mercoledì, Novembre 30, 2022
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Khamenei ordina a Maliki di sopprimere gli Iraniani a Camp Liberty e Ashraf

CNRI  – Le fonti d’informazione del regime iraniano hanno pubblicato una velina sull’incontro tra il primo ministro Nouri al-Maliki e Heydar Moslehi, capo del Ministero dell’intelligence e della sicurezza (MOIS) iraniano tenutosi nella capitale irachena giovedì sera. Le fonti d’informazione riferiscono che Maliki avrebbe detto: “ Il governo [dell’Iraq] è intenzionato a espellere tutti i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (PMOI/MEK) in un prossimo futuro  perché questo gruppo è diventato un problema interno e regionale. (Agenzie di stampa di Stato del regime iraniano, 3 aprile 2013).
Nel mezzo di crescenti contese interne, il leader supremo del regime iraniano Ali Khamenei, che è travolto da una crisi interna e internazionale, ha dato disposizione a Moslehi di trasmettere a Maliki il suo ordine di sopprimere il PMOI e di discutere con vari politici iraniani sui modi di mantenere al potere Maliki almeno fino alle prossime elezioni irachene.
Dopo l’incontro  di martedì con Faleh al-Fayyaz,  consigliere per la Sicurezza nazionale di Al-Maliki, Moslehi ha detto che nel corso della visita “egli esaminerà seriamente la questione dell’espulsione del PMOI dall’Iraq … e con un coordinamento sul posto, se Dio vorrà, molto presto questo gruppo sarà eliminato dall’Iraq.”
Secondo un comunicato del 3 aprile, Maliki  per la prima volta ha riconosciuto il suo coinvolgimento in Siria per mantenere Bashar al-Assad al potere in quel paese. Ha detto: “Le posizioni dell’Iraq e dell’Iran sulla Siria sono assolutamente identiche.”
In risposta alla richiesta di Maliki di un allargamento della cooperazione con il regime iraniano per “l’instaurazione di una sicurezza sostenibile e la sua promozione”, Moslehi ha detto: “L’Iran fornirà la sua competenza per  avviare un’assistenza per la stabilità e la sicurezza al governo iracheno.”
“L’assistenza per la stabilità e la sicurezza” del regime iraniano non è altro che aumentare tortura, esecuzioni capitali degli oppositori in Iraq e accrescere le misure oppressive contro il PMOI. L’esecuzione capitale di 30 prigionieri politici in Iraq nei giorni precedenti all’arrivo di Moslehi  è l’anticipazione di questa cooperazione reciproca.
Dopo il suo colloquio con Moslehi, Faleh Fayyaz il 2 aprile ha dichiarato: “ E’ stato un incontro importante e abbiamo discusso di vari aspetti del progredire delle relazioni tra i due paesi su tutte le questioni che concernono la sicurezza dei due paesi. E abbiamo parlato di come giovarsi degli esperti in questo campo della repubblica islamica.” (TV irachena Al-Beladi, 2 aprile 2013).
La visita di Moslehi e il suo incontro con Maliki e Fayyaz, così come la carta bianca fornita da Martin Kobler, rappresentante speciale per l’Iraq del segretario generale dell’ONU, fanno tutti parte del piano del regime iraniano e del governo iracheno volto  al quarto massacro dei 3200 rifugiati iraniani in Iraq.
Martin Kobler ha dato via libera al quarto massacro letale dei rifugiati iraniani il 1° aprile, nella lettera che dice che egli non si sarebbe “in alcun modo associato”alle procedure giuridiche del governo iracheno per chiudere Camp Ashraf.
I 3200 rifugiati iraniani godono della protezione internazionale e il segretario generale dell’ONU e l’alto commissario per i rifugiati dell’ONU ne sono responsabili. Il governo statunitense, in cambio del disarmo, ha sottoscritto un accordo individuale con ciascuno di loro sulla cui base ricevono protezione fino alla loro destinazione finale.
La resistenza iraniana si appella alla comunità internazionale, e particolarmente alle Nazioni Unite ne al governo statunitense  perché vengano prese misure immediate per prevenire un altro massacro ad Ashraf e Camp Liberty.
Segretariato del Consiglio nazionale della resistenza iraniana
4 aprile 2013
 

 

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