebbe sentire.

Il regime iraniano sa che il potere e la rabbia del popolo sono più che sufficienti a garantire che il suo potere non duri ancora a lungo, ma sta disperatamente prendendo ogni misura possibile per far sì che questo non accada immediatamente.

Limitare l’accesso ad internet dissiperà la rabbia così presente in tutto il paese? 

 

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