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Iran: Un membro dei Mojahedin del popolo iraniano rapito a 3 km da Liberty, con la scusa di un presunto incidente stradale

Riferire il caso di un rifugiato iraniano all’ambasciata iraniana di Baghdad è, per un giudice investigativo, una chiara violazione delle leggi internazionali

Appello a U.S.A. e ONU per l’immediato rilascio dl membro del PMOI Safar Zakery, prigioniero da due settimane

Tutte le promesse fatte quotidianamente dai funzionari iracheni riguardo al rilascio di questo prigioniero, si sono rivelate vane

La mattina di lunedì 16 Marzo 2015 Safar Zakery, autista delle cisterne settiche di Camp Liberty negli ultimi tre anni, stava tornando al campo dopo aver svuotato la sua cisterna e, nonostante fosse in compagnia di un agente della polizia irachena, è stato speronato da un Humvee dell’unità SWAT irachena.

L’Humvee viaggiava alla velocità, illegale, di 60 km/ora e ad una curva si è gettato sulla carreggiata sinistra della strada scontrandosi con il camion di Zakery. Quest’ultimo stava viaggiando a 20 km/ora e si trovava sulla carreggiata giusta della strada ed ha subito gravi danni.

La polizia stradale giunta sul posto per esaminare l’accaduto, dopo aver visto la scena, ha stabilito immediatamente che l’Humvee dell’unità SWAT era responsabile dell’incidente. L’agente che si trovava nel camion insieme a Zakery e quello sul secondo camion che viaggiava a breve distanza dal primo e aveva visto tutta la scena, hanno dichiarato che la colpa era dell’Humvee della SWAT.

Ma, stranamente, gli agenti iracheni invece di rimborsare i danni del camion di Liberty, hanno arrestato illegalmente Safar Zakery e lo hanno portato via. Tutte le promesse fatte quotidianamente dai funzionari iracheni nelle ultime due settimane riguardo al rilascio di questo prigioniero, sono state vane e questo membro del PMOI è stato praticamente rapito. Alla stazione di polizia di Ameria inizialmente, uno degli agenti della SWAT ha chiesto 3 milioni di dinari per i danni causati all’Humvee iracheno, per chiudere il caso. Ma questo evidente ricatto è stato rifiutato dal PMOI. E in tutto questo l’autista dell’Humvee, responsabile dell’incidente, non è stato né arrestato, né citato dal tribunale fino a ieri.

Nelle ultime due settimane, nessuna delle richieste e delle querele presentate dagli avvocati, le lettere inviate dai consulenti e dai rappresentanti legali dei residenti di Liberty, la corrispondenza quotidiana scambiata con in rappresentanti dell’ONU e dell’ambasciata americana, o le misure prese dall’UNHCR per il rilascio di questo prigioniero hanno sortito alcun effetto. Zakery viene trattenuto illegalmente in prigione, sebbene si sia trattato di un semplice incidente stradale e non ci sia nessuna necessità di arrestare o rapire questo membro del PMOI. In questi casi, secondo il codice della strada iracheno e le procedure standard applicate ovunque nel mondo, l’imputato doveva essere riportato a Liberty, dopo il pagamento di una cauzione, durante lo svolgimento del procedimento giudiziario e amministrativo.

Le azioni intraprese dal giudice investigativo Nasser Mousawi, sono divenute molto sospette quando, nonostante avesse a sua disposizione la carta d’identità di Safar Zakery, la carta d’identità ufficiale di “persona protetta”, la sua patente di guida iraniana ed una lettera dell’UNHCR datata 23 Marzo 2015 alla corte di Baghdad Karkh in cui si afferma che “il cittadino iraniano Safar Zakery è soggetto beneficiario per l’UNHCR, ha riferito la questione in un ordine scritto diretto all’ambasciata dei mullah a Baghdad, per identificare e fornire informazioni sul passato di questo membro del PMOI.

Questa misura deprecabile, scorretta e illegale praticamente apre la via al coinvolgimento dei criminali della forza Quds in questo caso di incidente stradale, svelando lo scenario del rapimento portato a termine mediante un incidente sospetto.

