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L’Iraq impedisce la sepoltura dei membri dell’opposizione iraniana vittime dell’attacco missilistico

CNRI – Nonostante siano passati 160 giorni dall’ultimo attacco missilistico a Camp Liberty, il Comitato del Primo Ministro iracheno incaricato della repressione dei membri dell’opposizione iraniana si rifiuta di consegnare i corpi delle vittime dell’attacco ai familiari e agli amici per la sepoltura.

 

Ostacolare la sepoltura delle vittime di un attacco è un metodo ben noto utilizzato dal comitato per torturare psicologicamente i residenti di Camp Liberty.

Nel criminale attacco missilistico al campo del 26 Dicembre 2013, durante il quale furono usati missili da 107 e 240 mm ad alto potenziale distruttivo, vennero uccisi quattro membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK): Mohammad-Javad Saleh-Tehrani, Mahmoud Bornafar, Abbas Namvar e Yahya Ziarati.

Questi impedimenti alla loro sepoltura vengono posti nonostante tutte le procedure legali e amministrative per la consegna dei corpi siano state completate e non ci siano giustificazioni per alcun tipo di ritardo. Gli enormi sforzi dei residenti e dei loro rappresentanti sono stati inutili.

Dal giorno dell’attacco, i residenti si sono rivolti al quartier generale della polizia irachena più di 50 volte. I loro rappresentanti e consulenti legali hanno costantemente sollevato la questione con gli osservatori dell’UNAMI ed hanno scritto numerose lettere alle Nazioni Unite, all’Ambasciata U.S.A. a Baghdad e al governo iracheno a questo proposito.

Oltre ad impedire la sepoltura delle vittime dell’attacco missilistico di Dicembre, gli agenti del primo ministro iracheno stanno ostacolando anche la sepoltura del membro del PMOI Mohammad Babaii, deceduto il 28 Aprile a causa del blocco sanitario al campo e alla mancanza di libero accesso ai servizi sanitari per i residenti.

La Resistenza Iraniana chiede al Governo degli Stati Uniti, alle Nazioni Unite e al Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Iraq, nonché a tutte le organizzazioni per i diritti umani, di condannare questi provvedimenti disumani e anti-islamici, e di intraprendere un’azione immediata per permettere il trasferimento delle salme dei residenti e la loro sepoltura.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Giugno 2014

 

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