mercoledì, Febbraio 8, 2023
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L’ economia iraniana sull’orlo del collasso?

Secondo un rapporto degli esperti del Congressional Research Service l’economia iraniana potrebbe declinare ed in definitiva collassare, specialmente dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano del 2015, noto ufficialmente come Piano d’Azione Congiunto Globale (PACG).

Il rapporto, intitolato “La decisione degli Stati Uniti di cessare l’attuazione dell’accordo sul nucleare iraniano” afferma: “Esiste la possibilità che l’economia iraniana declini al punto da costringere i leader iraniani ad accettare una rinegoziazione dei punti del PACG su cui Trump ha insistito. In alternativa, un grave deterioramento del quadro economico potrebbe incitare gli ufficiali iraniani a negoziare restrizioni, come limitazioni sulla portata dei missili, sul programma missilistico iraniano.”

Il rapporto riassume le rimostranze di Trump relativamente all’accordo, con riferimento al fallimento dell’accordo nell’impedire all’Iran di ottenere l’arma nucleare ed ai suoi fallimenti nell’impedire all’Iran di portare avanti la dannosa campagna espansionistica in Medio Oriente; affronta anche contestazioni legislative più ampie, come il fatto che il PACG non era stato approvato dal Senato, e tutti i trattati devono ottenere l’approvazione del Senato.

Esenzioni

Questo rapporto, documentato nel Joseph Farah G2’s bulletin, è stato scritto da Kenneth Katzman, esperto di questioni mediorientali, Paul Kerr, esperto in non proliferazione, e Valerie Heitshusen, esperta del Congresso e del processo legislativo.

Il rapporto suggerisce che c’è una lunga lista di scenari che potrebbero svilupparsi in seguito al ritiro degli Stati Uniti, incluso uno in cui le potenze mondiali (soprattutto le parti ancora contraenti, come l’Europa, la Russia e la Cina) potrebbero cercare di ottenere l’esenzione dalle sanzioni degli Stati Uniti per aver portato avanti affari con l’Iran.

Il rapporto riporta: “ L’UE potrebbe fare ciò ricorrendo allo statuto di blocco o tramite una rimostranza all’Organizzazione Mondiale del Commercio. I governi dell’UE potrebbero anche chiedere agli Stati Uniti l’esenzione dalle sanzioni.”

Il collasso dell’economia

E’ certamente possibile che, senza la partecipazione degli Stati Uniti, il PACG collassi, soprattutto se le società internazionali che non sono disposte a perdere l’accesso al mercato americano non otterranno esenzioni.

Il rapporto afferma: “Le più importanti imprese internazionali, ora che si trovano ad affrontare la minaccia di essere escluse dal grande mercato americano, potrebbero lasciare l’Iran, danneggiando così pesantemente l’economia iraniana. I leader iraniani potrebbero obiettare che l’Iran non sta più traendo benefici dall’adesione al PACG e riprendere le attività nucleari limitate dall’accordo. L’Iran potrebbe, per esempio, reinstallare centrifughe, aumentare la produzione delle centrifughe, o produrre uranio arricchito contente un quantitativo di uranio-235 superiore a quello permesso dal PACG.”

Occorre notare che l’economia iraniana è in declino da quando i mullah hanno preso il comando nel 1979.

La loro moneta, il rial, ha perso, ad Aprile, in un breve arco di tempo, un quinto del suo valore, e se ciò in parte può essere può essere stato dovuto all’incertezza relativamente alla decisione di Trump, presa l’8 Maggio, la gran parte della responsabilità dell’accaduto ricade sulle spalle dei mullah e della loro gestione dell’economia.

Con la corruzione e la cattiva amministrazione, il regime ha portato il popolo iraniano alla bancarotta ed il regime deve ora pagarne il prezzo.

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