mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Iraq: la sepoltura segreta dei corpi dei 52 rifugiati iraniani è un atto codardo e criminale

Comunicato Stampa dell’Ufficio di Struan Stevenson, MPE, Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq

L’annuncio improvviso del Governo dell’Iraq di aver seppellito in segreto i corpi dei 52 rifugiati massacrati dalle forze irachene il 1° Settembre dello scorso anno, è un ulteriore disgustoso oltraggio. Questo è un atto criminale e codardo, reminiscenza delle atrocità naziste.

Gli squadroni militari iracheni della SWAT, hanno brutalmente assassinato 52 uomini e donne, ammanettandone molti e poi giustiziandoli in maniera sommaria a Campo Ashraf.

Altri che erano feriti sono stati giustiziati mentre si trovavano sui tavoli operatori e nei letti di ospedale del campo per rifugiati in Iraq. Sette ostaggi sono stati rapiti, sei di loro sono donne e non se ne ha notizia da allora. Come suo solito, il regime iracheno ha negato qualsiasi conoscenza o coinvolgimento nel massacro, nonostante le prove fotografiche che mostrano i soldati indossare uniformi irachene, brandire armi americane e dimostrare conoscenza di tecniche insegnate da istruttori militari americani, attaccare ed uccidere i rifugiati disarmati.

L’UNAMI, il quale comunica quotidianamente con i sopravvissuti al massacro ora a Camp Liberty, ha cercato di far sì che il governo iracheno ridesse indietro i 52 corpi alle famiglie in modo che potessero piangerli e si potessero svolgere i funerali solenni. L’UNAMI voleva anche che si svolgessero delle autopsie complete e indipendenti per identificare le armi utilizzate dai killers. Questi fondamentali atti umanitari sono ora stati negati alle famigle e agli amici dei deceduti. Nel chiaro tentativo di nascondere le prove della sua colpevolezza, il governo iracheno si è segretamente disfatto dei corpi, molti mesi dopo che queste sanguinose atrocità erano state commesse. Questo è un atto quasi incredibile di barbarie, per il quale dovrà essere condannato a livello internazionale. La Corte Penale Internazionale deve ora mettere sotto accusa Nouri Al-Maliki per il suo chiaro coinvolgimento in questi crimini.

Sfortunatamente la pusillanime reazione di Stati Uniti e Unione Europea al massacro di Campo Ashraf, ha lasciato la porta aperta a Maliki e ai suoi burattinai in Iran per sferrare ripetuti attacchi contro Campo Ashraf e Camp Liberty e per spazzare via tutte le loro timide obiezioni. Questa eliminazione segreta e criminale dei corpi di 52 vittime innocenti è il risultato prevedibile di un tale comportamento e certamente non reagire ora nella maniera più ferma possibile darà il via libera ad ulteriori attacchi omicidi. Molti iraniani si sono sentiti estremamente scoraggiati e frustrati da questa compiacenza intollerabile e ora chiedono azione.

Maliki e suoi aguzzini devono essere accusati di fronte ai tribunali internazionali.

Esprimo le mie più profonde condoglianze alle famiglie e agli amici di queste 52 vittime, ai 2900 rifugiati a Camp Liberty e a Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

Struan Stevenson, MPE

Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq

 

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