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Le shoccanti confessioni di Taeb, mullà molto vicino a Khamenei: La Siria è il 35° regione dell’Iran

“La formazione del bassij in Siria con la partecipazione di 60.000 hezbollahì”
“Se il nemico vuole conquistare la Siria e il Khuzestan, certamente  la priorità è difendere la Siria, perché se perdiamo la Siria perderemo Teheran”

La comunità internazionale deve intervenire e fermare il genocidio del popolo siriano

Il criminale mullà passdar, Mehdi Taeb, capo del famigerato organo dell’oppressione “base ‘Ammar” e molto vicino a Khamenei ha reso le ammissioni secondo cui l’esistenza stessa del regime iraniano dipende dal regime siriano. Taeb, il 14 febbraio ha dichiarato in un raduno di bassiji universitari che: “la Siria per noi è la 35° regione ed ha un valore strategico. Se il nemico vorrà conquistare la Siria e il Khuzestan ( la regione nel sud dell’Iran )  la priorità è difendere la Siria. Perché se conserviamo la Siria poteremo riprendere il Khuzestan, ma se la perdiamo non poteremo più conservare Teheran”.
Taeb ha aggiunto che: “noi ora siamo coinvolti in Siria, la nostra prima linea è lì e in quel fronte affrontiamo la tracotanza … La Siria possedeva un esercito ma questo non riusciva continuare una guerra civile e per fare questo abbiamo formato bassij con 60.000 hezbollahì che ha preso in consegna la guerra sulle strade”.

Il mullà Taeb è uno dei più spietato criminoso vicino a Khamenei. È il capo delle squadracce Ansar-e hezbollah e un fautore dell’oppressione e ha avuto un ruolo importante nella sanguinosa repressione dell’estate 2009 in Iran. Taeb ora a capo dell’organo repressivo “base ‘Ammar” che assolve il compito di coordinare “la guerra soft” e affronta la “offensiva colturale”. I personaggi più beceri, quali i passdar Said Ghasemi, Hossein Allahkaram, Mehdi mandegar, Mehdi kuchakzadeh, Hamid Rasai e Ravanbakhsh sono membri del Consiglio centrale della base ‘Ammar.

Prima della shoccante dichiarazione di Taeb, Khamenei aveva detto che: “la Siria è la linea strategica per l’Iran. Nonostante le difficoltà e la complessità della situazione non si deve demonizzarsi a difendere Assad fino in fondo”. Aliakbar   Velayati, il consigliere di Khamenei ha chiamato la Siria come “l’anello d’ora della resistenza” e ha detto che: “se la Siria non avesse sostenuto logisticamente l’Hezbollah di Libano nella guerra di 33 giorni e Hamas nella guerra di 22 giorni non ci sarebbe stato alcuna vittoria. La Siria ha un ruolo chiave nella regione perché la politica della resistenza sia forte o fragile. Perciò ogni offensiva alla Siria è come offendere l’Iran e i suoi alleati”. (i media governativi dell’Iran, il 26 gennaio 2013)

Il passdar Larijani nella sua vista con le autorità siriana, il 25 novembre ha detto che: “l’Iran non smetterà di sostenere la Siria e il suo presidente Hafez al-Assad”.

Le confessioni shoccanti del mullà Taeb ed altri capi del regime iraniano richiede le più urgenti iniziative internazionali per fermare le energiche ingerenze del regime dittatoriale iraniano, del Corpo dei pasdaran, della Forza terroristica Qods in Siria che violano le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

14 febbraio 2013

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