mercoledì, Dicembre 7, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaIran:Maggioranza del Parlamento italiano afferma il diritto allo status di rifugiato di...

Iran:Maggioranza del Parlamento italiano afferma il diritto allo status di rifugiato di Mojahedin

ImageLa maggioranza del Parlamento italiano afferma il diritto allo status di rifugiato di Mojahedin del Popolo ad Ashraf.

I deputati italiani hanno insistito sulla necessità di applicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea in cui chiede la cancellazione del nome dei Mojahedin del Popolo dalla lista dei gruppi terroristi

Camera dei deputati
                                                                             Comuicato stampa

La maggioranza del Parlamento italiano afferma il diritto allo status di rifugiato di Mojahedin del Popolo ad Ashraf.
I deputati italiani hanno insistito sulla necessità di applicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea in cui chiede la cancellazione del nome dei Mojahedin del Popolo dalla lista dei gruppi terroristi

In una conferenza stampa tenutasi oggi nel Parlamento italiano, sala del Cenacolo, parlamentari italiani hanno presentato un documento in cui la maggioranza del Parlamento affermava il diritto di Mojahedin del Popolo allo status di rifugiato politico ad Ashraf e la necessità di applicare la sentenza della Corte Suprema di Giustizia in cui si chiede la cancellazione del nome dei Mojahedin del Popolo dalla lista nera.
In questa conferenza preseduta dall’avv. Mario Lana presidente dell’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo ha partecipato tra gli altri, una delegazione del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), Abolghasem Rezai rappresentante del CNRI in Italia, Sanabargh Zahedi presidente della Commissione Giustizia del CNRI e Reza Olia scultore e membro del CNRI.

Gli onorevoli Sergio D’Elia, Luciano Pettinari, Maurizio Acerbo, Massimo Vannucci, Carlo Ciccioli e Carlo Costantini membri del Parlamento italiano hanno ricordato che la sentenza della Corte europea conferma che l’inserimento dei Mojahedin del Popolo nella lista terroristica era ingiustificabile ed ora ogni ritardo nella cancellazione del loro nome e la sua completa applicazione è disprezzare lo stato di diritto. I deputati del Parlamento italiano hanno aggiunto che la sentenza della Corte europea è una iniziativa nobile che conferma i valori dell’Europa che chiede il risarcimento morale e materiale alla Resistenza iraniana.
Nel documento firmato dalla maggioranza dei deputati del Parlamento italiano riporta che: “il regime iraniano sta diventando la più grande minaccia nella regione Mediorientale: ne sono conferma le continue interferenze in Iraq e soprattutto in Libano oltre ai costanti sforzi nel tentativo di acquisire  tecnologie per la produzione di armi atomiche. Concordiamo pienamente con la presidente eletta della Resistenza Iraniana signora Maryan Rajavi che afferma né la condiscendenza né un intervento militare riusciranno a risolvere l’impasse iraniana. L’unica via percorribile è un cambiamento democratico attraverso la popolazione iraniana e la sua resistenza”.

Il documento aggiunge: “rispetto delle convenzioni internazionali da parte del governo iracheno soprattutto nei riguardi dei membri del OMPI e del loro status di rifugiati politici in Iraq. Protezione e rispetto dei diritti dei residenti della città di Ashraf come rifugiati politici in basre alla IV Convezione di Ginevra a suo tempo ribaditi dalla forza multinazionale in Iraq, dal Comotato internazionale della Croce Rossa, dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU e dal Segretariato Generale dell’ONU.

Firme :

On. Sergio D’Elia ( RNP )
On. Luciano Pettinari ( ULIVO )
On. Massimo Vannucci ( ULIVO )
On. Carlo Ciccioli ( AN )
On. Maurizio Acerbo ( PRC )
On. Carlo Constantini ( IDV )

ecco il testo firmato dai parlamentari

                                                              Dichiarazione internazionale

Dall’ avvento al potere di Ahmadinejad, le terribili violazioni dei diritti umani, arresti arbitrari, tortura, impiccagioni nelle pubbliche piazze, lapidazione è in aumeto in Iran.

Le impiccagioni di Hojjat Zamani e Valiollah Feiz-Mahdavi , entrambi membri dell’ organizzazione dei Mujaheddin del Popolo Iraniano (OMPI), rimasti in carcere per oltre 5 anni, il campanello d’allarme, che il regime iraniano è intenzionato ad eliminare i prigionieri politici così come fece nel 1988 quando massacrò migliaia di essi.

