giovedì, Gennaio 26, 2023
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L’ONU estende il mandato del suo inviato sui diritti umani in Iran

Il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha votato mercoledì per estendere il mandato del Dr. Ahmed Shaheed, Inviato Speciale dell’ONU sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran.
I prigionieri politici in Iran, compresi i sostenitori del principale gruppo di opposizione, i Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK), avevano scritto ai membri del Consiglio all’inizio di questo mese esortandoli ad appoggiare l’estensione del mandato del Dr. Shaheed durante la sessione di questo Consiglio.

La decisione è stata approvata con 20 voti a favore e 15 contrari, con 11 astensioni.
Il Dr. Shaheed la scorsa settimana ha espresso nuovamente le sue preoccupazioni per il tasso di esecuzioni estremamente alto, in particolare quelle dei minorenni, e per l’amministrazione della giustizia profondamente viziata in Iran.
Il regime iraniano ha giustiziato almeno 966 prigionieri nel 2015, il tasso più alto degli ultimi 10 anni, ha detto il Dr. Shaheed alla presentazione del suo ultimo rapporto al Consiglio ONU per i Diritti Umani avvenuta il 14 Marzo a Ginevra.
“Con almeno 16 minorenni presumibilmente impiccati tra il 2014 e il 2015, l’Iran resta uno dei pochi paesi che ricorre ancora a questa pratica nonostante i rigidi divieti posti dalla legge internazionale”, ha detto il Dr. Shaheed, esortando gli esponenti del regime iraniano ad “accantonare una riforma frammentaria a riguardo e a garantire, una volta per tutte, che nessun ragazzo o ragazza che commetta un crimine prima dei 18 anni venga mai messo a morte”.
Il Dr. Shaheed ha anche sottolineato i vizi strutturali presenti nell’amministrazione della giustizia penale, che vanno da leggi che violano espressamente gli obblighi legali del regime iraniano, al fallimento della sicurezza, dell’intelligence e dei funzionari della magistratura ad una applicazione adeguata e fedele delle norme della legge iraniana che rispettano le leggi internazionali.
Il Dr. Shaheed ha parlato di notizie su individui accusati di crimini contro la sicurezza nazionale o legati al narco-traffico, che spesso vengono privati dei più fondamentali diritti ad un giusto processo e ad un procedimento equo, tra cui un adeguato accesso agli avvocati, lunghi periodi di reclusione in isolamento, torture, maltrattamenti e confessioni estorte con la forza usate in tribunale per assicurarsi le condanne.
Il rapporto del Dr. Shaheed, che valuta fatti risalenti anche ad Ottobre 2015, si occupa anche di altre questioni che suscitano gravi preoccupazioni, come le limitazioni del diritto alla libertà di espressione, alla libertà di associazione e al diritto di tenere libere ed eque elezioni, ai diritti delle donne e preoccupazioni riguardanti i diritti della minoranze etniche e religiose, riporta il sito web dell’ONU.
Il Dr. Shaheed ha sollecitato il regime a concedergli di visitare il paese.
Gli esperti indipendenti o gli inviati speciali vengono nominati dal Consiglio per i Diritti Umani per esaminare e riferire sulla situazione di un paese o su una questione specifica riguardante i diritti umani.

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