mercoledì, Dicembre 7, 2022
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“Il denaro della droga viene usato nella politica iraniana” ammette il Ministro degli Interni

“Il denaro sporco”, tra cui il denaro ottenuto dal traffico di droga “è entrato nella vita politica dell’Iran e viene utilizzato nelle elezioni e nel processo decisionale” ha ammesso il Ministro degli Interni del regime iraniano.

Abdolreza Ahmadi-fazli è stato citato dall’agenzia di stampa ufficiale IRNA che ha detto: “Larga parte della corruzione morale di questo paese deriva dall’introduzione del denaro sporco nella politica”. Parlando ad un seminario degli ufficiali di polizia lunedì ha detto: “Parte di questo denaro è ora nella politica”.

Secondo Rahmani Fazli il denaro proveniente sia dal traffico di droga che dal contrabbando, ammonta ogni anno ad un equivalente di circa 20 miliardi di dollari (17,5 miliardi di euro).

L’Iran era al 136° posto, su 175, lo scorso anno in una classifica delle nazioni ritenute corrotte dal Transparency International, un’organizzazione non governativa.

Recentemente si è scoperto che 170 membri del parlamento dei mullah hanno preso tangenti.

Questa corruzione è stata rivelata durante il processo del primo vice dell’ex-presidente del regime Mahmoud Ahmadinejad.

Nella lotta di potere tra le cricche al governo il vice di Ahmadinejad, Mohammadreza Rahimi, è stato incriminato e condannato a cinque anni di prigione.

In una lettera aperta Rahimi ha rivelato di aver corrotto 170 parlamentari per un totale di 1200 miliardi di toman, che equivalgono a 4,5 miliardi di dollari dell’epoca.

Le bande legate al regime teocratico sono i principali distributori di droga del paese, dato che i loro agenti diffondono intenzionalmente l’uso della droga tra i giovani e gli adolescenti, in particolare tra gli studenti delle scuole superiori e quelli universitari, per distogliere la loro attenzione e non venire coinvolti in attività anti-governative. 

I membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) ha assunto il controllo del traffico di droga in tutto il paese, utilizzando questo commercio multi-miliardario per stabilire legami con la rete criminale mondiale e portare avanti il suo obbiettivo di minacciare l’Occidente.

Il regime dei mullah inoltre, conta sul commercio illegale della droga come fonte di valuta forte, terribilmente necessaria, parte della quale viene spesa dal regime per esportare il terrorismo e il fondamentalismo all’estero.

La gran mole di narcotici viene mandata all’estero attraverso i canali internazionali del traffico della droga.

Un membro dalla forza Quds del regime iraniano, un’unità di élite delle Guardie Rivoluzionarie, che aveva  progettato di uccidere l’ambasciatore saudita negli Stati Uniti nel 2011, aveva cercato di ingaggiare un membro del cartello della droga messicano per far saltare in aria un ristorante di Washington.

 

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