martedì, Novembre 29, 2022
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Iran: voci di una ripresa del programma nucleare. Nuovi attacchi ad Ahmadinejad

ImageRaiNews, 11 dicembre – L’Iran ha sospeso il suo programma per lo sviluppo di armi nucleari nel 2003, ma lo ha riavviato l’anno dopo: lo denuncia dalle pagine del Wall Street Journal il Consiglio nazionale di resistenza iraniana (Cnri), gruppo di opposizione inserito nella lista nera dei gruppi terroristici di Stati Uniti ed Unione europea. Fu proprio il Consiglio nazionale per la resistenza iraniana, nel 2002, a rivelare per primo l’esistenza di un programma per lo sviluppo di armi nucleari.

Secondo il Cnri l’impianto di ricerche nucleari di Lavisan-Shian, a est di Teheran, è stato effettivamente chiuso nell’agosto del 2003, ma le attivita’ che qui vi si svolgevano sono state suddivise in undici diversi settori.

"Hanno disperso il programma per lo sviluppo di armi in altre località e lo hanno riavviato nel 2004", ha detto al quotidiano americano il responsabile esteri del Cnri, Mohammad Mohaddessin, spiegando che la strategia dietro a questa decisione era quella di ingannare gli ispettori internazionali. Se gli esperti avessero trovato solo parte del programma di ricerca, sarebbe stato possibile giustificare il suo scopo civile.

Battaglia per il potere
A Teheran, intanto, nuovi segnali di accesa lotta politica dietro l’apparente monoliticità del potere del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Ad attaccare, questa volta, non sono gli studenti ma Hassan Rowhani, uno dei due rappresentanti della guida suprema ayatollah Ali Khamenei in seno al Consiglio supremo della sicurezza nazionale. "Non abbiamo una strategia adeguata e non utilizziamo l’esperienza necessaria", ha detto Rowhani.

L’alto responsabile iraniano, nel corso di un’intervista al quotidiano ‘Aftab Yazd’, ha messo sotto accusa la politica del governo di Ahmadinejad "che non ha messo a frutto le opportunità capitate (…) dopo le sconfitte degli Stati Uniti in Iraq e in Afganistan e di Israele in Libano".

Rowhani, che ha seguito il dossier sui negoziati per il nucleare iraniano fino all’arrivo di Ahmadinejad alla presidenza nell’estate del 2005, ha criticato la strategia del presidente "che consiste semplicemente nella spedizione di lettere e nella formulazione di slogan". Il riferimento è alle missive inviate al presidente americano, George W. Bush, a quello francese, Nicolas Sarkozy, e al cancelliere tedesco, Angela Merkel, in cui espone la sua strategia per arrivare alla pace nel mondo, e ai discorsi provocatori in cui ha definito le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro l’Iran "carta straccia", ha messo in dubbio l’olocausto e ha auspicato la scomparsa dello Stato di Israele.

Rowhani, che ha accusato Ahmadinejad di dirigere l’amministrazione come un esercito, ha poii invitato il presidente a utilizzare i numerosi diplomatici ed esperti iraniani a disposizione. "L’autoritarismo è uno dei maggiori punti deboli del governo", ha detto l’alto responsabile iraniano.

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