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Iran: Terzo processo-farsa per il detenuto politico Ali Moezzi con accuse assurde

Moezzi ha scontato la sua condanna e deve essere rilasciato 

Domenica 6 Settembre gli aguzzini del regime iraniano hanno trasferito in catene Ali Moezzi, detenuto politico e sostenitore dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), dalla prigione centrale di Karaj ad uno dei tirannici tribunali del regime chiamato “Tribunale Rivoluzionario di Tehran”.

Moezzi è stato “processato” per la terza volta da un mullah noto come giudice Moqisa, per “propaganda contro il regime”. Ali Moezzi ha sottolineato la natura illegale di questo tribunale e per protestare contro il suo trasferimento forzato e le nuove false accuse rivoltegli, si è rifiutato di rispondere a tali accuse o alle domande postegli da questo giudice criminale.

Allo stesso modo, a Maggio 2015, nonostante la sua condanna a 5 anni si fosse quasi conclusa, Moezzi era stato “processato” con un secondo processo-farsa e condannato ad un altro anno di carcere. Quella volta, in risposta alla sua convocazione in tribunale, aveva dichiarato per iscritto in un comunicato: “Considero questo tribunale illegale e illegittimo e non prenderò parte al processo”. Questa risposta aveva provocato l’aggressione da parte di un gruppo di guardie rivoluzionarie che lo picchiarono e poi lo condussero a forza e in catene in tribunale con la fronte ferita.

I suoi aguzzini lo avevano apertamente minacciato che lo avrebbero condannato a morte per propaganda contro il sistema. Inoltre, essendo il padre di due membri del PMOI ora a Camp Liberty, lo avevano minacciato dicendo: “Non uscirai vivo di prigione e alla fine ti tormenteremo fino a che non morirai in prigione”.

Ali Moezzi, detenuto politico negli anni ’80, soffre di varie malattie tra cui un disturbo renale acuto e un blocco intestinale, causategli dai molti anni di prigione e di torture. E’ stato arrestato l’ultima volta a Giugno 2011 e portato in carcere nonostante fosse in gravi condizioni, dato che era malato di cancro. Da allora è stato privato delle cure mediche e delle medicine. In tutto questo periodo è stato sottoposto alle più gravi pressioni e a torture fisiche e psicologiche.

La Resistenza Iraniana chiede a tutte le organizzazioni in difesa dei diritti umani, all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran e all’Inviato Speciale sulla Tortura, di condannare il procedimento giudiziario in Iran, che prevede questi processi arbitrari, e di intraprendere un’azione immediata per garantire il rilascio del detenuto politico Ali Moezzi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Settembre 2015

 

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