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Iran: In Iraq trentamila agenti anti-Usa pagati da Teheran

Libero, 01 febbraio 2007 – di P. LIBERATI
ImageSarebbero più di 30mila gli agenti iraniani che ogni giorno operano in Iraq per destabilizzare l’aera attorno a Bagdad. La denuncia viene dal Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), che ieri, a Roma, ha presentato un documento internazionale – sottoscritto da 320 parlamentari italiani – per chiedere al governo Prodi e all’Unione europea una posizione più dura contro il regime del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad.

Il rappresentante tedesco del Cnri, Javan Dabiran, ha sottolineato come «i 31.690 agenti del regime dei mullah sono attualmente membri dell’esercito Qods, movimento vicino ai guardiani della rivoluzione (Pasdarans), braccio armato del regime islamico».

Non solo. Ammonterebbe a milioni di dollari il flusso di denaro che il regime invia in Iraq per corrompere iracheni sciiti, molti dei quali protagonisti di attentati nei confronti dell’esercito statunitense. Fatto confermato anche dallo stesso Pentagono, che ieri si è detto convinto che vi sia l’Iran dietro l’attacco del 20 gennaio scorso a un distaccamento americano a Kerbala, a sudovest di Bagdad, in cui hanno perso la vita cinque soldati statunitensi . Ma il problema iraniano sarebbe molto più ampio e riguarderebbe l’intera area mediorientale. Di questo sono convinti i parlamentari italiani che, da Alleanza nazionale fino a Rifondazione comunista, hanno firmato il documento proposto dalla resistenza iraniana.
Nel testo si sottolinea come «il regime iraniano sia diventato la più grande minaccia nella regione mediorientale e i firmatari chiedono un maggiore sostegno alla resistenza iraniana da parte della comunità internazionale e dei media». In particolare si chiede di «monitorare lo stato dei diritti umani in Iran anche attraverso ispezioni nelle carceri da parte dell’Onu: fermezza della comunità internazionale sulla volontà del regime iraniano di acquisire le armi nucleari».

Dalla conferenza di ieri è emersa la necessità di favorire «l’introduzione della democrazia in Iran, ma senza un’ingerenza esterna né tanto meno con la guerra, ma favorendo la crescita del movimento democratico interno», ha sottolineato il deputato di An, Carlo Ciccioli. Infine il rappresentante italiano del Cnri, Abol Ghasem Rezai, ha ricordato che «16 dicembre scorso il Consiglio nazionale della resistenza iraniana è stato cancellato, grazie ad una sentenza della Corte di Giustizia europea, dalla liste delle organizzazioni terroristiche dell’Ue».

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