Il rappresentante dei residenti di Ashraf e Liberty ha scritto a questo proposito ai funzionari U.S.A. e ONU il 7 e il 18 Marzo 2015: “Siamo profondamente preoccupati per la sicurezza e l’incolumità di Safar Zakery e per l’ingerenza del regime iraniano in questo caso”.

Il Comitato Internazionale di Giuristi in Difesa di Ashraf (ICJDA) ha scritto diverse lettere indirizzate all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, al Primo Ministro iracheno, al portavoce del Parlamento, al Capo del Consiglio Giudiziario Supremo e al Consigliere per la Sicurezza Nazionale: “Questa detenzione persiste nonostante nessuno dei passeggeri dell’Humvee sia ricoverato in ospedale e che i due rimasti leggermente feriti siano già stati dimessi.

Inoltre le autorità irachene competenti si sono persino rifiutate di accettare una cauzione dall’avvocato iracheno di Safar Zakery ed insistono a volerlo trattenere in prigione… Tutte le prove indicano che la detenzione di Safar Zakery ha basi politiche e ci preoccupa che l’incidente e conseguente arresto di Safar Zakery siano stati programmati e che vi sia l’intento di prolungare questa questione con motivazioni fittizie. Sembra anche che al momento alcuni esponenti del governo iracheno stiano progettando persino di prolungare questa detenzione sollevando dubbi sullo status legale della residenza di Safar Zakery.

E ciò nonostante Safar Zakery, come gli altri residenti di Camp Liberty, sia entrato legalmente in Iraq e che la sua permanenza in Iraq sia stata legale per tutto il tempo. Nel 2004 gli è stata rilasciata una carta di identità dal Governo U.S.A. e dalle Forze Multinazionali, di ‘Persona Protetta’ secondo la Quarta Convenzione di Ginevra. Nel 2011, insieme agli altri residenti di Ashraf, è stato riconosciuto ‘richiedente asilo’ dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ed è protetto dalle leggi internazionali. Inoltre il 25 Dicembre 2011, il Governo dell’Iraq ha firmato un Memorandum d’Intesa con le Nazioni Unite, assumendosi la responsabilità di Safar Zakery e degli altri residenti fino al loro trasferimento in un paese terzo. Nel 2009, quando il governo di Maliki prese in ostaggio 36 residenti di Ashraf, i giudici iracheni emisero un verdetto che affermava che l’ingresso e la permanenza dei residenti di Ashraf è legale… Quindi, sollevare dubbi sullo status legale di Safar Zakery vuol dire voler ridicolizzare le leggi e gli obblighi internazionali allo scopo di tenerlo in ostaggio”.

Anche il Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ) ha scritto delle lettere all’ONU, agli U.S.A. e ai funzionari iracheni dicendo: 

“Tutte le prove indicano che il maggiore Ahmad Khodheir e il capitano Heydar Azab, gli ufficiali dell’intelligence coinvolti nel massacro dei residenti di Ashraf, sono coinvolti anche in tutto questo e sono responsabili di questa detenzione illegale…

Questi fatti e il rifiuto di rilasciare un rifugiato innocente, ci danno la chiara impressione che tutta la storia di questo incidente sia stata una messa in scena preparata dalla forza Quds e dai suoi agenti in Iraq….”. 

Vale la pena ricordare che Safar Zakery, 60 anni, soffre di varie malattie. Dopo tre anni di lista di attesa, ha un appuntamento in ospedale per un intervento chirurgico fissato per il 5 Aprile 2015.

Nel sottolineare che la detenzione illegale di Safar Zakery è una palese violazione del Memorandum d’Intesa firmato dal Governo dell’Iraq e dalle Nazioni Unite e dalle Nazioni Unite il 25 Dicembre 2011, che viola la legge internazionale sui rifugiati, la Resistenza Iraniana chiede al Governo degli Stati Uniti, all’ONU e all’UNHCR, che si sono impegnati ripetutamente a garantire la sicurezza e l’incolumità dei residenti, di prendere i provvedimenti necessari per porre fine a questa detenzione, ad assicurare il rilascio di prigioniero innocente e a consentirgli di recarsi in ospedale per essere sottoposto ad un intervento chirurgico.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

29 Marzo 2015

 

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