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Iraq: gli agenti di Maliki continuano ad impedire la consegna del carburante ai rifugiati iraniani a Camp Liberty

Per il dodicesimo giorno consecutivo gli agenti di Maliki stanno impedendo che il carburante arrivi a Camp Liberty

Privare i residenti del cibo, delle medicine e del carburante è un esempio lampante di crimine di guerra e di crimine contro l’umanità

CNRI – Sono ormai due settimane, che per conto del regime dei mullah, gli agenti di Maliki stanno applicando una nuova ondata di restrizioni e sanzioni contro i residenti di Camp Liberty. Impedire l’arrivo del carburante, del cibo, delle medicine e il libero accesso ai servizi sanitari, sono solo alcune di queste.

 

1. A domenica 24 Agosto, sono già dodici giorni consecutivi che i militari impediscono al carburante di arrivare a Camp Liberty. Il governo iracheno vieta il collegamento di Camp Liberty alla rete elettrica nazionale cosicché l’elettricità necessaria viene fornita unicamente dai generatori elettrici del campo ormai a corto di carburante. Tutte le infrastrutture e le necessità della vita quotidiana dipendono dall’elettricità creata da questi generatori.

2. Inoltre sono dodici giorni che viene impedito l’arrivo al campo del lubrificante per i generatori. Senza lubrificante questi generatori diventano presto inutilizzabili.

3. Anche il carburante per i generatori elettrici della stazione di pompaggio dell’acqua fuori dal campo sta finendo e se questo carburante non verrà fornito velocemente il pompaggio dell’acqua cesserà.

4. Sono poi otto giorni che le forze irachene stanno ostacolando l’ingresso al campo delle cisterne per i liquami noleggiate dai residenti. Ciò sta provocando la fuoriuscita delle acque nere dalle cisterne nel campo, sta creando inquinamento e molti problemi igienici con una temperatura di 50°C. Questi agenti, il cui solo scopo è quello di torturare i residenti, impediscono anche un aumento delle corse per lo svuotamento delle cisterne.

5. Con un provvedimento senza precedenti, dalla scorsa settimana gli agenti di Maliki ostacolano l’arrivo del cibo e delle medicine a Camp Liberty.

Le suddette misure criminali sono crimini contro l’umanità e crimini di guerra secondo la Quarta Convenzione di Ginevra e lo Statuto di Roma (della Corte Penale Internazionale). In una conferenza alla sede centrale delle Nazioni Unite a Ginevra il 14 Marzo 2014, il Professor Jean Ziegler, membro del Comitato Consultivo del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, ha fatto un parallelismo tra l’assedio di Camp Liberty e quello delle zone sotto assedio in Siria e ha detto: “Secondo l’articolo 54 della Quarta Convenzione di Ginevra, ridurre alla fame i cittadini come atto di guerra è proibito” e “lo Statuto di Roma, che ha posto le basi per la Corte Penale Internazionale, sottolinea che gli atti intenzionali volti a ridurre alla fame i cittadini come metodo di guerra, privandoli dei beni necessari a rimanere in vita, è un crimine di guerra”.

Ponendo l’accento sui ripetuti impegni scritti presi dalle Nazioni Unite e dal Governo degli Stati Uniti riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei residenti di Camp Liberty, la Resistenza Iraniana chiede un’azione urgente e risoluta per porre fine a questo assedio illegale e disumano a Camp Liberty operato dal Governo dell’Iraq e per garantire ai residenti il libero accesso al carburante, al cibo, alle medicine, ai servizi sanitari e il rispetto di tutti gli standards umanitari e dei diritti umani.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

24 Agosto 2014

 

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