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La dichiarazione di guerra del governo iracheno alle Nazioni Unite e la condanna a morte per i residenti di Ashraf

 USA, UE, grave responsabilità delle Nazioni Unite di prevenire una catastrofe umanitaria ad Ashraf

L’ambasciata irachena a Bruxelles ha comunicato al Parlamento europeo la posizione del governo iracheno sulla questione di Campo Ashraf in un documento ufficiale di 10 punti. Il documento è falso e illegale nella sua interezza ed equivale a una dichiarazione di guerra virtuale per la comunità internazionale, le Nazioni Unite e ad una condanna a morte per i residenti di Ashraf. Ribadisce l’intenzione di cancellare il campo entro la fine dell’anno, afferma che i 3400 residenti di Ashraf sono terroristi, nega che essi abbiano qualsiasi status di rifugiati o di protezione ai sensi delle Convenzioni di Ginevra e conferma che la loro continua presenza sta creando difficoltà con il vicino Iran . Si oppone in modo chiaro al tentativo da parte dell’UNHCR di intervistare i residenti e di fornire loro lo status di rifugiati.
Il documento sottolinea che “il governo iracheno si impegna nella sua decisione di chiudere Campo Ashraf entro la fine del 2011”, e dal momento che il reinsediamento “non ha portato ad alcun risultato a causa del rifiuto sia da parte degli abitanti del campo di evacuare, o della non disponibilità di tali Stati a riceverli …, al governo iracheno non è stata lasciata altra scelta di evacuare il campo sulla base del principio di sovranità, e di trasferire i suoi residenti in altri campi in Iraq e di facilitare il loro viaggio fuori dall’Iraq durante il periodo trascorso da questo anno “.
Il documento ignora deliberatamente i vasti sforzi dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), la Missione delle Nazioni Unite di Assistenza all’Iraq (UNAMI), l’Unione europea e Stati Uniti, che si sono fatti in quattro per trovare una soluzione pacifica al problema di Ashraf che coinvolge il reinsediamento dei residenti, ma sono stati ripetutamente bloccati ogni volta dal governo iracheno. Il documento è un palese sforzo di preparare il terreno per il massacro dei residenti di Ashraf, evidentemente per volere del regime iraniano. L’UNHCR, il Parlamento europeo, il Congresso degli Stati Uniti, Amnesty International e altri organismi internazionali hanno ripetutamente chiesto nei mesi scorsi che il termine ultimo del tutto impraticabile per la chiusura di Ashraf entro la fine del 2011 dovrebbe essere prorogato fino al momento in cui lo status di rifugiati dei suoi abitanti possa essere affermato dall’UNHCR, consentendo il loro trasferimento in sicurezza verso paesi terzi.
I 10 punti del documento dimostrano chiaramente che questa politica è stata dettata dal regime iraniano. Si afferma esplicitamente che l’Iraq si impegna alla non ingerenza negli affari interni degli stati confinanti e “l’esistenza di questa organizzazione pone però problemi con l’Iran.” In un’altra parte del documento si afferma, “La presenza di questa organizzazione in Iraq … minaccia la sicurezza dei paesi vicini e dà una scusa per i paesi vicini [Iran] per interferire negli affari interni dell’Iraq “. Il documento afferma nell’articolo 10,” l’Iraq, come paese democratico e pacifico, vuole costruire relazioni pacifiche con i paesi vicini [Iran]… “
Il documento afferma falsamente che la ragione per la chiusura di Ashraf “l’Organizzazione dei Mojahedin [PMOI] è già stata classificata dalla comunità internazionale come un’organizzazione terroristica” e “La presenza dell’organizzazione è vietata dalla Costituzione irachena che vieta la presenza di qualsiasi entità terrorista in territorio iracheno “.
La lettera dice ridicolmente, “L’Iraq sta trattando con i residenti del campo in quanto individui e in conformità con i principi dei diritti umani e le norme di diritto internazionale, sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e in base al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici.” Appare che il massacro di 47 residenti, il ferimento di oltre 1.000 altri, i barbari tre anni di assedio di Ashraf, e la negazione di strutture mediche che causa la dolorosa morte di pazienti malati e feriti, è secondo il governo iracheno parte integrante dei principi dei diritti umani sanciti dal diritto internazionale. Questo è semplicemente uno scherzo!
Dal momento che la lettera non lascia dubbi sulle intenzioni del governo iracheno del massacro dei residenti di Ashraf, trovo necessario sottolineare i seguenti punti:
1. La comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti d’America, l’Unione Europea e le Nazioni Unite, devono mobilitare tutti i loro sforzi per evitare un altro bagno di sangue prevedibile e la ripetizione di Srebrenica ad Ashraf. Il governo iracheno, le cui mani sono macchiate del sangue dei rifugiati iraniani disarmati e indifesi, è salito al potere con l’aiuto degli Stati Uniti, dei governi occidentali britannici e di altri. Questi paesi, quindi, portano una grande responsabilità morale nel prevenire questa catastrofe incombente
2. La comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti d’America e l’Unione europea, devono sostenere pienamente la missione delle Nazioni Unite e dell’UNHCR per l’affermazione dello status di rifugiati dei residenti di Ashraf e del loro reinsediamento in paesi terzi. Devono costringere il governo iracheno a rinviare la scadenza fino al completamento di questo processo. Gli Stati Uniti in particolare, devono evitare una grande tragedia, impedendo al governo iracheno di dare esecuzione agli ordini della dittatura fascista in Iran, che cerca l’annientamento di Ashraf. Se una tale tragedia si verificasse, gli Stati Uniti sarebbero maggiormente responsabili.
3. L’Unione europea e il suo Alto Rappresentante, Catherine Ashton, deve adottare una posizione chiara, condannando il termine iracheno e qualsiasi trasferimento forzato dei residenti di Ashraf in Iraq. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero immediatamente accettare alcuni dei residenti di Ashraf, in particolare i malati ed i feriti e le persone che hanno richiesto asilo o che hanno rapporti familiari nei paesi europei. Questo sarebbe un segno tangibile che il processo di evacuazione è iniziato e renderebbe qualsiasi invasione del campo da parte delle autorità irachene più difficile da realizzare sotto gli occhi dei media mondiali.
4. Le promesse dal governo iracheno sono inutili. Poche ore prima dell’inizio della sparatoria nel mese di aprile 2011, i residenti di Ashraf hanno ricevuto un messaggio tramite l’ambasciata degli Stati Uniti da parte del Primo Ministro iracheno che dava assicurazioni che non ci sarebbe stata violenza. Quando i residenti di Ashraf saranno dispersi in piccoli gruppi, le forze irachene e la forza terroristica Qods iraniana li tortureranno e assassineranno senza che il mondo ne sia informato. In tali circostanze, se il mondo si fa da parte e permette che cose seguano il loro corso senza intervenire, i residenti di Ashraf, tra cui più di 1000 donne, affronteranno una morte certa.

Struan Stevenson, eurodeputato

Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Iraq

18 NOVEMBRE 2011
 

 

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