sabato, Dicembre 10, 2022
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L’espansionismo iraniano sta distruggendo il Medio Oriente

a cura dello staff del CNRI

CNRI – L’espansionismo aggressivo del regime iraniano ha provocato violenze e divisioni in tutto il Medio Oriente, mentre i suoi sforzi per creare milizie affiliate nella regione, stanno peggiorando la situazione in tre paesi già instabili: Siria, Yemen e Iraq.

E’ ben noto che ci sono numerosi gruppi di milizie sciite filo-iraniane che combattono in Siria per il regime di Assad, ma alcuni di questi gruppi, come quello di Hashd Shaabi o le Forze di Mobilitazione Popolari, stanno anche agendo in Iraq per ostacolare la pace e la stabilità.

A Dicembre, cinque manifestanti cristiani sono stati colpiti e feriti dai membri della milizia di Hashd al-Shaabi a Bartala, Iraq settentrionale, mentre protestavano insieme ad un grosso gruppo persone, contro le aggressioni della milizia sciita contro i cristiani.

Il Capitano Agathon Saleh ha detto: “Molti cristiani sono infuriati per le pratiche della milizia Hashd al-Shaabi e le considerano alla stregua delle violazioni commesse dal gruppo terroristico del Daesh”.

Nello Yemen, la milizia sciita Houthi attacca costantemente le forze governative yemenite e i civili.

Proprio la la scorsa settimana gli Houthi filo-iraniani hanno rapito 300 persone, soprattutto anziani e bambini, nella città di Adeen. E dato che questo è accaduto subito dopo la morte del comandante Houthi, Abu Abdulrahman Al-Alwi, si pensa che possa essere stata una rappresaglia.

La guerra civile nello Yemen è iniziata nel 2014, quando gli houthi hanno conquistato la capitale Sanaa e molte altre città, costringendo il governo riconosciuto a livello internazionale, a fuggire in Arabia Saudita.

Tuttavia è in Siria che il popolo è stato più colpito dalla campagna di destabilizzazione dell’Iran, dato che le milizie filo-iraniane attaccano i civili e i gruppi di opposizione moderati.

Quasi 18.000 miliziani sciiti pare stiano combattendo in Siria per il regime di Bashar Assad, in una guerra civile iniziata nel 2011, e molti di loro sono stati reclutati dal regime iraniano o da uno dei suoi complici. Tra questi ci sono:

• 10.000 combattenti di Hezbollah, che l’Iran ha dislocato dal Libano

•   5.000 combattenti provenienti dalle zone sciite dell’Iraq, come Baghdad, Najaf e Basra

•   2.000 combattenti della brigata afghana Fatimiyun, che combattono a sud di Aleppo, Damasco e Daraa

•     500 combattenti delle brigate pakistane Zaynabiyyun, che combattono a nord di Aleppo

Oltre a tutto questo, il regime di Assad sta usando gruppi di miliziani filo-iraniani (o shabiha) per spingere le sue forze contro l’opposizione siriana. Questi forti 24.000 shabiha sono stati accusati dell’uccisione di molti manifestanti anti-Assad.

Gli shabiha, che si ritiene vengano finanziati da sostenitori del regime, come il cugino di Assad Rami Makhlouf, hanno iniziato a rimpiazzare i soldati che hanno abbandonato l’esercito siriano durante il primo anno di guerra civile, e il loro numero ha iniziato ad aumentare drammaticamente quando il regime di Assad ha iniziato a perdere potere.

 

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