
18 esecuzioni nei primi giorni seguenti alle elezioni-farsa dei mullah
Il disumano regime dei mullah al potere in Iran ha mandato al patibolo un campione di wrestling di nome Hojjatollah Tadaro, la mattina di giovedì 26 Maggio. E’ stato impiccato dopo aver passato 10 anni dietro le sbarre nel carcere di Diesel Abad a Kermanshah, Iran occidentale.
Tadaro era uno dei più conosciuti wrestlers nella categoria dei 74 kilogrammi e membro della squadra nazionale, secondo i media ufficiali. Aveva vinto medaglie nei campionati di diversi livelli di età. Arrestato dieci anni fa, era stato condannato a morte con false accuse create dalla cosiddetta magistratura del regime.
Lo stesso giorno sono stati giustiziati anche due ragazzi, di 23 e 24 anni, negli istituti centrali di Zahedan e Birjand, rispettivamente Iran sud-orientale e nord-orientale.
Il 26 Maggio tre detenuti nel carcere centrale di Urmia, Iran nord-occidentale, sono stati mandati al patibolo. Il 22 e il 23 Maggio altri due detenuti sono stati impiccati nel carcere di Mashhad, Iran nord-orientale.
Immediatamente dopo la farsa delle elezioni, il regime ha rimesso in moto la sua macchina omicida ad un ritmo ancora più sostenuto e il conto delle esecuzioni, nei primi cinque giorni del secondo mandato di Rouhani, è arrivato a 18. Incapace di affrontare il dissenso popolare crescente e un isolamento internazionale senza precedenti e in una situazione in cui le dispute interne sulle elezioni si sono inasprite, questo regime non vede altra soluzione se non ricorrere a nuove ondate di esecuzioni.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
26 Maggio 2017