Il regime iraniano sta diventando la più grande minaccia nella regione medio-orientale: ne sono conferma le continue interferenze in Iraq e soprattutto in Libano oltre ai costanti sforzi nel tentativo di acquisire tecnologie per la produzione di armi atomiche.

 

Concordiamo pienamente con la presidente-eletta della Resistenza Iraniana Signora Maryam Rajavi, che afferma che né l’ accondiscendenza né un intervento militare riusciranno a risolvere l’ impasse iraniana. L’unica via percorribile è un cambiamento democratico attraverso la popolazione iraniana e la sua resistenza.

Esportando l’ntegralismo religioso in Iraq, i mullà vogliono preparare un trampolino di lancio per ulteriori conquiste nella regione mediorientale. Essi considerano la presenza dei membri dell OMPI in Iraq come l’ostacolo principale nel raggiungimento dei loro fini.

Per tale motivo il regime di Teheran si sta adoperando per vedere estradati i membri dell’ OMPI dalle loro basi irakene. i mullà stanno moltiplicando i loro sforzi nel tentativo di convincere il governo irakeno nell’ ottenere l’ espulsione di essi dall’ Iraq.

Durante una visita in Iran avvenuta i primi di settembre, il Primo ministro iracheno in una intervista televisiva  ha dichiarato : “i membri dell’OMPI dovranno essere espulsi dall’ Iraq entro 6 mesi”. Le misure adottate a riguardo sono, fra le altre, il taglio dei canali di rifornimento energetico e farmaceutico alla città di Ashraf  (residenza dei membri dell’ OMPI da oltre 20 anni).

Il 13 settembre scorso alcuni quotidiani governativi in Iran hanno riportato che

La firma degli accordi bilaterali sui temi della sicurezza e dell’intelligence fra i l’Iran e l’Iraq. Lo scopo è quello di ottenere informazioni sui membri dell’OMPI per poi eliminarli.

Tutto ciò sta avvenendo nonostante la città di Ashraf e i suoi residenti siano stati dichiarati persone protette secondo la IV Convenzione di Ginevra

e le relative disposizioni Internazionali. La loro eventuale estradizione sarà e dovrà essere considerata un crimine di guerra.

Bloccare o limitare la libertà dei membri dell’ OMPI , che non è altro che la spina dorsale della Resistenza Popolare del popolo iraniano nei confronti del regime dittatoriale al potere, sarà solo da considerare un passo indietro nella ricerca della pace e della democrazia mentre al contrario un sostegno della loro causa risulterà l’ essenza nella promozione della democrazia nella regione medio-orientale.

Lo scorso giugno 5,2 milioni di iracheni hanno sottoscritto una dichiarazione a sostegno della presenza dell’ OMPI in Iraq quale mezzo essenziale nel contrastare le ingerenze iraniane in Iraq. I firmatari della dichiarazione hanno condannato fermamente le ingerenze iraniane in Irak e hanno richiesto la conferma dello status di rifugiati politici spettante ai membri

dell’OMPI da parte del governo iracheno.

Numerosi partiti politici iracheni e molte personalità politiche europee e americane oltre a innumerevoli giuristi hanno dichiarato che: “nel  momento più delicato del processo di democratizzazione dell’Iraq, un indicatore fondamentale è come tale Stato considera e tratta i rifugiati politici e chi richiede asilo politico”.

Considerato quanto sopra I firmatari chiedono:

1.       monitorare lo stato dei diritti umani in Iran e  relative ispezioni delle carceri iraniane da parte del Consiglio per i Diritti Umani dell’ ONU;

2.       fermezza della comunità internazionale nei confronti del regime dittatoriale dell’Iran e della sua volontà di acquisire le armi nucleari e nelle ingerenze negli affari interni iracheni e mediorientali;

3.       rispetto delle convenzioni internazionali da parte del governo iracheno soprattutto nei riguardi dei membri dell’OMPI e del loro status di rifugiati politici in Iraq;

4.       Protezione e rispetto dei diritti dei residenti della città di Ashraf come rifugiati politici in base alla IV Convenzione di Ginevra a suo tempo ribaditi dalla Forza multinazionale in Iraq, dal Comitato internazionale della Croce Rossa, dal Consiglio per i diritti umani dell’ ONU e dal Segretariato Generale dell’ ONU.

 

 

 

 

 

 

 

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,634FollowersFollow
40,474FollowersFollow