Camp Liberty-attacco missilistico-No.16
La collaborazione con il regime iraniano e Maliki e il tentativo di nascondere il loro ruolo omicida nell’attacco
La Resistenza Iraniana non si incontrerà più con Kobler e chiede un rappresentante neutrale alle Nazioni Unite
Nel pomeriggio di Sabato 9 Febbraio, Martin Kobler si è presentato nell’ufficio dell’Alta Commissione delle Nazioni Unite – circa 2 km da Camp Liberty – ed ha chiesto ai rappresentanti dei residenti di andare a trovarlo. Non è riuscito a dimostrare alcuna disponibilità a vedere la distruzione nel campo, i morti e i feriti dopo il fatale attacco.
Kobler, ben guardato da uomini armati, non si è nemmeno degnato di passare 30 minuti a Liberty per osservare la distruzione. Lui è quello che si è inchinato di fronte alle richieste del regime iraniano e di Maliki per realizzare il trasferimento coatto da Ashraf a Liberty. Liberty è 80 volte più piccolo di Ashraf e ora ospita circa 3100 dissidenti.
Gli ultimi 15 anni di incontri e negoziati con Kobler hanno portato a ulteriori restrizioni e oppressione dei residenti di Campo Ashraf e Liberty e continuare con questi incontri è inutile.
La Resistenza Iraniana chiede al Segretario Generale dell’ONU di nominare un nuovo rappresentante neutrale che sostituisca Martin Kobler.
Sabato pomeriggio 9 Febbraio 2013, Martin Kobler non è riuscito neanche a denunciare verbalmente l’attacco. Tali gesti sono intesi a demolire il ruolo diretto del governo iracheno in queste atrocità. In una dichiarazione ha fatto solo riferimento ad una “esplosione di missili” all’interno di Camp Liberty. Un riferimento talmente vago ed inusuale per un lancio di oltre 40 missili a Camp Liberty, è una scusa per occultare le feroci intenzioni dei governi iraniano e iracheno.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
9 Febbraio 2013
