mercoledì, Novembre 30, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaIraq- I mercenari dell'intelligence iraniano e la Forza Qods entrano nel campo...

Iraq- I mercenari dell’intelligence iraniano e la Forza Qods entrano nel campo Liberty

L’ambasciata del regime dei mullah e il Comitato Governativo inviano mercenari dell’intelligence e della forza Qods a Liberty, facendoli passare per familiari dei membri dei Mojahedin del Popolo iraniano

Martedì 14 Aprile 2015, alcuni membri del Comitato Governativo incaricato della repressione di Ashraf e Liberty, tra cui il colonnello Sadeq Mohammed Kadhin e il maggiore Ahmed Khozeir, hanno portato nella base all’interno del campo della ditta di sorveglianza incaricata della protezione di Camp Liberty, un gruppo di agenti del Ministero dell’Intelligence (MOIS) e della forza terroristica Qods del regime dei mullah, facendoli passare per familiari dei membri del PMOI a Liberty. Questi hanno iniziato dei giri di ricognizione in prossimità del campo e poche ore dopo sono stati portati via. Secondo informazioni ottenute in Iran dalla resistenza, questi mercenari verranno riportati a Liberty anche nei prossimi giorni.

Questi agenti vengono portati a Camp Liberty sebbene anche solo avvicinarsi al campo richieda il superamento di diversi checkpoints e che ciò sia possibile solo con l’assistenza delle forze di sicurezza irachene.

Il viaggio di questi individui e la loro presenza a Camp Liberty, sono stati totalmente organizzati dall’ambasciata del regime dei mullah a Baghdad e metterà certamente in pericolo la sicurezza dei membri del PMOI a Camp Liberty, aprendo la via a futuri massacri e bagni di sangue al campo.

Queste misure violano palesemente il Memorandum d’Intesa del 25 Dicembre 2011 siglato tra il Governo dell’Iraq e le Nazioni Unite, nonché i ripetuti impegni presi per iscritto da Stati Uniti e Nazioni Unite riguardo alla sicurezza e al benessere dei residenti di Camp Liberty.

Il 27 Novembre 2014, la Resistenza Iraniana aveva avvertito in un comunicato che il Ministero dell’Intelligence e la forza Qods dei mullah, stavano progettando di inviare nuovamente i loro agenti e mercenari facendoli passare per i familiari dei membri del PMOI in visita ai loro parenti in Iraq, per inscenare una campagna diffamatoria contro i membri del PMOI a Camp Liberty.

Il 17 Novembre 2014, l’agente dell’IRGC Hassan Danaifar, ambasciatore del regime dei mullah a Baghdad, si era recato ad Ashraf ed aveva “espresso la speranza che presto i familiari dei membri del PMOI, straziati dal dolore e dalla sofferenza, saranno presto in grado di visitare i loro cari a Camp Liberty, cosicché la loro separazione e le loro sofferenze finiranno” . Un mese prima, il 16 Ottobre, in un meeting con uno degli agenti del Ministero dell’Intelligence, questo criminale aveva affermato che “avrebbe proseguito i suoi sforzi per riunire gli individui incatenati dalla setta di Rajavi alle loro famiglie e che avrebbe utilizzato tutte le capacità dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Iraq a questo scopo”, (sito web del MOIS).

Da Febbraio 2010 a Gennaio 2012, il regime teocratico ha torturato psicologicamente i residenti di Ashraf giorno e notte con 320 altoparlanti azionati da un gruppo di suoi mercenari arrivati con la scusa di essere familiari dei membri del PMOI e che si erano piazzati nei pressi di Ashraf. Anche prima del massacro del 1° Settembre 2011 ad Ashraf il regime teocratico aveva piazzato un gruppo di suoi mercenari attorno al campo.

L’arrivo dei mercenari del MOIS a Camp Liberty avviene nonostante siano ormai sette anni che alle migliaia di familiari dei residenti di Liberty che vivono in Europa e negli Stati Uniti, o a quelli che attraverso mille difficoltà sono riusciti a raggiungere questi paesi, non sia mai stato consentito di arrivare in Iraq per visitare i loro figli, nonostante le loro numerose richieste alle ambasciate irachene. In questo stesso periodo, neanche agli avvocati del PMOI, o ai parlamentari e agli attivisti per i diritti umani e persino ai parlamentari iracheni è stato permesso di recarsi ad Ashraf o a Liberty.

Precedentemente, a seguito della lettera di protesta del rappresentante dei residenti di Camp Liberty al vice dell’UNAMI, sull’arrivo degli agenti del regime nei pressi di Camp Liberty, il vice-Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale il 15 Ottobre 2014 scrisse: “Loro (i funzionari iracheni) lo negano categoricamente… e affermano energicamente che persino sollevare una tale ipotesi è un insulto alla loro sovranità nazionale. Inoltre, posso assicurarvi con assoluta certezza che l’UNAMI non sta facando arrivare nessuno a Camp Liberty sotto mentite spoglie di nessun genere”.

La Resistenza Iraniana avverte e ricorda che l’invio dei mercenari del regime dei mullah a Camp Liberty è il preludio ad un altro massacro. Nel sottolineare che consentire al regime iraniano di interferire nel caso dei residenti è un atto criminale, chiede al Governo U.S.A. e alle Nazioni Unite, che si sono ripetutamente impegnati per iscritto a garantire la sicurezza e il benessere dei residenti di Camp Liberty, di prendere misure urgenti per impedire qualunque movimento del regime iraniano, dei suoi agenti e dei suoi mercenari nelle vicinanze di Camp Liberty con qualsivoglia pretesto.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Parigi

15 Aprile 2015

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,400FollowersFollow