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Iran: sono 3,5 milioni i lavoratori (dimenticati) del mercato nero

L’11 Settembre 2019 Ali Khoda’i, membro del Consiglio Supremo sul Lavoro del regime, ha rivelato la scioccante notizia in una dichiarazione all’agenzia stampa Tasnim, affiliata alla Forza Terroristica Quds delle Guardie della Rivoluzione. Egli ha affermato: “ Sono 3,5 milioni i lavoratori impiegati nel mercato nero. Essi non compaiono in nessuna statistica: si tratta di attività non-ufficiali e non segnalate.

I sarti di Via Jomhouri non hanno tessere di riconoscimento dei lavoratori… I lavoratori della attività clandestine sono tra i dimenticati. Questi posti pullulano di contratti a tempo determinato… I lavoratori i cui datori di lavoro sono affiliati al governo e ad enti pubblici piuttosto che privati, sono tra coloro che firmano contratti a tempo determinato. Se protestano, vengono immediatamente licenziati.” Egli ha inoltre aggiunto che la paga minima per i lavoratori “copre solo il 35% delle spese”.

Quest’ammissione apre una finestra sulle disastrose condizioni di vita di milioni di lavoratori iraniani, che versano nelle peggiori condizioni economiche. La causa primaria di ciò sono le politiche del regime clericale, che non ha portato altro, al popolo iraniano, che corruzione, povertà, e disoccupazione, in particolare se guardiamo alla classe operaia.

Proseguono intanto le proteste e gli scioperi dei lavoratori contro le politiche del regime, il mancato versamento dei salari, e la mancanza di sicurezza sul lavoro.

Il 12 Settembre i lavoratori dei distretti 4, 5 e 6 del comune di Ahvaz, nel sudovest del paese, hanno indetto uno sciopero, tenendo un raduno di fronte all’ufficio comunale, in protesta contro il mancato versamento degli stipendi dei cinque mesi precedenti. Lo stesso giorno, i lavoratori della fabbrica di lavorazione della canna da zucchero Haft Tappeh hanno tenuto, per il quarto giorno consecutivo, un’azione di protesta.

Sempre il 12 Settembre, i lavoratori della fabbrica Meter di Qazvin, nell’Iran occidentale, hanno tenuto anch’essi, come nelle precedenti settimane, una manifestazione di protesta: si sono riuniti fuori dall’ufficio del leader della preghiera del Venerdì della città, domandando i propri salari, che non vengono versati da ben quattro mesi.

La Sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, il 5 Settembre 2019 ha dichiarato in un tweet: “ Le proteste e le rivolte in Iran continueranno finché ai lavoratori ed agli agricoltori non verranno restituiti i propri diritti.”

La Resistenza Iraniana esorta gli organismi internazionali che difendono i diritti dei lavoratori, in particolare l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, così come i sindacati dei lavoratori, a condannare le politiche antioperaie dei mullah ed a sostenere i diritti degli indigenti lavoratori iraniani.

Commissione Lavoro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
13 Settembre 2019

 

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