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La differenza astronomica tra la realtà a Liberty e la descrizione fornita dall’UNAMI

e dal portavoce delle Nazioni Unite sta incoraggiando il Governo dell’Iraq ad esercitare ulteriore pressione e repressione

La deplorevole mancanza di rispetto dei diritti umani e degli standards umanitari a Camp Liberty, l’averla resa una prigione così come l’immobilismo dell’UNAMI e del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite (SRSG) e l’aver fornito delle immagini falsificate di Liberty, hannno suscitato l’indignazione internazionale. E ancora, l’informativa dell’UNAMI del 23 Agosto 2012 e le dichiarazioni del portavoce dell’ONU dello stesso giorno, sono intese a fornire ancora una volta un’immagine distorta della realtà e a dipingere la prigione di Liberty come un hotel a cinque stelle. L’informativa recita: “Il GoI consente ai residenti di Hurriya (Liberty) di prendere accordi per la fornitura di ……. manutenzione e la riparazione delle attrezzature… I residenti sono liberi di intraprendere progetti di ristrutturazione con l’approvazione della direzione del campo. Hanno completato una serie di interventi paesaggistici e di rifacimento delle costruzioni. Essi sono anche liberi di far accedere ditte esterne per implementare questi progetti, con il consenso della direzione del campo … Il campo ha una struttura mensa con una cucina industriale, una palestra completamente attrezzata, una moschea, diversi centri di aggregazione e numerosi spazi ricreativi …. Acqua potabile imbottigliata viene importata dai residenti. Inoltre, ogni residente ha almento 200l di acqua al giorno per l’igiene e altri usi … Una stazione di pompaggio e un impianto per la purificazione dell’acqua si sta installando nel campo. L’elettricità attualmente viene fornita da 19 generatori, la metà dei quali sono continuamente in funzione per far sì che venga fornita elettricità 24 ore al giorno.”
Questo è un palese tentativo di mascherare la situazione a Liberty, insabbiare le azioni dell’UNAMI e del Rappresentante Speciale su questa questione e, allo stesso tempo, funge da incoraggiamento per il regime iraniano e i suoi fantocci in Iraq ad esercitare ulteriore pressione e repressione sui residenti di Ashraf e Liberty. Questa informativa omette di menzionare molti fatti, ne ha distorti molti altri e li ha mostrati all’inverso o ha cercato di riconoscere al GoI e all’UNAMI alcuni progressi raggiunti unicamente grazie al duro lavoro dei residenti ed agli enormi costi da loro sostenuti.
1. Il Memorandum di Intesa (MoU) che il SRSG ha firmato con il GoI senza il consenso e la conoscenza dei residenti e che non contemplava neanche molti dei requisiti minimi da essi richiesti, è stato costantemente violato dal GoI. Ciononostante, l’UNAMI è sempre, come anche in questa informativa, rimasto in silenzio di fronte a queste flagranti violazioni. Ma ancor peggio, lodando il GoI, lo ha praticamente incoraggiato a violare i diritti dei residenti di Ashraf e Liberty.

2. Il MoU sottolinea che gli standards umanitari e i diritti umani devono essere rispettati a Camp Liberty. Ma l’UNAMI rimane sempre in silenzio di fronte alla violazione dei diritti umani a Liberty. In questa informativa, come in tutte gli altri comunicati dell’UNAMI, non c’è stata alcuna obiezione alla mancanza di libertà di circolazione dei residenti, alla mancanza del permesso di avere accesso ai loro avvocati. Questi non rientrano nei principi fondamentali dei diritti umani? Non è stato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) nei suoi numerosi comunicati, come quelli rilasciati il 1° Febbraio, il 1° e il 28 Marzo 2012 ad affermare la necessità della libertà di circolazione per i residenti di Liberty?

