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L’Iran aumenta la pressione sui prigionieri politici durante le cerimonie del Nowrouz 1393

Percosse, trasferimento in isolamento, divieto di visite e telefonate, danneggiamento e confisca di effetti personali…..

Gli aguzzini delle Guardie Speciali della prigione centrale di Urmia, il 31 Marzo hanno attaccato il braccio 12 in cui si trovano i prigionieri politici. Gli agenti, fino a 40, su ordine del capo della prigione, hanno perquisito le celle e confiscato scritti e libri dei prigionieri e ne hanno distrutto gli effetti personali.

Poi gli aguzzini hanno trasferito diversi prigionieri politici nelle celle di isolamento. Quattro giorni prima, gli aguzzini del regime avevano minacciato e tormentato Sami Hosseini, un prigioniero politico condannato a morte.

Mercoledi 27 Marzo, nella prigione di Gohardasht, un aguzzino di nome Khazaie ha insultato prigionieri comuni e politici della prigione con un megafono. In seguito a ciò, oltre 300 prigionieri politici e prigionieri comuni hanno protestato rifiutandosi di prendere la colazione. La protesta si è rapidamente diffusa alle altre sezioni della prigione di Gohardasht tanto che gli aguzzini, temendo il montare della protesta dei prigionieri, sono stati costretti a scusarsi.

Attualmente sono detenuti in questa prigione anche il prigioniero politico Ali Moezzi, parente di alcuni residenti di Liberty e prigioniero politico negli anni ’80, il Reverendo Behnam Irani e il blogger Mohammd Reza Pourrshajary.

Queste pressioni sono il seguito delle misure repressive imposte dal regime durante i festeggiamenti per il Nuovo Anno, che vengono applicate con maggiore durezza ai detenuti.

La sera di venerdi 21 Marzo, le guardie della prigione centrale di Zahedan, nel corso di un brutale attacco hanno insultato e picchiato i prigionieri del braccio 5 e li hanno trasferiti nel cortile della prigione. Questi aguzzini hanno gettato gli effetti personali dei prigionieri nel corridoio ed hanno proseguito distruggendo o rubando le loro cose. I prigionieri hanno protestato contro questo atto e una guardia di nome Rezai, ha duramente picchiato uno dei prigionieri che protestavano. Lo hanno poi portato in cella di isolamento con il naso sanguinante.

Nella prigione di Evin, dopo aver cancellato tutti i permessi per i prigionieri, è stata anche cancellata la prima visita settimanale ai prigionieri e gli è stato proibito di telefonare alle famiglie.

Il regime teocratico, incapace di risolvere le crisi interna ed internazionale, trova nella repressione del popolo frustrato la sua sola via per affrontarle. I detenuti politici, prigionieri nelle mani del regime, subiscono una pressione maggiore. Il ricorso alle misure repressive, alla tortura e alla pressione da parte di questi aguzzini, mira a prevenire le proteste dei detenuti mentre affrontano una morte lenta nelle prigioni del regime.

 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Aprile 2014

 

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