mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Un ex-comandante americano in Iraq: “Le milizie sciite prendono ordini dalla forza Quds iraniana”

Durante una conferenza online lunedì, un ex-alto comandante dell’esercito americano in Iraq ha detto che le milizie sciite in Iraq prendono ordini dalla forza Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Il Colonnello Wesley Martin ha detto che affinché la situazione in Iraq migliori, l’IRGC e il suo comandante Qassem Soleimani devono essere cacciati dal paese.

“Soleimani è uno dei comandanti di questa operazione terroristica di stato e i popoli di Iraq, Siria e Yemen ne stanno pagando le conseguenze”, ha detto.

Martin, che ha prestato servizio in Iraq diverse volte come alto ufficiale dell’antiterrorismo e della forza di protezione delle forze della coalizione, ha detto che le milizie sciite, le quali “prendono ordini dalla forza Quds e dall’organizzazione Badr… hanno trasformato questa situazione in una guerra civile e i sunniti devono combattere per la loro sopravvivenza”.

Ha inoltre criticato duramente le attività belliche del regime iraniano nella regione e ha detto che devono essere controllate. Ha aggiunto che l’operazione “Decisive Storm” della coalizione dei paesi arabi, sta cercando di farlo ma il suo successo non è ancora garantito. Ha detto che questa operazione ha “colto di sorpresa Tehran” e che “i mullah pensavano di avere facile accesso allo Yemen”.

Durante la conferenza, durata più di un ora, il Colonnello Martin ha aspramente criticato la mancanza di azione dell’amministrazione Obama in Medio Oriente e ha detto che gli Stati Uniti non hanno una politica laggiù e questo consente al regime iraniano di colmare il vuoto. Ha paragonato l’atteggiamento di Obama verso l’Iran al discorso di Neville Chamberlain sulla “pace nel nostro tempo” dopo l’invasione di Hitler della Cecoslovacchia. Riguardo all’Iraq Martin ha detto che oltre a chiudere gli occhi di fronte a questa situazione “gli Stati Uniti hanno praticamente portato a termine dei bombardamenti in favore della forza Quds in Iraq”.

Ha sottolineato che il regime iraniano è il primo esportatore di terrorismo del mondo e che non ci si potrà mai fare affidamento. Ha continuato dicendo che non c’è alcuna possibilità che l’Iran rispetti il suo accordo sul nucleare stipulato con il resto del mondo. “Mentre questo regime continua le sue attività nucleari in strutture clandestine, incatena le potenze occidentali al tavolo dei negoziati”, ha aggiunto Martin.

Il colonnello Martin era anche incaricato della protezione dei dissidenti iraniani durante la loro permanenza a Campo Ashraf. Ha detto che i diritti dei dissidenti, membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) che si trovano ora a Camp Liberty, nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, devono essere rispettati. Ha detto che deve essere fatta richiesta al primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, per il rilascio di Safar Zakery, un residente di Camp Liberty che viene trattenuto illegalmente da quasi un mese.

Martin ha detto che gli Stati Uniti sono venuti meno ai loro impegni nei confronti dei residenti e che il Dipartimento di Stato ha persino cercato di nascondere gli omicidi e i crimini commessi ai danni dei dissidenti iraniani dalle forze dell’ex-primo ministro  Nouri al-Maliki. Ed ha continuato dicendo: “Gli Stati Uniti non faranno nulla per scontentare il regime iraniano. Ecco perché gli Stati Uniti ignorano la situazione di Camp Liberty”.

Il colonnello Martin è uno dei firmatari della lettera inviata ad Abadi da 34 ex-funzionari governativi e comandanti militari americani che lo esortano a porre fine alle restrizioni imposte ai residenti di Camp Liberty e a fornire loro protezione.

Questa conferenza online si è svolta alla vigilia dell’incontro tra Abadi e Obama avvenuto alla Casa Bianca martedì.

Attingendo alla sua profonda conoscenza della situazione in Iraq, dei vari gruppi e tendenze politiche di quel paese, il Colonnello Martin ha detto che le politiche settarie di Nouri al-Maliki hanno contribuito alla crescita dell’ISIS. Ha detto anche che se il primo ministro Abadi vuole riuscire, deve unire sciiti e sunniti per tenere insieme il paese e deve allontanare il regime iraniano.

Martin concorda anche con la valutazione del Generale David Petraeus, secondo cui nel lungo termine l’Iran rappresenta un pericolo maggiore dell’ISIS. Ed ha aggiunto: “Il Generale Petraeus ha vinto la guerra in Iraq. Obama ha perso la pace”.

Ha detto inoltre che il gran raduno degli oppositori iraniani e dei loro sostenitori internazionali, che si terrà a Parigi il 13 Giugno, è importante perché evidenzierà come Tehran sia l’epicentro del fondamentalismo islamico. Dimostrerà al mondo che il regime iraniano non rappresenta il popolo iraniano e che esiste una speranza di cambiamento in Iran.

Il Colonnello Martin ha concluso dicendo: “Non possiamo rimanere inermi mentre le potenze del male, in particolare l’ISIS e il governo iraniano, distruggono il Medio Oriente”.

 

 

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