3. Il SRSG e l’UNAMI hanno deliberatamente dimenticato il rapporto del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria, che dichiarava che Liberty è una prigione. Questo rapporto, pubblicato il 17 Luglio 2012 affermava che “Le condizioni di Camp Liberty equivalgono a quelle di un centro di detenzione…., non c’è alcuna giustificazione legale per trattenere le suddette persone o altri individui a Camp Liberty e che una tale detenzione non è in conformità con gli standards e i principi delle leggi internazionali sui diritti umani (Articolo 9 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani e articoli 9 e 10 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici). Il Gruppo di Lavoro ha richiesto al Governo dell’Iraq di “fare i passi necessari per riportare le condizioni a Liberty in conformità con gli standards e i principi stabiliti nella Dichiarazione Universale sui Diritti Umani e nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.” Ha richiesto “l’immediato rilascio e la rimozione di tutti i vincoli alla libertà di circolazione,” e anche un “diritto al risarcimento applicabile secondo l’articolo 9, paragrafo 5 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.”

4. La missione dell’ONU deve difendere gli standards di vita dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Nessuno può discutere il fatto inconfutabile che gli standards di vita a Liberty sono eccessivamente più bassi di quelli di Ashraf. La descrizione fornita dall’informativa dell’UNAMI, se anche fosse assolutamente accurata, cosa che non è, avrebbe potuto essere accettabile per dei richiedenti asilo recentemente scappati dal loro paese, ma non per coloro che hanno trasformato un pezzo di terra arida e desolata in una città moderna, con le loro sole forze e a loro spese nei ultimi 26 anni. L’UNAMI non offre alcuna spiegazione sul perché giustifichi una tale spaventoso degrado degli standards di vita. Ai residenti di Ashraf è stata data solo la scelta tra l’essere attaccati e massacrati o trasferirsi alla prigione di Liberty. Questo equivale ad uno sfratto forzoso. Specificatamente, dal momento che i residenti avevano espresso la loro disponibilità ad essere trasferiti in paesi terzi, uno spostamento all’interno dell’Iraq era inutile e fino ad ora ha solo ritardato il trasferimento presso paesi terzi. Il Congresso degli Stati Uniti, il Parlamento Europeo e moltissimi organismi in difesa dei diritti umani, in numerose occasioni hanno chiesto che le richieste di asilo da esaminare e gli accertamenti per il trasferimento presso paesi terzi venissero condotti ad Ashraf. Il Congresso americano nella risoluzione approvata il 2 Novembre 2012 chiese “… di ritardare la chiusura del campo (Ashraf) fino a che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati non fosse stato in grado di risistemare i residenti in un altro paese.” (Associated Press, 2 Novembre 2011).

5. Esattamente al contrario a quanto affermato dall’UNAMI, otto mesi dopo la firma del MoU e sei mesi dopo l’arrivo dei residenti a Liberty, nonostante le numerose richieste e la corrispondenza intercorsa tra i residenti e i loro rappresentanti e i rappresentanti dell’UNAMI, il GoI e il Governo americano, il comitato per la soppressione dei residenti di Ashraf e Liberty nell’ufficio del Primo Ministro non ha rilasciato alcun permesso di costruzione a Liberty. Nessuna ristrutturazione e neanche riparazioni sono state fatte e le ditte esterne non hanno ricevuto il permesso di entrare a Liberty. Nessun permesso per la costruzione di rampe di accesso, spazi attrezzati per i residenti disabili, tendoni parasole, portici, marciapiedi in asfalto o cemento, è stato rilasciato. E allo stato attuale delle cose i residenti, compresi i residenti disabili e anziani sono costretti a camminare su strade sterrate. Le ditte che eccezionalmente sono riuscite ad entrare a Liberty, sono state talmente molestate dalle forze irachene che hanno rinunciato a lavorare a Liberty.

6.  L’informativa afferma che “i residenti sono liberi di intraprendere progetti di ristrutturazione con l’approvazione della direzione del campo.” Ancora si vuole nascondere la realtà del fatto che la direzione del campo sia Mohammad Sadeq, agente delle forza terroristica Qods del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran (IRGC) e principale responsabile dei due massacri del Luglio 2009 e Aprile 2011. Sadeq è sotto inchiesta del tribunale spagnolo e quando si è recato a Bruxelles come membro della delegazione ufficiale del GoI, gli è stato proibito di entrare al Parlamento Europeo ed è stato arrestato in Francia con l’accusa di complicità in atti di tortura. Verrebbe da chiedersi se secondo il SRSG questa direzione del campo sia il linea con gli standards umanitari e con i diritti umani.

