mercoledì, Dicembre 7, 2022
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L’accordo sul nucleare iraniano sotto esame ad una conferenza a Washington

CNRI – L’accordo sul nucleare iraniano e il suo impatto sulla sicurezza regionale, la sfida delle verifiche sulle armi nucleari e sulla situazione interna in Iran sono stati discussi  lunedì durante una conferenza al National Press Club di Washington, trasmesso in diretta su ncr-iran.org.

La commissione di esperti era composta da: il Dr. Olli Heinonen, autorevole ispettore sul nucleare del Belfer Center di Harvard ed ex-vice direttore dell’organismo di controllo delle Nazioni Unite sul nucleare (AIEA), il Comandante Kirk Lippold, comandante della USS Cole all’epoca dell’attacco terroristico nello Yemen nel 2000 e Alireza Jafarzadeh, autore de “La minaccia iraniana”e vice-direttore dell’ufficio statunitense del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) che per primo rivelò i maggiori siti atomici del regime iraniano a Natanz e Arak nel 2002.

Il Dr. Olli Heinonen ha affermato, come tecnico esperto, di non essere lì per prendere le parti o per giudicare se l’accordo sul nucleare con l’Iran sia buono o cattivo, ma semplicemente per esprimersi da un punto di vista tecnico e delle verifiche. Tuttavia, ha detto che la prima cosa che lo ha colpito quando è stato annunciato l’accordo sul nucleare e che “l’Iran non sta cambiando strada sul nucleare”.

Heinonen ha  detto anche che è una grossa “debolezza” dell’accordo il fatto che ci sarà un ritardo di 24 giorni prima che l’AIEA possa ottenere l’accesso ai siti atomici. Ha detto che come già dimostrato in passato, “molto può essere sabotato” nei 24 giorni che precedono l’arrivo degli ispettori. Heinonen ha detto inoltre che il Governo degli Stati Uniti e gli altri governi renderanno pubblici i rapporti dell’AIEA.

Il Comandante Kirk Lippold nella sua dichiarazione di apertura ha detto che si oppone a questo accordo perché non ha affrontato la minaccia balistica. Ha ammesso poi che le armi balistiche e nucleari sono le più distruttive per l’umanità. Ignorare la questione dello sviluppo e della proliferazione delle armi balistiche, va a totale beneficio del regime in Iran e nessun altra parte coinvolta nell’accordo ne beneficia.

Un’altra ragione per opporsi all’accordo è che i milioni di dollari resi disponibili dall’accordo, verranno utilizzati dal regime per mantenere il suo status di sponsor numero uno del terrorismo. Il Com. Lippold ha detto che invece di essere utilizzati per le infrastrutture, la sanità e l’istruzione in Iran, i soldi andranno al terrorismo. A meno che l’accordo non venga modificato tutto quel che farà sarà legittimare le attività terroristiche del regime.

Lippold ha anche sottolineato che, contrariamente a quanto si è detto, quelli che si oppongono all’accordo non sono guerrafondai. Ha detto che il regime iraniano “ci sta portando sulla strada della guerra” e che non ci si può fidare del regime, visto come ha agito in passato. Lippold ha poi chiesto perché tutti i paesi della regione hanno espresso preoccupazione per l’accordo sul nucleare? Di sicuro questo è un chiaro indicatore del fatto che questo accordo presenta delle grosse lacune. Ed ha aggiunto che “dobbiamo ammettere che la nostra amministrazione ha fatto un errore”.

Alireza Jafarzadeh ha iniziato dicendo che una parte significativa del programma nucleare iraniano avrebbe dovuto essere smantellata durante i negoziati, ma non è questo il punto: i negoziati non sono riusciti a sventare la minaccia nucleare. Jafarzadeh ha poi sottolineato che il popolo iraniano è stufo dell’accordo ed ha confermato che non è un motivo di “orgoglio nazionale”, contrariamente a quanto affermato dai mullah.

Jafarzadeh ha detto che vorrebbe vedere i governi ecercitare più pressione sul regime, un passo importante che deve essere fatto per indebolire il regime e preparare la via alla soluzione ultima: il cambiamento democratico.

Una delle preoccupazioni principali di Alireza Jafarzadeh è che il regime ha ormai fatto molti accordi con l’AIEA, ha una vasta conoscenza su come lavora l’agenzia e ora sta utilizzando questa conoscenza per migliorare il modo di nascondere e ripulire tutto prima che a qualunque ispettore venga finalmente consentito l’accesso. Questo ritardo di 24 giorni da’ l’opportunità al regime di fare questo. Ed ha aggiunto che il regime è “marcio fino al midollo”, ma gli si sta dando l’opportunità di affinare le sue tecniche di inganno e imbroglio.

Alireza Jafarzadeh ha affermato che il regime ha già progettato e messo in opera piani clandestini per i suoi siti attualmente non dichiarati. Ciò significa che una volta presentata la richiesta per l’accesso, il regime darà inizio al suo piano per cancellare le tracce dell’uranio arricchito, per nascondere le sue attività ed ingannare come fa sempre.

 

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