sabato, Novembre 26, 2022
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L’ONU renderà noti i nomi dei sospettati di crimini di guerra in Siria

Bambini siriani uccisi dagli attacchi chimici di Assad

Gli investigatori delle Nazioni Unite sui crimini di guerra, intendono rendere noti i nomi dei sospetti coinvolti nei quattro anni di guerra in Siria e trovare nuove vie per assicurarli alla giustizia.

Una fonte diplomatica ha detto alla Reuters che la Commissione d’Inchiesta indipendente, guidata dall’investigatore brasiliano Paulo Pinheiro, potrebbe rendere noti alcuni o tutte le centinaia di nomi sulla lista segreta dei sospetti al Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani del 17 Marzo.

Questa mossa, annunciata venerdì, viene considerata un cambiamento radicale nella strategia degli investigatori sui crimini di guerra, i quali hanno già compilato quattro liste ma le hanno tenute segrete.

Nelle liste vi sono comandanti militari e della sicurezza, capi delle strutture di detenzione e comandanti di gruppi armati non-statali. Queste prime quattro liste confluiranno in una nuova quinta lista.

Il rapporto, ultimo di una serie, che documenta violazioni dei diritti umani come la tortura, i crimini sessuali, l’omicidio e utilizzo di bambini-soldato, dice che la comunità internazionale non ha rispettato il suo dovere di proteggere i civili siriani.

Questa guerra ha ucciso più di 200.000 persone e costretto altri 10 milioni a lasciare le proprie case innescando una crisi umanitaria nella regione che sembra non aver fine.

Senza nominare gli alleati di Bashar al-Assad, come il regime iraniano, gli investigatori hanno detto chiaramente che incolpano questi paesi per questi continui spargimenti di sangue.

La commissione potrebbe presentare la lista dei presunti criminali di guerra ad un meeting al Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani, il 17 Marzo a Ginevra.

Intanto l’ex-Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, Navi Pillay, in una recente intervista ha detto che lei aveva avvertito il Consiglio di Sicurezza dell’ONU delle violazioni dei diritti umani perpetrate in tutto il mondo, tra cui la Siria, ma che nessuna azione è stata intrapresa per “scarso interesse politico”.

Navi Pillay ritiene che la comunità internazionale abbia la responsabilità della guerra civile che continua ad infuriare e che l’ISIS abbia guadagnato terreno in Siria e Iraq, secondo un’intervista rilasciata a NKR.

E ha detto inoltre: “La comunità internazionale ha fallito. Avremmo dovuto prevederlo”.

La Pillay ha inoltre chiesto al Consiglio di Sicurezza di dimostrare una maggiore disponibilità a prendere delle misure per porre fine al conflitto in Siria e ne ha sottolineato l’urgenza.

“Mi auguro che altri possano sentire le grida di aiuto della gente comune. Queste persone dicono che non sono protette. La comunità internazionale deve rispondere. Abbiamo il dovere di intervenire quando uno stato non riesce a proteggere la sua stessa popolazione”, ha aggiunto.

 

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