7. Il fatto che i residenti grazie alla loro creatività, al duro lavoro e utilizzando i più rudimentali strumenti abbiano piantato fiori, abbiano costruito alcune aree pubbliche o abbiano trasformato dei depositi fatiscenti e delle roulotte in impianti sportivi, non ha nulla a che fare con il GoI o l’UNAMI. Il GoI ha fatto di tutto per impedire il miglioramento delle condizioni di vita a Liberty. A questo scopo e per rendere le condizioni di vita persino più dure, ha impedito il trasferimento a Liberty di attrezzature come veicoli personali, gru, muletti, attrezzature tecniche e per l’edilizia. Queste attrezzature sono assolutamente necessarie per la vita quotidiana di una comunità di diverse migliaia di persone.

8. I negoziati e la corrispondenza tra i residenti e i loro rappresentanti e i rappresentanti dell’ONU e del Governo U.S.A. nei sei mesi scorsi, per ottenere il trasferimento di soli cinque muletti a bassa potenza (tra le decine di muletti), sono stati inutili. Il risultato è stato che i residenti cono stati costretti a trasportare carichi pesanti a spalla o a mano, e questo ha portato a molteplici casi di gravi danni fisici. Allo stesso modo, a dispetto dell’accordo fatto con il SRSG, il GoI ha impedito il trasferimento  di un veicolo ogni 40 residenti (in totale solo il 5% dei veicoli dei residenti). Questi veicoli sono necessari per i trasporti con un clima così torrido, in particolare per i residenti malati e disabili. “Rendere le condizioni di vita intollerabili” è la politica dichiarata del GoI. Fu annunciata dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Maliki nel momento immediatamente seguente al trasferimento al GoI della protezione di Ashraf.

9. Non solo la carenza di acqua, ma anche l’approccio dell’UNAMI e del Rappresentante Speciale a questa questione è molto deludente. All’inizio si è finto che non ci fosse carenza di acqua a Liberty e ai residenti furono mandate delle foto di rubinetti da cui scorreva l’acqua. Nonostante questo è stato accertato in seguito che, non solo a Liberty non c’era acqua potabile, ma non c’era neanche acqua corrente nel campo. Quotidianamente, circa 100 residenti con enormi sforzi cercano di trasportare l’acqua a Liberty da una distanza di 12 Km. Impedendo il trasferimento delle cisterne per l’acqua da Ashraf a Liberty, il GoI rende la fornitura di acqua persino più difficoltosa. Nonostante tutti questi sforzi, molte volte il livello dell’acqua non è sufficiente per i residenti dato che una parte considerevole viene usata per raffreddare il generatori obsoleti.
Il SRSG ha ripetutamente promesso ai residenti che Camp Liberty sarebbe stata allacciata alla rete idrica cittadina. In una lettera datata 24 Aprile, scrisse ai rappresentanti dei residenti che i lavori preliminari erano iniziati e che Camp Liberty sarebbe stata presto connessa alla rete idrica principale della città. Il 28 e 31 Maggio, il SRSG informò i residenti che il campo sarebbe stato allacciato alla rete idrica cittadina prima del Ramadan. Ma poi, a Giugno, ha informato i residenti che il progetto non era fattibile. Di conseguenza, il 26 Luglio, Maryam Rajavi ha presentato al SRSG un piano secondo il quale i residenti avrebbero potuto pompare l’acqua da un fiume vicino a Camp Liberty e purificarla all’interno del campo. Questo piano sarebbe costato $2.550.000, cifra che i residenti avevano acconsentito a pagare completamente e se non fosse stato per l’ostruzionismo del GoI il progetto sarebbe stato già completato. Nonostante i costi siano stati pagati dai residenti e le attrezzature siano state acquistate, questo progetto procede lentamente e con enorme difficoltà a causa degli ostacoli posti dal GoI.

