CNRI – Un gruppo di 36 membri del Consiglio dei Rappresentanti dell’Iraq hanno chiesto all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani di “chiedere decisamente” al Governo dell’Iraq di rimuovere l’assedio su Camp Liberty che ospita i membri dell’opposizione iraniana in Iraq.
I legislatori iracheni hanno detto che “la presenza dei membri dell’opposizione iraniana in Iraq è assolutamente legale. Queste persone sono arrivate in Iraq nel 1986 legalmente e con il pieno consenso del governo iracheno in carica a quel tempo”.
I parlamentari hanno chiesto in particolare la fine del blocco sanitario imposto a questi iraniani che vivono in condizioni “carcerarie” a Camp Liberty.
Nella loro lettera congiunta a Sua Eccellenza Zeid al-Hussein, Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, i parlamentari hanno detto: “In accordo con decine di parlamentari americani ed europei, noi riteniamo che la garanzia dei diritti fondamentali, nonché della sicurezza e dell’incolumità dei residenti di Camp Liberty da parte del GOI e la garanzia di applicare i requisiti fondamentali per la sicurezza e la protezione del campo da qualunque attacco terrestre e missilistico, fino a che tutti questi rifugiati non avranno lasciato l’Iraq, sia una misura urgente. Riconoscere Camp Liberty come campo per rifugiati sotto la supervisione dell’UNHCR e riconoscere anche i residenti come rifugiati sarebbe l’unica soluzione legale, umanitaria e sicura.
“Noi le chiediamo di chiedere decisamente al GOI di rimuovere l’assedio a Camp Liberty, in particolare il blocco sanitario, di porre fine alla situazione carceraria di questo campo e di consegnare il dossier su Liberty ad individui ed organismi imparziali al di fuori dell’influenza diretta e indiretta di parti straniere”.
I parlamentari hanno detto all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani: “La verità è che i membri del PMOI/MEK, che stanno subendo repressione e crudeli massacri nel loro paese, sono ospiti dell’Iraq. 133 parlamentari iracheni di diverse fazioni, con una risoluzione congiunta il 3 Dicembre 2013 hanno sottolineato che questi rifugiati politici, la cui presenza in Iraq è legale da un quarto di secolo, e che vivono nel nostro paese basandosi sull’ospitalità irachena, devono godere degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini iracheni”.
“Infatti la presenza dei membri dell’opposizione iraniana in Iraq è assolutamente legale. Queste persone sono arrivate in Iraq nel 1986 legalmente, con il pieno consenso del governo iracheno in carica a quel tempo e sono stati accolti dal popolo iracheno”.
“Inoltre nel 2003, tutti i residenti hanno consegnato volontariamente le loro armi alle forze statunitensi. Dopodiché, nel Luglio 2004, il Governo degli Stati Uniti ha riconosciuto che questi rifugiati sono Persone Protette secondo la IV Convenzione di Ginevra. Negli ultimi dodici anni sono rimasti totalmente disarmati e in realtà sono le forze statunitensi che hanno fornito protezione a Campo Ashraf dal 2003 al 2009”.
Poi hanno detto: “Dal Gennaio 2009 e dopo il trasferimento della responsabilità della protezione di Ashraf dalle forze statunitensi al GOI, un assedio senza precedenti è stato imposto a questi rifugiati. Il Gruppo di Lavoro dell’ONU sulle Detenzioni Arbitrarie, in due diverse occasioni, ha chiamato Camp Liberty ‘una prigione’. Mentre i residenti vengono privati del diritto alla libera circolazione fuori dal campo, gli viene anche vietato di incontrare i loro avvocati, i giornalisti e le delegazioni internazionali. 21 malati sono stati tormentati a morte da 6 anni di disumano blocco sanitario. Il diritto di proprietà sui loro beni viene negato ai residenti e gli è stato anche impedito di vendere i loro beni mobili e immobili ad Ashraf che valgono milioni di dollari. Questi beni sono esposti al saccheggio sistematico. Giuristi internazionali ritengono che tutte le questioni succitate siano dei chiari esempi di crimini contro l’umanità. Questa situazione è intollerabile per il popolo iracheno”.
