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La fatale inazione dell’Europa e l’erronea politica sull’Iran

di Farzin Hashemi

Martedì 14 Febbraio 2017, il rappresentante dell’ufficio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana negli Stati Uniti, durante una conferenza stampa a Washington D.C., ha rivelato nuove informazioni sul Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ospitano campi di addestramento per foreign fighters. Le informazioni sono state ottenute dalla rete dell’Organizzazione  dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

Questa rete ha scoperto che ogni mese, centinaia di truppe provenienti da Iraq, Siria, Yemen e Afghanistan, paesi nei quali il regime è coinvolto nei combattimenti in prima linea, ricevono addestramento militare prima di essere rimandate ai loro paesi di origine. Anche altri piccoli gruppi vengono addestrati in altri paesi in vista di operazioni e azioni terroristiche. Per le operazioni in paesi in cui non c’è una guerra aperta, tra cui paesi del Golfo Persico come il Bahrein e il Kuwait, vengono addestrati gruppi terroristici.

Il CNRI ha poi rivelato che, oltre alle truppe addestrate per azioni militari, nell’ambito della totale ingerenza del regime nella regione, vengono addestrate anche unità terroristiche della forza Quds, in unità distinte e segrete che vengono poi inviate in vari paesi.

Il ruolo distruttivo dell’IRGC e il suo coinvolgimento in azioni terroristiche va “al di là di ogni ragionevole dubbio”, secondo i più alti standard di una corte di giustizia.

Sin dal principio, unitamente al suo ruolo nella repressione del popolo iraniano, l’IRGC è stato impegnato in attività terroristiche in tutta la regione. Ha creato Hezbollah in Libano all’inizio degli anni ’80, che ha preso ostaggi occidentali sotto la direzione dell’IRGC.

Nel 1990 l’IRGC ha creato una forza extraterritoriale chiamata forza Quds, allo scopo di espandere ulteriormente la sua ingerenza negli altri paesi e il suo supporto al terrorismo. Ci fu una debolissima risposta europea al rapimento di ostaggi negli anni ’80 e al numero crescente di omicidi di dissidenti iraniani in Europa. L’Europa di certo non è riuscita ad afferrare le devastanti conseguenze delle sue politiche concilianti. Tra quelle conseguenze ci sono state, ma non si sono limitate a, l’incoraggiamento dell’IRGC e dei suoi affiliati a compiere atti terroristici. L’indifferenza occidentale nei confronti dell’IRGC ha efficacemente incoraggiato gli estremisti sunniti a combattere l’influenza iraniana con gli stessi metodi, ricorrendo anch’essi al terrorismo per il perseguimento dei loro obbiettivi. Dopo tutto se l’Iran può costringere l’Europa a fare concessioni ricorrendo al terrorismo e al ricatto, perché gli altri estremisti non dovrebbero fare lo stesso?

Oggi, che posizione ha l’Europa nei confronti dell’IRGC e del suo ruolo in Siria? Che posizione ha l’Europa sul ruolo dell’IRGC nella formazione di gruppi terroristici paramilitari in Iraq o sul suo ruolo nello Yemen, dove aiuta gli houthi? Ancora non riesce a riconoscere la connessione tra l’IRGC che diffonde l’estremismo e il terrorismo e l’impatto negativo della sua stessa politica verso il cuore del fondamentalismo islamico?

Nonostante l’innegabile condotta dell’IRGC in Siria, che può essere definita solo come crimini di guerra, e nonostante il suo ruolo nella repressione interna, sembra che sia tutto come sempre per l’Europa. I paesi europei sembrano essere così ansiosi di mettere le mani sul mercato iraniano da essere pronti, non solo ad ignorare il comportamento corrotto di Teheran e le sue conseguenze per gli interessi occidentali e del popolo iraniano, ma anche a calpestare i loro stessi principi e valori.

Quest’ignoranza è risultata evidente questa settimana, quando una delegazione svedese guidata dal primo ministro, si è recata in Iran. Le donne presenti nella delegazione hanno acconsentito, forse volontariamente, a coprirsi il capo durante il loro soggiorno in Iran. Il video di queste donne che sfilano di fronte a Rouhani, può solo essere considerato umiliante per gli europei, arrendersi alle richieste di un regime fondamentalista che è stato giustamente riconosciuto come il primo stato sponsor del terrorismo. È anche un insulto ai veri musulmani, sdegnati nel vedere la loro religione rappresentata in maniera distorta costringendo altre donne ad agire contro le loro convinzioni solo per compiacere i mullah di Teheran.

L’Europa non sta solo accettando quest’umiliazione, ma sta anche aiutando proprio l’organizzazione responsabile di crimini di guerra e di supporto al terrorismo. L’IRGC, attraverso le sue varie succursali, sta attualmente dominando l’economia iraniana.

Il ministro della difesa, Hossein Dehghan, all’inizio di Gennaio 2017 ha annunciato che i piani principali del governo riguardanti il petrolio, il gas, i carburanti, i trasporti, le dighe, la rete idrica, le telecomunicazioni e l’IT attualmente sono assegnati alla Khatam-al Anbiya, una grossa corporation affiliata all’IRGC.

Anche Reuters ha riferito il 19 Gennaio 2017 che: “Dei quasi 110 contratti, del valore di almeno 80 miliardi di dollari, stipulati dall’accordo sul nucleare raggiunto a Luglio 2015, 90 sono stati fatti con aziende di proprietà o controllate da organizzazioni statali iraniane”.

Gli europei sono pienamente consapevoli che le aziende iraniane con cui fanno affari sono affiliate con l’IRGC. Come ha ammesso un imprenditore europeo che recentemente si è recato in Iran “Abbiamo potuto constatare che chi prendeva le decisioni non erano quelli con cui stavamo negoziando, ma un tipo tranquillo durante la riunione, che era dell’IRGC”.

Per molti anni, attraverso la sua rete in Iran, il MEK ha denunciato che il programma segreto dei mullah sulle armi nucleari è diretto dall’IRGC, così come il coinvolgimento dell’IRGC nelle attività terroristiche, nel programma missilistico e nelle atrocità nei cofronti del popolo iraniano, ma finora gli europei hanno deciso di ignorare questi fatti.

È ora che l’Europa ponga fine alla sua fatale inazione nei confronti dell’IRGC e alla sua politica sull’Iran. Davvero è ora che riveda il suo approccio nei confronti dell’Iran guardando ben oltre gli interessi economici a breve termine. Le conseguenze negative sono di gran lunga superiori ai benefici a breve termine che derivano dall’aiutare, grazie agli accordi commerciali, il principale stato sponsor del terrorismo ed in particolare il suo braccio più repressivo, l’IRGC. Ma ben più importante, i governi europei devono rendersi conto che il regime teocratico è traballante e molto vulnerabile in patria. L’Europa non deve puntare tutto su una carta sola, non deve gettare via una capacità di influenza importante. Bisogna ricordare che il regime teocratico ha un disperato bisogno di avere relazioni con l’Europa e che potrebbe essere costretto a fare grossi sacrifici per ottenere queste relazioni.

A questo scopo devono essere fatti i seguenti passi:

1. Interrompere tutti i rapporti commerciali con l’IRGC e le aziende ad esso affiliate e subordinare tutti i rapporti commerciali con Teheran alla fine delle esecuzioni, alla fine dell’ingerenza dell’IRGC negli altri paesi e del supporto al terrorismo.

2. Chiedere l’immediata rimozione dell’IRGC e dei suoi affiliati dalla Siria e imporre sanzioni punitive nel caso in cui Teheran si rifiutasse di farlo.

 

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