10. Contrariamente a quanto affermato nell’informativa, l’elettricità resta un serio problema a Liberty. Il GoI sta impedendo il trasferimento di sei generatori da 1,5Megawatt da Ashraf a Camp Liberty. Questi generatori possono giocare un ruolo importante nel fornire energia a Camp Liberty. Furono acquistati   ed installati nel periodo in cui il campo era sotto il controllo delle forze statunitensi e i loro documenti di acquisto sono stati dati al SRSG, all’UNAMI e alle autorità americane. I 19 generatori a cui si riferisce l’UNAMI sono completamente fuori uso e alcuni di essi sono totalmente inutilizzabili. Perciò consumano tantissimo carburante, tant’è che i residenti hanno dovuto spendere circa 2,5 milioni di dollari di carburante in 6 mesi. Il GoI non permette ai residenti di acquistare il carburante sul mercato iracheno e perciò devono importarlo da fuori l’Iraq ad un prezzo dieci volte più alto.

11. In una recente valutazione fatta su questi generatori alla fine di Luglio, la British Cummins Company ha sottolineato: “Le ore di funzionamento di questi generatori a tuttora sono tra le 12000 e le 18000, di solito si devono fare revisionare il motore e l’alternatore quando le ore lavorative arrivano a questo punto, cosa che non è stata fatta per questi generatori. Questo potrebbe causare dei problemi e potrebbe far guastare un generatore in qualunque momento. Noi abbiamo controllato 14 generatori: 5 generatori anno problemi al motore o, mancando di alcune parti, sono guasti e non possono essere usati; sette generatori hanno bisogno di una revisione del motore e la loro potenza ed efficienza è molto bassa, la maggior parte producono meno del 50% di potenza sebbene abbiano un consumo di carburante e olio molto alto; due generatori a causa di problemi al radiatore possono essere usati solo per alcune ore del giorno o della notte.
La temperatura dell’acqua di questi generatori diventa molto alta e questo, insieme all’alto consumo di carburante e di olio bruciato, aggiungendo le condizioni climatiche molto calde, fa sì che il sistema
debba essere raffreddato gettando acqua sul radiatore. La quantità di acqua necessaria per raffreddare tutti questi generatori e di almeno 12.000 litri al giorno.
A causa della mancanza di adeguati servizi di manutenzione periodici e mensili, il consumo di carburante di questi generatori è molto alto.
Il costo finanziario della riparazione di questi generatori sarebbe molto alto e considerando le restrizioni e le limitazioni della parte in Iraq, ci vorrebbe molto tempo prima che le riparazioni venissero completate.
Alla fine, dopo tutte le riparazioni e dopo aver aggiustato tutti i generatori, ogni settore dovrà avere un generatore di riserva per essere al sicuro.”

L’UNAMI e i funzionari americani sono stati informati del suddetto documento il 14 Agosto.

12. Se secondo l’informativa e il portavoce dell’ONU gli standards internazionali e le minime necessità umanitarie vengono soddisfatte a Liberty, perché il GoI non permette alle famiglie, agli avvocati, ai parlamentari, ai difensori dei diritti umani e persino agli ufficiali militari americani che hanno avuto l’incarico di proteggere Ashraf in passato e ora hanno richiesto di visitare Camp Liberty, di entrare nel campo? Perché i cancelli di Liberty sono chiusi per queste persone? E perché l’UNAMI non ha appoggiato il loro tentativi di visitare Camp Liberty?

Le affermazioni infondate sulle condizioni a Camp Liberty, la pubblicazione di falsi rapporti, così come la selezionare e il ritocco delle foto, non sono cose nuove e sfortunatamente sono state la norma per l’UNAMI e il SRSG in questo periodo. La descrizione dell’UNAMI dell’area del campo assegnata ai residenti, ridotta da 40 km2  a 600 m2, le condizioni dei containers, del sistema idrico e quello fognario, delle strutture per i disabili ecc., sono astronomicamene lontane dalla realtà.
Piuttosto che continuare di cercare di dare un’immagine irreale della situazione a Liberty, le Nazioni Unite dovrebbero obbligare il GoI ad impegnarsi a fornire le condizioni per rispettare gli standards umanitari e i diritti umani, e dovrebbero cercare di aprire le porte di Camp Liberty  agli avvocati, ai parlamentari e ai difensori dei diritti umani e di riportare le continue violazioni del GoI al Consiglio di Sicurezza dell’ONU chiedendogli di intervenire per salvaguardare la sicurezza e la protezione dei residenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
25 Agosto 2012

 

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