domenica, Gennaio 29, 2023
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La FATF è preoccupata per i finanziamenti dell’Iran ai terroristi

Il nucleo intergovernativo Financial Action Task Force (FATF), che esercita attività di monitoraggio sul riciclaggio di denaro e sui finanziamenti al terrorismo in tutto il mondo, lo scorso Giugno ha deciso di mantenere l’Iran sulla sua lista nera dei paesi ad alto rischio.

L’Iran dei mullah è ancora considerato un Paese o un Territorio Non-Collaborativo.

La Financial Action Task Force (FATF) è l’organismo che stabilisce gli standards per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (AML/CFT).

Allo scopo di proteggere il sistema finanziario internazionale dai rischi del riciclaggio di denaro e dei finanziamenti al terrorismo (ML/FT) e per incoraggiare un maggior rispetto degli standards AML/CFT, la FATF ha identificato le giurisdizioni che mostrano carenze strategiche e lavorano insieme a loro per colmare quelle carenze che rappresentano un rischio per il sistema finanziario internazionale.

Essere sulla lista dei Paesi o Territori Non-Collaborativi (NCCT) vuol dire che il regime iraniano è in grado di avere transazioni commerciali con un numero limitato di piccole banche in pochi paesi che “richiedono costi esorbitanti per coprire i loro rischi, che vanno a colpire direttamente le esportazioni e le importazioni”.

Una dichiarazione pubblica, pubblicata il 24 Febbraio 2017 sul sito web della FATF dice: “A Giugno 2016, la FATF ha accolto con favore l’adozione da parte dell’Iran, e l’impegno politico ad alto livello, di un Piano d’Azione per affrontare le sue carenze in ambito AML/CFT e la sua decisione di cercare assistenza tecnica per l’implementazione di questo  Piano d’Azione. Di conseguenza, a Giugno 2016 la FATF ha sospeso le contro misure per dodici mesi per monitorare i progressi dell’Iran nell’attuazione del Piano d’Azione. Se la FATF dovesse ritenere che l’Iran non ha dimostrato sufficienti progressi nell’attuazione del Piano d’Azione alla fine di questo periodo, la richiesta della FATF di contro misure verrebbe riproposta. Se l’Iran rispetterà i suoi impegni in base al Piano d’Azione durante quel periodo di tempo, la FATF riconsidererà i prossimi passi da fare a questo riguardo”.

“L’Iran resterà sulla Dichiarazione Pubblica della FATF fino a che tutto il Piano d’Azione non sarà stato completato. Fino a che l’Iran non avrà attuato le misure richieste per affrontare le carenze identificate nel Piano d’Azione, la FATF sarà preoccupata per il rischio di finanziamento al terrorismo proveniente dall’Iran e per la minaccia che questo rappresenta per il sistema finanziario internazionale”.

“La FATF perciò, chiede ai suoi membri e sollecita tutte le giurisdizioni a continuare a consigliare ai loro istituti finanziari di applicare una diligenza maggiore del dovuto nelle relazioni e nelle transazioni di affari con persone fisiche e giuridiche provenienti dall’Iran, in linea con la Raccomandazione 19 della FATF. La FATF esorta l’Iran ad affrontare pienamente le sue carenza riguardo al AML/CFT, in particolare quelle relative al finanziamento del terrorismo”.

 

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