
In un pungente rimprovero per l’articolo di Daniel Benjamin che criticava i Mujahidin e-Khalq (Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano – MEK/OMPI) e, per estensione, la potenziale scelta di Rudy Giuliani come Segretario di Stato di Trump, l’ex senatore democratico del New Jersey Robert Torricelli ha affermato che Giuliani aveva servito bene gli Stati Uniti partecipando a una vasta coalizione di politici americani che sostengono il MEK come opposizione democratica legittima all’attuale regime iraniano.
Quella coalizione, Torricelli ha scritto, “comprende due ex presidenti degli Stati Maggiori Riuniti, due ex direttori della CIA, un ex procuratore generale e gli ex presidenti di entrambi i partiti politici” ed ha un’estesa “gamma ideologica”, che comprende “tutti da Howard Dean e Patrick Kennedy a Newt Gingrich e John Bolton”.
Torricelli ha spiegato la storia del MEK, e ha concluso che “il MEK ha preso parte a un’azione politica e militare legittima contro il regime iraniano”. Non ci sono prove – ha detto – per sostenere la supposizione di Benjamin che il MEK abbia commesso atti terroristici contro americani o iraniani.
Allo stesso modo, Torricelli contesta l’affermazione di Benjamin che il MEK abbia collaborato nella repressione dei curdi da parte di Saddam Hussein. Questo – ha detto – è negato da leader dell’esercito americano in Iraq. Inoltre, con l’arrivo delle forze statunitensi nel 2003, “il MEK ha volontariamente consegnato le sue armi, accettato la protezione degli Stati Uniti ed esposto attivamente le attività terroristiche del regime iraniano e dei suoi delegati. Ciò ha incluso il salvare vite americane individuando luoghi dove si trovavano IED” (Improvised Explosive Devices – ordigni esplosivi improvvisati). Quindi, il MEK gode del sostegno di ex personale militare degli Stati Uniti, “tra cui l’ex responsabile anti-terrorismo dell’esercito e il generale della polizia militare americano assegnato al campo”.
Torricelli è stato membro della Commissione Relazioni Estere nel 1997, quando “un gruppo nel Dipartimento di Stato riuscì a convincere il Presidente Bill Clinton a inserire il MEK nella lista delle organizzazioni terroristiche”. Torricelli ha detto: “Alcuni hanno sostenuto allora che quella decisione era intesa principalmente come un gesto di buona volontà verso l’Iran”. Egli ha analizzato il file del Dipartimento di Stato sul MEK, e non ha “trovato nessuna prova, nessuna testimonianza e nessuna ragione per la designazione, tranne che il placare Teheran”.
Torricelli ha sottolineato che Giuliani è stato ringraziato “dal senatore McCain, dal Segretario di Stato Clinton, dal Vice Segretario Blinken e dal rappresentante personale di John Kerry per il MEK, Jonathan Weiner”, “quando ha pagato le proprie spese di viaggio per essere parte di una delegazione presso la leader del MEK, Maryam Rajavi, per convincerla ad assistere la diplomazia americana nel 2012”.
Il fatto che Giuliani a volte abbia accettato onorari come oratore è un non-problema: “secondo questo standard anche i punti di vista di Thomas Paine, Elie Wiesel e Winston Churchill – i quali tutti accettarono onorari come oratori da varie organizzazioni internazionali, sarebbero stati messi a tacere”.
Torricelli ha definito la speranza di riconciliazione con i mullah “un’illusione”. “La più probabile crisi di fronte al nuovo presidente è una escalation nella lotta con la fondamentalista Repubblica Islamica dell’Iran”; “Rudy Giuliani” – ha detto – “ha vissuto quella lotta per un decennio”.
Torricelli ha concluso: “Il presidente eletto può scegliere o non scegliere Giuliani come Segretario di Stato. Ciò che non dovrebbe accadere, per contrastare Teheran e servire il nostro Paese, è che sia posto alla sua considerazione qualcosa di diverso da un valido contributo”.
