martedì, Febbraio 7, 2023
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IRAN: Un prigioniero politico sunnita impiccato nel carcere di Gohardasht

La Resistenza Iraniana chiede alla comunità internazionale di condannare l’esecuzione dei prigionieri politici in Iran ed esorta tutti i governi a subordinare tutte le loro relazioni con la dittatura religiosa iraniana alla fine delle esecuzioni e delle torture.

Mercoledì 23 Agosto il regime iraniano ha impiccato Seyed Jamal Mousavi, un prigioniero politico curdo originario della città di Sanandaj, dopo che aveva passato nove anni in carcere per il cosiddetto reato di Moharebeh (dichiarare guerra a Dio). Questo è accaduto mentre il nuovo governo di Hassan Rouhani è entrato in carica da meno di una settimana.

Il 16 Agosto le autorità del carcere di Gohardasht (ad ovest di Teheran) hanno trasferito Mousavi dalla Sala 21 della Sezione 7 del carcere, in isolamento, con la scusa di doverlo ricoverare in ospedale. Mousavi è stato tenuto incatenato nella cella di isolamento per una settimana. È stato minacciato dicendogli che la sua pena di morte sarebbe stata eseguita se avesse fatto trapelare qualche informazione dall’interno del carcere.

Per intimidire e terrorizzare gli altri prigionieri, le autorità hanno riportato Mousavi nella sala generale del carcere poche ore prima dell’esecuzione con le braccia e le gambe ferite e sanguinanti. Poi è stato trasferito di nuovo in isolamento in attesa dell’esecuzione e alla fine è stato impiccato all’alba di mercoledì 23 Agosto 2017.

Intanto nella sala 10 della sezione 4 del carcere di Gohardasht, altri 21 prigionieri politici proseguono lo sciopero della fame per la quarta settimana consecutiva, per protestare contro il loro trasferimento forzato in questo braccio, l’aumento delle pressioni e delle limitazione imposte loro e la distruzione e la confisca dei loro beni.

La Resistenza Iraniana porge le sue condoglianze alla famiglia e agli amici di Seyed Jamal Mousavi, alla popolazione della città di Sanandaj e del Kurdistan, e chiede ai giovani di protestare contro le esecuzioni e di sostenere i prigionieri politici e i familiari dei giustiziati.

La Resistenza Iraniana esorta anche la comunità internazionale, in particolare il Segretario Generale delle Nazioni Unite, l’Alto Commissario per i Diritti Umani, il Consiglio per i Diritti Umani e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a condannare le esecuzioni dei prigionieri politici compiute dal regime teocratico in Iran.

Inoltre esorta tutti i governi a rendere le loro relazioni e i loro affari con la dittatura religiosa iraniana, subordinate alla fine delle esecuzioni e delle torture.

Le brutali violazioni dei diritti umani sono l’altra faccia della medaglia dell’esportazione del terrorismo e delle attività belliche del regime iraniano nella regione, nonché dei suoi sforzi per acquisire armi nucleari.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

23 Agosto 2017

 

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